…e credo di essere anormale, ebbene non lo so
L’unica cosa che posso dirvi è che si trattava di scarpe taglia 10
ha detto George Bush quando l’ormai famoso giornalista gli ha tirato il paio di calzature.
Se l’episodio fosse capitato al premier nostrano, già mi immagino il suo commento:
Cribbio, avessero avuto almeno il tacco…
(son due giorni che ce l’ho lì, prima o poi dovevo dirla…)
(che poi, dico io, visto che a momenti ti becchi la lapidazione, perchè non gli hai tirato un bel secchio di piscio? ma soprattutto, la prossima volta correggi la mira, cazzo, manco una delle due scarpe è arrivata a destinazione)
Parlate, parlate bene voi comunisti.
A cosa serve la social card, ma cazzo ce ne facciamo di 40 euri, Tremonti vai a elemosinare tua madre… BASTA! Tutta questa disinformazione fatta dalla sinistra, dai poteri forti della stampa, toghe rosse, giornali rossi, tv rosse, BASTA!
Oggi vi presento le VERE novità di questa lodevole iniziativa.
Ma insomma, non ci ha pensato proprio nessuno eh? Non vi dice nulla il nome? Social card!
La social card è innanzitutto social. (Applausi)
Anzi, come va di moda dire oggi, è una card in salsa social.
Questo vuol dire che, alla base di tutto, c’è l’interazione con i tuoi amici socialcardati.
Si può stringere amicizia con la social card; così come ignorarla, proprio come avviene su Facebook.
Alla social card sarà abbinato un feed elettronico, cosicchè potremo sempre essere aggiornati su chi, fra in nostri socialcardamici, morirà per primo di fame e di freddo! Questo ovviamente per eliminarlo successivamente, chè non è bello avere amici morti nel nostro socialcardprofilo.
Fra le tante feature ci saranno gli “eventi”.
Ad esempio, sarà possibile per i pensionati socialcardati, organizzare incontri tipo Sovrintendenza ai lavori del cantiere di asfaltatura Via Verdi oppure Scopone scientifico: nuove frontiere; quale futuro?
In un attimo, grazie alla social card, sarà possibile invitare tutti gli amici alla cena di rimpatrio delle elementari, sputtanando la metà della ricarica tremontiana per una pizza. Cioè, fantastico no? E’ tutto così… così… SOCIAL!
Non parliamo poi delle applicazioni:
-Who has the biggest pain? (famoso giochino in flash che permette di raggiungere diversi livelli di socialpovertà e ambire al primo posto, quello di “barbone ad honorem”)
-Fuck Society (permette di guidare il proprio avatar in una società dove tutto si ottiene inculando la gente, fregando, rubando etc…)
-Money Challenge (sfida all’ultimo euro per scroccare il caffè ai tuoi socialcardamici, ovviamente utilizzando la social card)
Numerosi anche i test:
-Test: che ministro sei? (i risultati saranno “Maria Stella Gelmini, il ministro da tenere fuori dalla portata dei bambini” e “Tvemonti, pevchè in fondo nella vita non sevvono tutte le consonanti”)
-Test: chi eri nella tua vita precedente? (i risultati saranno “un negro”, “un negro di merda”, “uno un po’ abbronzato, ma solo per carineria eh?
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–
–
“, “non sa / non risponde”, “non ho mai detto di avere una vita precedente, le mie parole sono state travisate. Coglioni.
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–
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“)
Inoltre sarà possibile iscriversi ai gruppi, tipo:
-Quelli che amano la social card
-Quelli che odiano quelli che odiano la social card
-Quelli che non odiano la social card
-Quelli che non amano quelli che non amano la social card
Non so voi, ma io della social card mi sono proprio innamorato!
Cioè… io spero veramente di trovarmela nella cassetta della posta. Sarà così bello essere social!
Dai amici, anzi, socialcardamici, aggiungetemi!
Il mio nickname è “Giulio3mountains” e, se non mi conoscete, il mio avatar avrà le sembianze di due grosse colline rosa, con una riga verticale a dividerle e un buco peloso in mezzo.
Grossomodo come questo insomma…

Vero o falso che sia, si scatena il dibattito:
io: sì vabbè, ora però i giornalisti esagerano un po’ eh…
papà: mah, chi lo sa, magari era tutto vero però a lui gli piace dire “no, non sono stato male, è un’invenzione dei comunisti! sono stato frainteso!”
io: eh, può darsi…
mamma: [scuote la testa]
io: perchè? che c’è?
mamma: no niente, pensavo solo che se a quello lì gli viene un malore nel cervello non si nota la differenza…
Mamma-Silvio uno a zero.
I’M ITALIAN AND PRIME MINISTER SILVIO BERLUSCONI IS NOT SPEAKING IN MY NAME.

Un omaggio vergato sulla carta da culo, perchè di più non si merita.
Aderite, almeno per chiedere scusa al resto del mondo.
Ma nel frattempo, la convinzione che prima o poi la natura ce lo potrà portare via (magari violentemente, dolorosamente, lentissimamente), un po’ mi consola.
Siamo ufficialmente in un regime.
Stampa, giornali, non dicono la verità. Affermare il contrario vuol dire averci le fette di Parmacotto sugli occhi.
Questa sera avevo i conati di vomito davanti al TG1; di solito mi limito ai dolori di stomaco; il vomito lo riservo a Fede e al reality di Italia1.
Tra cinque anni, quando l’Italia sarà snervata da questo uso privato della Repubblica, non ci sarà un elettore che ammetterà di aver votato per un fascista (visto che per lui siamo tutti comunisti, mi sembra il minimo ripagarlo con queste parole) che si è arricchito sulle nostre teste. Che si è scritto leggi per non finire in galera, la sua naturale dimora.
Non ho altre parole da aggiungere; non ci resta che piangere (e far sentire la nostra voce, il più forte possibile, passando comunque da sparuta minoranza e facinorosa aggregazione), veramente.
[...] L’occupazione di luoghi pubblici non è la dimostrazione dell’applicazione della libertà, non è un fatto di democrazia, è una violenza [...]
(via Repubblica.it)
Se parliamo di occupazione di luoghi pubblici, dovresti essertene già andato da tempo, caro il mio 80% di consensi.
Fra l’altro non mi pare che siano occupazioni fini a sè stesse. Lo dimostra il fatto che in molti atenei si sta facendo lezione all’aperto.
Eh Silvio mio, ti dà fastidio tutto questo casino, lo so.
Te basta che mandi pùmpùmpùm la forza pubblica e chi s’è visto s’è visto.
Qui la legge 133; in particolare l’articolo 16 parla delle Fondazioni (di fatto università private) e dei tagli alla ricerca.
Invece l’articolo 66 parla delle assunzioni, che dovranno essere in misura del 20% rispetto ai licenziamenti.
Questo è invece il famoso decreto salvabanche; annuncia tagli ai fondi ordinari delle univesità e delle risorse destinate alla ricerca.
Per me ce n’è a basta.
Questa sera, attorno alle 18:30, a Parma ci sarà un corteo di protesta (autorizzato, Silviè, stai calmo…) che partirà dal Chiostro di Lettere, in via D’Azeglio, e arriverà al Ponte di Mezzo.
Per chi ci sarà, ci si vede là.
Mi fa piacere, e mi consola (in modo amaro), vedere che non sono l’unico a notare certe cose.
Una parola che compare frequentemente sui libri di storia a proposito degli anni ’30 e ’40 della nostra Italia è CONSENSO.
Sapete che cos’è il consenso? E a cosa si riferiva? Lo sapete oppure no?
Siamo arrivati ad un punto in cui la storia non insegna più un cazzo, oppure in giro ci sono molti ignoranti. Scegliete voi.
[e rispondo a Davide che è il proprietario del "tumblr" del quarto di secolo e non gli posso commentare... Sì, ho visto anch'io, e ho visto pure il TG5, dove la cosa veniva riproposta pari pari. Paura, depressione e angoscia. Eh, eh, direi che il sentimento è stato azzeccato]
Ecco, Silvio, ora che hai risolto[*] un grave problema, e hai visionato i luoghi dello scempio, vedi di passare allo stage successivo.
[*] ahahahahahahahah!!!!!!



