…e credo di essere anormale, ebbene non lo so
Scusate eh, tutti a tentare di capirci qualcosa sulla storia dei buchi neri, sui cosi lì, i protoni, che viaggiano nell’anello di 27 km a Ginevra, e se si scontrano (come malauguratamente le rette parallele) non si salutano, tutto sto baubau di roba e nessuno mi pensa alla cosa più importante.
Insomma, i 3 colori del dentifricio, come cazzo fanno a non mescolarsi quando escono dal tubetto?
Ad esempio, Carlo Rubbia s’è mai posto il problema?
Io ad esempio ho condotto un esperimento questa mattina; ho preso il tubetto quasi pieno, l’ho strapazzato ben benino, e poi mi sono lavato i denti. Il risultato: la pasta con i 3 colori era abbastanza mischiata e le 3 striscie erano quasi irriconoscibili. Quindi con questo cosa voglio dire? Non lo so, però dai, chissene dei protoni, no?

Qui addirittura ipotizzano che sia un furbo espediente per incitare ad un maggior consumo. Con me la cosa non ha proprio effetto, visto che mediamente uso circa due etti e mezzo di dentifricio ogni volta che mi lavo i denti, indipendentemente da marca/tipo/colore.
Sì ma non gasatevi troppo; e soprattutto con l’english mi sono accorto, ahimè tapino che non sono altro, di avere un rapporto di amore/odio.
(per la cronaca, a livello di listening/comprehension sono al top, se parliamo di writing/speaking velo pietoso)
Ma venendo al dunque: Davide ha rispolverato il suo spazietto in inglese, trasformandolo (con il tema Prologue) in uno shared-blog veloce e dinamico.
Che vorrebbe dire multiutenza che scrive/legge post più frequenti, brevi e non strutturati (cito da lui).
Che poi il tutto sia in inglese… beh, è un simpatico ma fondamentale diversivo ![]()
Quindi… scriverò anche là, non so quanto eh, a partire son sempre un diesel io.
BlueBelugaBlog - an english diversion
Buttateci un occhio ogni tanto ![]()
Ho fatto un interessante esperimento di 5 minuti, questa mattina.
Un amico di Christian suggeriva di testare la “qualità” dei normali forni a microonde ormai presenti in molte cucine.
In parole molto povere, il forno a microonde dovrebbe garantire che le stesse microonde, generate dal magnetron, non “escano” dal comparto di cottura. Il forno si comporterebbe quindi come una gabbia di Faraday.
Tutte le spiegazioni, molto dettagliate, sul funzionamento del forno a microonde, le trovate come al solito su wiki (consiglio la lettura integrale, molto interessante).
Ma dunque, come testare il buon funzionamento del forno? Come essere sicuri della tenuta di questa gabbia?
Ebbene, procedete in questo modo: prendete un cellulare acceso e posizionatelo dentro al forno. Ovviamente non accendete mai e poi mai il forno, potreste probabilmente cancellare il vostro quartiere dalla mappa della città
Quindi a forno spento (con sportello chiuso) e a cellulare acceso, fate una chiamata verso il cellulare stesso (ad esempio con il telefono di casa).
Bene, se vi risponde la signora Wind o Tim o Omnitel, il vostro forno fa il suo dovere; se invece il cellulare squilla, vi consiglio di cucinare col microonde standogli a debita distanza.
A conferma del fatto che il cellulare non trova la rete, non appena lo toglierete dal forno vedrete che “non ci sono tacche” e dopo un minuto arriverà il classico messaggio di chi vi ha cercato mentre il telefono era spento o, come in questo caso, irraggiungibile.

Il mio forno (comprato 2 anni fa, Panasonic NN-K153W, questo qui sopra) ha superato il test, mentre quello di Christian (12 anni) no. Provate anche voi!



