..e credo di essere anormale, ebbene non lo so
-Ho dato un esame.
-Ho visto i Depeche Mode a MI. Bella lì.
-Ho fatto 42 ore di straordinario.
-Ho accumulato più di 500 feed, cercando comunque di leggerne qualche decina al giorno.
-Ho scoperto i Porcupine Tree.
-Ho traslocato 87 GB di roba da un pc ad un altro (quello dei miei).
-Ho cambiato il mio, di pc.
No, era solo per spiegare il mio non stracagare il mondo internauta.
Appena ho un po’ più di tempo vi aggiorno con i casi umani del giorno; che qui il caldo sforna perle giorno dopo giorno.
Terza puntata della telenovela più appassionante dell’Università di Parma: “Alla ricerca dell’esame perduto”, un dramma in tre atti (per ora) che sono sicuro regalerà altre sorprese in futuro.
Ma ripassiamo un po’ per i lettori smemorati.
Nella prima puntata semplicemente richiedo l’elenco degli esami sostenuti, “così, perchè mi va” (no, col cazzo, in realtà perchè gira voce che gli esami si perdano di tanto in tanto [nota per me: embeddare sigla di "Chi l'ha visto" nell'html]).
Manca un esame; torni la prossima volta; le faremo sapere. (semmai una candidaturina alle europee… no eh…?)
Nella seconda puntata interviene Guido Bertolaso che rilascia una dichiarazione sconcertante: “Esami dispersi: sicuramente uno, ma non escludiamo nelle prossime ore un incremento del numero; soccorsi tempestivi, è solo un anno che abbiamo la pratica in sospeso”; nulla di nuovo sotto il sole, dunque.
E finalmente arriviamo ad oggi, o meglio a qualche giorno fa, quando va in onda la terza puntata che vado dunque a raccontarvi.
Succede che avrei bisogno, causa ceppole mie, del famoso elenco degli esami sostenuti fino ad oggi; quale momento migliore per verificare se nel frattempo hanno ritrovato il famoso “Fisica AB”? Sottolineo che nella seconda puntata si sono pure tenuti una fotocopia del libretto (dove l’esame effettivamente risulta sostenuto), quindi io mi ritenevo a posto; loro sapevano cosa cercare, mi dissero che mi avrebbero chiamato, e io semplicemente aspettavo. Vi hanno chiamato a voi? Beh, a me no.
Siccome del suddetto certificato ne avevo bisogno con una certa urgenza, e siccome la Segreteria è aperta solo alla mattina (e io alla mattina per adesso sono al lavoro, quindi marameo), scrivo una mail spiegando la cosa, dando i miei dati (nome, cognome, matricola, e ovviamente la mail dalla quale scrivevo, che era quella dell’università, quindi rilasciata da loro, quindi teoricamente SONO IO CHE SCRIVO, mica “dolceluna92@iahuu.it”), e chiedendo di poter mandare il mio papi a ritirare tre-TRE-TI-ERRE-E fogli.
La risposta, criptica come neanche un discorso di Paolo Fox, è la seguente, che trascrivo fedelmente:
Mi mandi in allegato un suo documento e specifichi l’indirizzo dove lo posso
spedire. Le mando il certificato con il piano di studi e esami sostenuti.
No, dico, voi avete capito?
Io mando il documento in allegato; in allegato a cosa? Alla mail? Ad un fax (non ho il fax!)? Per posta ordinaria (non ho tutto questo tempo…)? E poi il “documento” come lo mando? Scannerizzo? Non ho lo scanner!
Ancora: “specifichi l’indirizzo dove lo posso spedire”. L’indirizzo di posta elettronica? Questo qua, porca paletta, questo qua! Posta ordinaria? Come sopra, non ho tutto questo tempo!
[Nel frattempo ogni tanto visualizzate l'oggetto di tutto 'sto casino della maronna: un elenco esami sostenuti; neanche fosse un documento della C.I.A.]
Dopo i primi cinque minuti di “cosacosachecazzohaiscritto?!?” decido di risolvere alla mia maniera.
Prendo:
-mio libretto universitario
-mia carta di identità ORIGINALE
-carta di identità di mio padre
Rispondo alla mail, dove scrivo che il giorno seguente sarebbe passato mio padre a ritirare il foglio, e precisando che sarebbe andato con la mia carta di identità e il mio libretto, e scrivendo pure gli estremi della SUA carta di identità, così da dimostrare che effettivamente era una persona che io conoscevo. In più, stampo le due mail che ci siamo scambiati. Cioè no dico, pensate ‘sta roba, oh ma pensatela intensamente eh! Roba che se lo sa Calderoli mi mette alle frontiere a fare da controllore a chi entra e chi esce.
Ci siamo quasi eh, ma il bello arriva sempre alla fine.
Questa mattina mio padre va in Segreteria; gli dò:
-mio libretto
-mia C.I.
-le due mail stampate
Ebbene, è tornato a casa con l’elenco degli esami sostenuti.
Però, gentilmente (chè mi ha detto che son molto gentili… bah, si vede che tiran gli schiaffi solo agli studenti, vai a sapere), gli hanno detto che PER LA PRAIVASI non si potrebbe fare.
CIOE’, LORO METTONO FUORI IN BACHECA L’ESITO DEGLI ESAMI CON NOME, COGNOME, MATRICOLA, VOTO, NUMERO DI SCARPE E QUANTI PELI HAI SULL’UCCELLO, E QUESTO TIRA FUORI LA PRAIVASI.
Cioè, davvero, cioè, non so che dire.
Ma una cosa positiva c’è… perchè non bisogna vedere sempre tutto nero.
Dopo quindici mesi di ricerche, hanno trovato Fisica AB.
Tempestivi!
Mattinata proficua, in quanto:
-pagamento bollettino in posta
-richiesta elenco esami in segreteria universitaria
-fotocopie e stampa di un 200 fogli in copisteria
-consegna documenti vari in Provincia
-acquisto di un libro in centro
Tempo totale: un’ora e mezzo circa.
Nella per nulla caotica città di Parma, non so se rendo.
Applausi, grazie.
Ah, un piccolo intoppo c’è stato, a dir la verità.
Ricordate Fisica AB, l’esame andato misteriosamente perso quando un anno fa richiesi come oggi l’elenco degli esami sostenuti?
Ecco, non l’hanno ancora trovato.
Non so, allertiamo la Protezione Civile a ‘sto punto…
Bon, passo e chiudo, che qui mi aspetta un mese di quelli che vien giu la madonna a stringermi la mano.
Sono ancora a lamentarmi di questo portale fatto con i piedi, che mostra ancora questa data, roba che ci sarebbe da mettere la testa sotto la sabbia come gli struzzi dalla vergogna.
Questo portale DM, (sigla che sta per “Di Merda”) ha al suo interno la procedura di iscrizione agli esami, per accedere alla quale bisogna fare l’autenticazione CAS, anche detta “un’autenticazione del CAS”, ovvero Central Authentication Service.
Ebbene, già my.unipr funziona veramente male, regalando internal server error una volta sì e una volta sì; ma non basterebbe così, no, perchè?
Perchè anche sta “cas” di autenticazione del CAS funziona MALE; spesso muore, e non te lo dice se non dopo che la rotellina di Firefox ha roteato per minuti.
Assieme alla rotellina, roteano anche i miei coglioni, perchè è statisticamente provato dai Laboratoire Garnier che se non hai bisogno del portale, il portale funziona; se hai bisogno impellente del portale, il portale non funziona in misura direttamente proporzionale al tuo bisogno. The more you need it, the more it fucks you, per dire.
Mi vengono da fare alcune considerazioni su professori “particolarmente legati” ai macinini che girano su quei server, ma le terrò per me; mi vengono da fare anche considerazioni sulle rate universitarie, ma anche queste le tengo per me, non ho voglia di dir (troppe) parolacce.

[nello sreenshot: il nulla]
Questa mattina, ballonzolante come uno studente che ha finito la sessione d’esami gennaio-febbraio, mi reco in segreteria per fare quella cosa che mi sto ripromettendo di fare da qualche secolo.
Chiedere l’elenco degli esami sostenuti, che se non lo sapete sono quelli effettivamente messi a verbale (chè il libretto, comunicazione di servizio, equivale a Carta da culo).
Arrivato il mio turno chiedo il da farsi e mi viene detto di compilare un modulo.
(Perchè è troppo difficile farsi dare la carta d’identità e assicurarsi che io sia veramente io)
Intanto (badate bene) il tipo allo sportello mi chiede il numero di matricola a voce.
Tra le domande a cui devo rispondere ve ne sono alcune del tipo: “consistenza e odorazione dell’ultima defecata, se eseguita in mattinata” e “ordine di esibizione cantanti a Sanremo 2008 nelle due serate di apertura”.
Provato dalla mole e soprattutto dalla qualità delle domande SOLO per ottenere un fottutissimo elenco di esami sostenuti DA ME, arrivo in fondo, dove viene chiesto il tipo di documento che vogliamo ci venga erogato. E qui c’è un elenco lungo una pagina.
Comincio a sudare freddo, e il tipo allo sportello:
Tipo Allo Sportello: seconda riga in carta semplice
Joshuavox:
T.A.S.: SECONDA RIGA IN CARTA SEMPLICE
J: -__-”
T.A.S.: S E C O N D A R I G A I N C A R T A S E M P L I C E
J: mh… ma… mh…
T.A.S.: LA VEDI LA SECONDA RIGA? ECCO, VAI A DESTRA, CROCETTA SU “IN CARTA SEMPLICE”
J: eh ma io mica sono già laureato!
(no quest’ultima cosa non l’ho detta
)
Bene, compilato il modulo, NEANCHE LO GUARDA, e mentre lo consegno mi fa avere l’elenco degli esami sostenuti. Della serie che potevo dargli una matricola a caso, e chiamarmi Abdullah Stramatacantragrallà, e chiedere l’elenco degli esami di Joshuavox pur non essendolo.
Chiedo cosa bisogna fare se manca un esame e mi sento rispondere che “beh, controlla, ma non dovrebbero esserci problemi“.
Marrano, mi sfidi?
Grazie, arrivederci.
Mi siedo lì a fianco, apro il libretto e tadaaan.
Manca Fisica AB, sostenuta al primo anno.
Ovviamente, siccome l’orale l’ho fatto nei sotterranei del Diaprtimento di Fisica (che è una specie di labirinto medievale dove mandano a morire gli studenti cattivi), non mi sono stupito più di tanto.
Torno allo sportello e faccio notare l’accaduto.
“E quindi?” chiedo.
“Niente, ora lo cerchiamo“.
GULP
E già m’immagino ‘sti qua che se ne vanno in giro per l’archivio tipo “pucci pucci… qui, sa, qui, dai… cippi cippi… esame… dove sei?” a mò di chiamo il micio.
L’organizzazione, eh.
2 esami in 2 giorni; la prossima fase sarà

Esatto, crocifisso in sala mensa; ma mensa vip, mica quella dei poverelli.
Poi chiama mia sorella, e mi fa “hai visto i dvd che ti ho lasciato lì a casa?”
Sì certo, quando mi faccio il bidet ho un sacco di tempo a mia disposizione…
Va bene.
Perchè bisogna stare calmi.
Soprattutto mentre si fa un esame.
Ok.
Scena:
Esame di RTLCA (troppo lungo da scrivere tutto).
Devo calcolare varie cazzatine, tra cui un ritardo di propagazione in una LAN; molto semplice. Lunghezza dell’unità informativa fratto velocità della luce nel mezzo.
Ma all’improvviso il Male scende sulla terra.
Non è nota questa velocità; che in tutti gli esercizi di solito è di 200.000 km/s; ma è una convenzione! Teoricamente potrebbe oscillare tra 0 e quasi 300.000 km/s (velocità della luce nel VUOTO).
Disgraziatamente ci sono 2 assistenti in aula (un lui e una lei), il professore è nell’altra.
Questi 2 stanno preparando l’esame di quinta elementare; lui ha ripetuto la terza elementare, quindi ha un anno in più.
Alzo la mano, lo chiamo.
Arriva; si muove tendenzialmente come un gay in un club privé.
Dialogo (F = ilFra, ASS = assistente, o culo in inglese):
F: non ho capito una cosa: a noi serve sapere anche il ritardo di propagazione nel mezzo?
ASS: se non è chiesto evidentemente no…
F: ma se non fosse chiesto ci sarebbe scritto che andrebbe trascurato, no?
ASS: ma non c’è scritto.
[grrrrrrrrrrrrrrrrrrrrr]
F: comunque: non c’è il valore della velocità nel mezzo, quant’è?
ASS: aaaaah beh [sorrisone di uno che ha fatto il trenino in mezzo a Brad Pitt e Raul Bova] questo dovresti saperlo…
E se ne va.
Bene, ora che faccio? estraggo un numero a caso tra 0 e 300.000? Sticazzi, comodo!
5 minuti, torna il prof; alzano le mani in 15 persone.
Lui va alla lavagna, scrive: velocità della luce nel mezzo: 200.000 km/s
15 mani si abbassano e proseguono l’esercizio.
Odio profondo.




