…e credo di essere anormale, ebbene non lo so
Credo di aver smesso di percorrere i viali dei sogni infranti.
Ora da infrangere c’è solo la realtà…
Ok, torno a sognare, non mi costa niente, ed è molto più stimolante.

Da 10 minuti James Dean è diventato il mio idolo personale
(e la mia anima gay dice che è il secondo uomo più bello del mondo dopo Jim Morrison).

C’è quel piccolo, sottilissimo, impalpabile velo di tristezza davanti ai miei occhi; vorrei solo “esserci di più” ed evitare stupidi errori.
Comunque sbagliando s’impara, questo è poco ma sicuro.
Uh, ho voglia di scrivere, ma ho poco tempo… Spero di poterlo fare a breve. Potrebbe essere una promessa o una minaccia, a voi la scelta.
On air stasera abbiamo i Sigur Rós con Ágætis Byrjun…
tjú tjúúúúúúúú……
Non sto assolutamente bene con me stesso, non c’è nessun tipo di pace in me. So che è altamente pericoloso; vorrei non fosse così.
Il problema è solo mio, e questo mi porterà a compiere errori.
Sto diventando autarchico, e non autosufficiente; sapete cosa vuol dire?
Non ho voglia di niente, sono gli altri che hanno voglia di fare qualcosa con me.
Sono pieno di sentimenti, ma non escono fuori se non cavati a forza.
E… beh, non sono tranquillo.
Devo portare il cellulare in riparazione…
Devo far sviluppare una foto…
Devo portare l’auto dal meccanico…
Devo vivere sorridendo e cercando di far sembrare tutto il più vero e autentico possibile.
Adesso uscite fuori da un angolino e urlate “era uno scherzo, ci sei cascato!”
Piccola edera che si arrampica su tranquillità e passione, vorrei fosse sempre così.
E per stasera ho delirato abbastanza, alla prossima.
Basta.
Sono stanco dell’inutilità di certe cose; non fa bene alla mia salute.
Non sono perfetto, e neanche lo voglio diventare. I miei difetti sono ciò che mi caratterizzano. Ma cazzo ma nessuno si guarda intorno? Tutti che cercano di arrivare primi, di essere il meglio, di farsi notare. Non sanno che tra qualche decennio saranno semplicemente un po’ di vermetti in una grossa scatola di legno pregiato.
E comunque no, non è un post depressoide (depresso io, adesso? ma anche no). Non ho nemmeno voglia di arrabbiarmi; tengo tutto dentro, ma questa volta non esplodo, ah no; so come smaltire. Io li vedo gli occhi della gente, osservo, capisco. Mi dà fastidio che nessuno osservi mai i miei; questo mi dà fastidio; mi irrita, perchè poi non si fa altro che giudicare, giudicare, giudicare. Disgustorama.
Impariamo dai latini, in (dito) medio stat virtus.
perchè mi stringi forte quando hai bisogno di me
e mi mancava questa sensazione
perchè ti stringo forte quando ho bisogno di te
e questa proprio non l’ho mai provata
perchè vedo il piacere sul tuo viso
e non c’è niente di più eccitante
perchè mi fido di te e non ho paura a farlo
e via le difese artificiali
perchè mi sussurri nell’orecchio “follow the cops back home”
e io mi unisco, e cantiamo in tre
perchè probabilmente respiriamo insieme
e probabilmente ne sono sicuro
perchè il tuo corpo che si muove sul mio è poesia
e non c’è niente di più giusto
perchè mi dici che sono ingestibile quando perdo il controllo
e mi piace sorprenderti con qualcosa d’inaspettato
perchè perdo il controllo quando lo perdi anche tu
e questi siamo noi
perchè il progetto “campana di vetro” sta funzionando
e continua così, è stupendo
perchè tutto questo non è plastica; tutto questo è vero
(e l’ho trovato, non so dov’era nascosto ma l’ho trovato)
Capitato per caso al concerto di questo gruppo… Melodie molto leggere e fluenti, sia da parte della voce maschile che femminile. Ritmi decisi e sicuri, semplicità nei suoni. Boh, mi son piaciuti, non li avevo mai ascoltati. A breve mi ci dedicherò.
Ah, mi sono innamorato di un’altra donna; quella che vedete qui sopra. Mi verrebbe da dire… Boosta al femminile (Boosta, per chi non lo sapesse, tastierista dei Subsonica); le mancavano solo le molle sotto le tastiere. Fascinosa Rachele, t’ho guardata tutta sera…
Bel concerto, ottima compagnia, con le solite tre presenze rassicuranti che mi staccano i complessi d’inferiorità dalle pareti del cranio.
E tante, tante altre cose; ma tante.
Potrebbe anche cadere una goccia nel mare, ma non cambierebbe molto; non provocherebbe onde. Ce ne sarebbe una piccola piccola, ma sarebbe uccisa da tutte le altre. Nel momento in cui l’onda provocata dalla goccia arrivasse su una spiaggia, l’impatto non sarebbe visibile.
Matematico.
Ora, accantonando queste idee un po’ malate, ditemi voi come cazzo si fa a dormire stanotte; come si fa a mandare via certi pensieri. Sono tarato male lo so, il masochismo me lo bevo a colazione, fanculo ai ragazzi stupidi e ai giocattoli rotti (boy, stupid boy… toy, broken toy… per il resto c’è Google, arrangiatevi).
Se non ti respiro entro 24 ore dò di matto.






