..e credo di essere anormale, ebbene non lo so

In seguito alla richiesta di una linea Alice Business per l’ufficio di mio cognato, la settimana scorsa è arrivato il tecnico a portare tutto lo scatolame vario.
Io non ero presente; alla sera sono andato a controllare e mi trovo un robo dell’età della pietra, rimasuglio di magazzino.
router
Due porte ethernet, una porta USB (AAAAAAAAAHHHHHHHH!!!), niente wireless.
Per un’utenza business.
Complimerda.
Richiamiamo il centoqualcosa, chiedendo la sostituzione con un router wireless.
Questa mattina arriva il tecnico, fra l’altro informato male sull’intervento da svolgere, guarda il router e:
-Ma questo non lo diamo più da tempo, com’è che gliel’hanno lasciato???

Respira, respira, respira.
Stai calmo, respira.
Il tecnico va nella sua cazzabubbola di macchinina marchiata Telecom e prende l’Alice w-gate w-voip w-cumprà plus 2 wi-fi wi-wireless wi-affanculo, insomma questo:
router
(la vedi la differenza, deficiente con la maglietta rossa?! sono le corna! quelle che ti ritrovi in testa!)

Ah, per la cronaca, seconda volta che mi capita una cosa del genere, cioè che la simpatica associazione a delinquere di stampo telefonico conosciuta come Telecom recapiti a casa pezzi di plastica buoni solo a fermarci le porte, e forse neanche perchè troppo leggeri.
Odio, anche a ferragosto, odio.

Oggi vado per comprarmi un modem/router wireless con switch integrato, i classici 4 porte LAN + access point wireless, il tutto in salsa ADSL 2 e 2+.
Dopo essermi consultato col Fornaio e aver deciso che il budget non poteva superare i 50 euris, mi oriento sul Digicom Michelangelo (non chiedetemi il modello preciso, non ricordo); lo trovo al Marco Polo, ma per sicurezza controllo anche la roba su Mediaworld.
Vado al Marco Polo, e vedo il triste Michelangelo che costa 5 euro in più che su internet.
Chiedo al commesso e mi risponde che online il prezzo è quello, ma sullo scaffale è normale costi di più.
Tra me e me penso che potrebbero anche scriverci quanto costa la roba in negozio, ti fanno male i ditini a scrivere sulla tastierina? Eh?
Intanto slumo il Netgear DG834Gv4 a 60 euro… sbavo un po’ e penso che no, costa troppo, ma accanto a lui ci sono solo Sitecom, Hamlet (!!!) e DLink.
Deluso piglio la macchina e vado al Mediaworld.
Il Mediaworld è la patria dei commessi imbecilli; scusami, commesso imbecille che lavori al Mediaworld che mi stai or ora leggendo, ma voglio che tu lo sappia. Cioè, renditi conto.
Premettendo che più di una volta mi sono fermato in disquisizioni tennnniche con i “commessi”, per ricavarne meno di un ragno da un buco, questa volta decido che farò tutto da solo.
Vedo un Netgear di un modello precedente, allo stesso prezzo, con inclusa una chiavetta USB wireless; andando a memoria rimembro che sul sito quel Netgear lo facevano a meno.
Grassòn, venga un po’ qua… e chiamo il commesso.
Il dialogo:
io: ciao scusami, ho visto questo Netgear sul sito, e mi ricordavo costasse meno…
commesso: certo, è normale, è un altro shop
[a quel punto penso alla domanda di riserva]
[ma non mi viene]
io: eh?
commesso: se compri online paghi meno, ma tanto poi c’è la spedizione e arrivi a pagare uguale se non di più.
Grugnisco, ringrazio e me ne vado, anche qui a mani vuote.
Comincia a questo punto un pellegrinaggio da una parte all’altra della tangenziale, dove c’è il Technostore (no, non è un rave party). Lascio l’auto dov’è. Mai scelta fu più azzardata.
Sotto il sole delle quattro del pomeriggio sudo come un cavallo da corsa, che neanche Cristo in croce ha patito tanto. Che poi lui non doveva neanche comprarsi un router wireless, tra l’altro.
Arrivo di là, entro (e qui trovo, come in tutti i supermercati, i pinguini con la giacca a vento che battono i denti (beh poi hanno il becco, ma era per dire) per il freddo dell’aria condizionata), e trovo la desolazione. L’ipercoppe svaligiata, manco ci fosse una catastrofe imminente del ciclo Alta Tensione su Italia1. E soprattutto mi chiedo: ma perchè devono svaligiare il reparto informatico?
Torno alla macchina rischiando la disidratazione e mi dirigo verso il Netgear da 60 euri al MarcoPolo.
Che sì, alla fine è stato un buon acquisto (dentro c’è un gran bel sistemino, solido e completo) ma io ero partito per il Michelangelo da 45 euro. Esticazzi ci sta.

Vabbè, funziona tutto, pc fisso, voip, eeepc, adsl stabilissima, valori eccellenti… però che fatica!

L’altro ieri il sempretecnologico Fornaio mi ha fornito di un interessante aggeggino, a titolo assolutamente gratuito (previo pagamento in natura, s’intende), che qui vi mostro ora:

samsung wip 6000m

Si tratta di un Aladino VOIP WiFi, trasformato da lui (trovate tutto in questa guida) in ciò che era prima di diventare “brandizzato” Telecom, ovvero un Samsung Wip 6000M.
Vi riassumo la parte non-tecnica della guida; praticamente gli Aladino vi vengono recapitati a casa insieme a qualche offerta Alice Voce, privati o business che sia. Il brutto di questi telefoni è che sono utilizzabili solamente con Alice Voce e modem/router di Telecom, in particolare reti Alice-12345678; insomma, per i profani: sono bloccati.
Nella guida trovate la procedura (molto semplice) per sbloccare alcuni menu e fare in modo che il telefono si possa agganciare a qualunque rete wireless e, previo inserimento dei corretti parametri, a qualunque provider SIP (lo standard per quanto riguarda il VOIP; e sempre per i profani, NO, Skype non c’entra una mazza).
Voi direte: quindi?

Quindi cercando su internet si trovano diversi provider SIP che oltre a fornire gratuitamente le chiamate “interne” (della serie: io ho un account con il provider X, tu hai un account con il provider X, allora parliamo gratis; qui il principio è simile a Skype per capirci), vi danno un numero geografico.
Quest’ultimo altro non è che un numero che siamo abituati a comporre sui classici telefoni fissi, compreso di prefisso locale.

Eutelia VOIP è uno degli operatori che fornisce questo servizio.
La registrazione è molto veloce, e in una seconda fase permette di scegliere il proprio numero geografico da una lista abbastanza lunga (io ho ovviamente scelto un numero di Parma). E’ possibile scegliere altri numeri, sempre gratuitamente, in giro per il mondo.
Vantaggi? E’ presto detto.
Girando con il mio telefono VOIP potrei essere raggiungibile (a patto di una connessione WiFi, questo è scontato) in tutto il mondo, al costo di una chiamata locale. Supponendo infatti che i miei contatti siano principalmente nella mia città, questi mi potrebbero chiamare, ovunque io sia, componendo un numero urbano. All’altro capo risponderei io, in un qualunque angolo del globo.
Non male direi; il fatto che poi possiamo scegliere numerazioni in tutto il mondo ci fa capire a fondo le potenzialità del VOIP: pensiamo solo ad una ditta che svolge una specie di servizio “call center”, con clienti sparsi in giro per la Terra. In ogni nazione interessata potrebbe abilitare un numero locale che di fatto “squillerebbe” nel call center vero e proprio, con il doppio vantaggio di centralizzare questo servizio in un’unica sede e far pagare al cliente una chiamata locale.

Eutelia inoltre offre tariffe molto convenienti (difficilmente paragonabili con le normali tariffe che ci troviamo in bolletta con il telefono fisso), di modo che dal nostro numero possiamo chiamare oltre che ricevere.

Forse ho scoperto l’acqua calda, o forse questo “regalare” numeri non durerà molto. Sta di fatto che l’argomento VOIP è ancora troppo confuso e spuntano compagnie come funghi, con clausole più o meno chiare e misteriose chiusure improvvise.
Eutelia è sul mercato da tempo (magari la conoscevate come Skypho, in seguito Euteliavoip), è italiana, e “a occhio” mi pare seria.
Vi invito ad usufruire dei suoi servizi gradualmente. Ad esempio acquistando credito in piccoli tagli e testando giorno per giorno la qualità e la continuità del servizio.
Come Eutelia ci sono sicuramente altri operatori che offrono servizi simili; ne ho trovati alcuni che offrivano numerazioni per le grandi città, tipo Milano o Roma; in realtà attualmente la differenza è praticamente nulla, poichè tutti i maggiori operatori di telefonia fissa non applicano più distinzioni su urbane e interurbane, ma classificano le telefonate in “nazionali” e “mobili” (ferme restando le numerazioni speciali, i servizi a valore aggiunto, le internazionali etc…)

Infine volevo parlarvi degli svantaggi dell’Aladino che ho in mano.
Se da una parte il wireless vi permette di portarvelo in giro per il mondo, dall’altra vi sono limitazioni insite nel firmware.
La prima e più importante è che la connessione è possibile solo con una rete WPA criptata in modo TKIP (in alternativa con una rete aperta).
La mia Fonera non era impostata su questa modalità e ho tirato giù tre o quattro mesi di santi dal calendario prima di associare correttamente l’Aladino.
Se a voi funziona anche con altri algoritmi (sempre WPA), allora il problema è solo mio.
E ovviamente scordatevi di usare la rete aperta della Fonera, cioè quella pubblica, poichè è necessario inserire username e password di un account Fon.
Sì insomma, evitate di usare reti aperte e soprattutto tenete quella privata della Fonera (se l’avete) rigorosamente criptata.
Inoltre la chiave deve essere tassativamente di 24 caratteri alfanumerici, senza simboli/caratteri speciali. L’Aladino s’incazza e non vi lascia associare.

Altra limitazione, ma questa è più una scomodità: non è possibile memorizzare sul telefono più di un account VOIP.
Ovvero, se aprite un account con Pinco e poi con Pallino, e li volete usare entrambi, ogni volta che passate da uno all’altro dovete manualmente cambiare i parametri di connessione (roba veloce eh: indirizzo del server, username e password) al centralino SIP.
A questo, e alla limitazione sulla WPA-TKIP, penserò più avanti, visto che i telefoni voip in commercio costano sempre meno e potrei seriamente farci un pensierino.

Per ulteriori chiarimenti sul mondo VOIP, anche per profani, vi rimando al portale di html.it, veramente curato e soprattutto semplice.
Per ora è tutto, spero di “essermi stato spiegato”; le guide non sono mai il mio forte.

Anche io posso usufruire finalmente della Fonera, grazie alla penna wireless gentilmente concessa dal Fornaio.
fonera
Penna la quale è un attimino fuori uso a seguito dei suoi continui e frenetici modding
Ciò costringe a tenere i due aggeggini molto vicini (non più di 10 cm) e soprattutto in line of sight, cioè in linea retta senza ostacoli tra di loro.
wireless
Poco male, intanto ho un routerino che fa sempre comodo per un eventuale pc portatile in giro per casa.
E ho anche ben due firewall hardware che mi proteggono da tanti simpatici individui che popolano la rete; il firewall del modem/router e quello della Fonera.
Capito nulla? Mmm vediamo: rete internet –> modem/router –> Fonera –> “aere:P –> penna wireless (con prolunga) –> pc
Come sempre lunga vita al TCP/IP!