..e credo di essere anormale, ebbene non lo so

Tutti ’sti nodoni che incontrano il pettine mi fanno pensare di avere poteri quasi “para-anormali”.
Ovviamente il titolo è perchè qui sotto ho i Radiohead.
Raggiungo livelli di pace interiore che non avrei mai potuto sperare e desiderare :)

Colonna sonora della serata: io, tu, Manuel,

sai per me sei vero
facciamo che sei il mio più dolce pensiero
il prezzo sai è un po’ il mare
sembra che ti culli ma poi ti vuole ingoiare

e Thom,

immerse your soul in love

Voglio solo eccitare il tuo cervello…

tutto… tutto… tutto… tutto…
al posto giusto
al posto giusto
al posto giusto

ieri mi sono svegliato succhiando un limone

ci sono due colori nella mia testa
ci sono due colori nella mia testa
cos’hai cercato di dirmi?
dirmi cosa? dirmi cosa? dirmi cosa?

tutto… tutto… tutto… tutto…

Perchè non posso essere di plastica?
Odio la carne in tutte le sue manifestazioni. Soprattutto quelle umane.

Il confine tra il bianco e il nero si fa sempre più labile.
Forse sto crescendo (uh che paroloni) e non me ne accorgo, o semplicemente non ho voglia di farlo.
Una delle mie ultime scoperte è; che tutto, ma proprio tutto, dà assuefazione; quindi è inutile allacciare rapporti che poi si perderanno per strada, affezionarsi ad oggetti il cui valore risulterà in futuro nullo. Chiaro, ogni cosa ha il suo tempo, tempo d’inizio e tempo di fine (sto dicendo delle banalità?); forse lo scopo della vita è godersi questo tempo, assaporarne il gusto il più possibile per poi lasciarselo alle spalle, senza tanti ripensamenti. Senza assuefazione quindi.
Un’altro pensiero che mi gira in testa da un po’ riguarda il fatto che è perfettamente inutile sperare. Sì, ok, sperare in cosa? Questo non l’ho ancora capito, datemi un po’ di tempo (tempo… tempo…) e ve lo saprò dire; c’è anche il famoso detto “chi vive sperando…” eccetera, ma non mi trova d’accordo. Chi vive sperando vive per niente. Non so ancora se “smettere di sperare” sia stato un passo avanti o l’ennesimo errore, ma adesso va così
Riassumendo un po’ il tutto: devo guardarmi dentro e capire dove cazzo sto andando, altrimenti potrei andare a sbattere facilmente.
Anzi, magari mi prendo una pausa, così, tanto per rifletterci su.

Che palle, oggi mi arriva un messaggio (e già questo turba la mia eremitica tranquillità) di una mia ex compagna di classe che mi avvisa di sabato sera: festa-dilanio a Grassano, una manciata di case su nell’appennino reggiano, dove sempre un mio ex compagno di classe ha una super baita in cui organizza party a sfondo narcotico-sessuale. Ci sono andato una volta e sinceramente mi è bastato (e sono contento di esserci andato quando ancora non avevo la patente).
Come al solito però, non andandoci farei la figura dell’asociale, visto che è poi una festa di classe; oppure potrei dire che ops! misteriosamente sono in vacanza, cosa alla quale non crederebbe nessuno. Mi aspetta una settimana-rompicapo, per pensare se andarci oppure no; magari prima guardo in zona le varie festicciuuuole di paese e se c’è qualcosa di interessante il mio “no” potrà essere più convincente.
In ogni caso mi devo informare della gente presente alla festa, e poi si vedrà il da farsi. La spinta comunque non ce l’ho, e ora come ora penso che, come al solito, tirerò il bidone, possibilmente non all’ultimo minuto (ma tanto non è che se manco io la festa perde il suo fascino, intendiamoci); il droga party ok, mi attira, e ne avrei anche un po’ bisogno, ma poi ho paura che mi prenda male. Prevenire è meglio che curare quindi.
Sento un carillon in lontananza, mi sto lentamente addormentando sulla sedia:

No alarms and no surprises, please

Alzo il pollice verso il pc e dico “Ok Computer“, e poi dormo.