..e credo di essere anormale, ebbene non lo so
AU: Avventore Universitario
JV: me stesso medesimo
AU: allora ti vesti questa sera?
JV: uh beh, penso di sì, mettono minime in calo, ci sarebbe troppo freddo per star nudi
(questa la uso tutti gli anni, è sempre efficace)
AU: no dico, per Halloween!
JV: aaaaaaah! per Halloweeeeeeeen! Ah. No. Guarda, il maglione lo cambio, che son tre giorni che lo porto. I jeans tengo questi. Ecco il mio vestito.
AU: ma… e non vieni da [baretto del mio paesiello di cui ho già parlato approfonditamente in un post]? dai che si beve! oh se vieni non prender su la macchina, che i Caramba fanno il posto di blocco all’incrocio della videoteca!
JV: guarda, anche se fosse, i “Caramba” confinano con casa mia, mi conoscono, e sicuramente non mi farebbero storie. Anche se fosse. Ma non fosserebbe, credimi.
Pussa via.
Vestirmi da coglione per una non-festa e passare la serata là dentro.
Ma piuttosto, anche per quest’anno, “non” rinuncio al suicidio. Eh.
Ecco io non ce l’ho con Halloween; intendiamoci, è una sera come un’altra in cui puoi andare a letto tardi perchè la mattina seguente è festa. Che sarebbe poi la festa di tutti i santi, ovvero quelli che hanno nomi strani tipo Aloevera o Chevin.
Halloween fa hahare e questo si sapeva, Halloween non è una nostra festa e questo si sapeva, Halloween è solo un pretesto e questo l’ho già detto.
Archiviato Halloween e tutti i santi arriva, il 2 novembre, la commemorazione dei defunti.
TATATATAAAA
E i cimiteri si riempiono di gente, e i fiorai fanno pagare un mazzo di crisantemi 87 euro e 99 centesimi.
Vedi quelli che c’hanno il parente morto nel 1800 che cercano gli ossari, quelle tombine minute minute che sembrano più cassette di sicurezza di una banca che loculi.
Quelli che “cazzarola il Giancarlo me lo ricordavo là in fondo dopo l’aiuoletta, di fianco a quello con la tomba assolutamente poco chic, un po retrò e sicuramente molto poco stylish“; e invece gliel’hanno spostato là nel padiglione nuovo, quello col marmo “che comunque una cucina così sarebbe un sogno“.
Insomma, frotte di persone all’assalto del posto più triste del mondo (dopo Arcore)… per cosa? No perchè, detto tra noi, al Giancarlo che tu ci vada o che non ci vada, che abbia i fiori freschi o secchi, che il suo lumino sia brillante o (s)morto, poco gliene caga.
Tutto questo volemo bbene a li morti mi fa molto tristezza, come se durante gli altri 364 giorni dell’anno sia indegno o inutile andare al cimitero. Come se un ricordo fosse reso più vivo e autentico solo quando i cimiteri esplodono di gente, quasi a sentirsi tutti più buonazionisti.
Beh, quando ho avuto l’età per dire di no ai miei genitori, che fanno il pellegrinaggio che ho qui sopra descritto, non ho mai più messo piede in un cimitero “in quei giorni” (no, non in quei giorni del mese… che avete capito).
I miei morti, i miei ricordi, li onoro e li rendo (paradossalmente) vivi quando sono sull’autobus, quando faccio merenda al pomeriggio cercando un programma decente, quando sto sveglio fino a tardi a leggere. Le sfilate di moda tra i sentieri del cimitero me le risparmio.



