…e credo di essere anormale, ebbene non lo so
Qualche sera fa mi hanno dato del chitarrista.
Chitarrista di un complesso (testuali parole).
Tra l’altro consegnandomi tra le mani un piatto di carta colmo di fette di pandoro.
In un pub.
Il più sporco di Parma.
No no, mica il Tosco, il Chelsea.
Lì la legge 626 diventa legge 666.
Dio che schifo.
Ora vi sto scrivendo dall’ospedale; sono qui tutti attorno a me e sembra il punto di E.T. in cui hanno le tute antibatteriche; ho la meningite e l’ho passata a tutti i parenti, non prima di aver augurato loro un felice 2008.
(dai, era un modo carino e diverso dal solito per dire buone feste e tutto ciò che ne segue… o preferite che vi faccia un post in cui vi racconto di come ho trasformato Debian in un router wireless utilizzando la Fonera come descritto qui? eh? eh?)
(questa sera festicciuola a casa di amici; il mio incarico è di portare le birre; oh qual dispiacere
)
Ok, sono simpatico come un comodino ed espansivo come un termosifone, e allora?!? Non vedo dove stia il problema, basta che mi stiate lontano, ecco tutto.
Bene…. dopo tutto ciò informo ufficialmente che non parteciperò alla narcofesta; è successo che la risposta che doveva giungere sperata è in effetti giunta (momenti di gloria accompagnarono quel momento). L’amica in effetti non aveva tanta voglia di andarci, più o meno per i miei stessi motivi, quali la probabile presenza di vari tipi di droghe. Sì, ammetto che la proposta era allettante, ma chi tornava poi a casa? Meglio rinunciare, e in fatto di rinunce io sono un drago. Anche lei però ho sentito che è messa parecchio male… ha ribadito il concetto “non perdiamoci di vista” e poi mi ha illuminato sul suo futuro; eterna indecisa (siamo proprio uguali, sì) non sapeva fino all’ultimo cosa farne di cinque anni di liceo. Ma finalmente ha partorito una decisione, puntando per scienze della comunicazione qui a Parma… occasione in più per vedersi? Io non ho detto niente, è solo che penso ad alta voce.
Niente… alla fine sono contento della sua risposta… ho visto che è rimasta la solita pessimista di una volta, proprio come piace a me eheh! Ok, con il senno di poi, aver saltato il “Tora!Tora!” mi ha permesso un fugace incontro (fascia rosa, maglietta nera… le ho fatto una cerebrofoto), peraltro distruttivo per quel momento.
Chiaramente non avviserò per la festa: chi tace non partecipa (anche perché se non hanno i dineros la grigliata come la fanno?): ok in fondo in fondo un po’ mi dispiace, soprattutto per alcuni (sembrano passati secoli dal “lontano giugno”, mamma mia); ma non avevo voglia di farmi vedere distrutto e idiota, tutto qui.
Si opta per una serata molto incognita; il ghiso passa alle 9:30, ma se non smette di piovere cazzo facciamo? Possiamo fare una narcofesta a casa mia… siete tutti invitati dai; la sacra famiglia se ne è andata in montagna a cena dalla nonna, ma a me veniva trooooppo pesa la cosa.
Dovrei dunque dirigermi verso la cucina, ma penso che opterò per il cazzeggio su internet; tanto non ho fame.
Ok, ho deciso e non deciso; ho mandato un’email ad una mia “amica” (chiamiamola così) chiedendole se partecipava alla narcofesta. Non è di certo lei il discriminante che mi farà decidere per il sì o per il no, ma le ho fatto capire che io sarei più per il no. Dunque se mi risponde (SE mi risponde) dichiarando tutto il suo disappunto e desiderando la mia presenza potrei farci un pensierino, in caso contrario (una risposta del tipo “Oh perdincibacco, mi dispiace. Alla prossima”) devo decidere dove andare a sbattere la testa sabato sera eheh!
Vabbè, torno alla lettura del mio best seller, ho già superato la metà, mi sta prendendo proprio.
Che palle, oggi mi arriva un messaggio (e già questo turba la mia eremitica tranquillità) di una mia ex compagna di classe che mi avvisa di sabato sera: festa-dilanio a Grassano, una manciata di case su nell’appennino reggiano, dove sempre un mio ex compagno di classe ha una super baita in cui organizza party a sfondo narcotico-sessuale. Ci sono andato una volta e sinceramente mi è bastato (e sono contento di esserci andato quando ancora non avevo la patente).
Come al solito però, non andandoci farei la figura dell’asociale, visto che è poi una festa di classe; oppure potrei dire che ops! misteriosamente sono in vacanza, cosa alla quale non crederebbe nessuno. Mi aspetta una settimana-rompicapo, per pensare se andarci oppure no; magari prima guardo in zona le varie festicciuuuole di paese e se c’è qualcosa di interessante il mio “no” potrà essere più convincente.
In ogni caso mi devo informare della gente presente alla festa, e poi si vedrà il da farsi. La spinta comunque non ce l’ho, e ora come ora penso che, come al solito, tirerò il bidone, possibilmente non all’ultimo minuto (ma tanto non è che se manco io la festa perde il suo fascino, intendiamoci); il droga party ok, mi attira, e ne avrei anche un po’ bisogno, ma poi ho paura che mi prenda male. Prevenire è meglio che curare quindi.
Sento un carillon in lontananza, mi sto lentamente addormentando sulla sedia:
“No alarms and no surprises, please”
Alzo il pollice verso il pc e dico “Ok Computer“, e poi dormo.



