..e credo di essere anormale, ebbene non lo so
Allora, c’è questa cosa che pare siano le elezioni regionali. E io sono profondamente in crisi, come probabilmente molti tra gli italiani che riescono ancora a distinguere un telegiornale da una pubblicità dello Svelto piatti all’aceto.
Qua in Emilia Romagna i candidati presidenti sono quattro: quello uscente è dell’area di centro sinistra, poi c’è la sfidante, campionessa regionale di soffoconi con risucchio per l’area di centro destra, e poi i due outsiders, ovvero il sostenitore della lista Cinque Stelle di Grillo e quello di Casini.
Piccola premessa: ho pensato alle alternative.
La prima è starmene a casa. Ma non ci riesco. Ormai, con il lavoro che (saltuariamente) faccio, sono troppo “dentro” la macchina elettorale. Mi sembra quasi di predicare bene e razzolare male. Inoltre ci sarebbe tutto un discorso che vi evito per fortuna vostra, e che tratta del diritto al voto, della democrazia, del momento più alto del cittadino di fronte allo Stato, del fatto che cazzarola, ce lo siamo conquistato, e qualcuno ci ha pure rimesso le penne nel farlo. Quindi ecco, diciamo che prevale il senso civico, nell’accezione più ampia del termine. Sì, senso civico, quella cosa che non vi permette di capire (cari i miei lettori che si celano nell’ombra pronti ad attentare alla mia vita con una statuetta del Battistero di Parma) perchè saltare una fila è una roba da burinacci della peggior specie. Senso civico, quella cosa che io e pochi altri abbiamo.
Poi, diciamola tutta. Se io non vado a votare, martedì mattina non potrò ricominciare a lamentarmi della disastrosa situazione politica e pure amministrativa d’oggi. Cioè non sarei in diritto capito? Quindi ecco, io voto.
La seconda alternativa è comprare un evidenziatore viola, entrare in cabina, e colorare tutta la scheda. Gesto d’effetto, ma apprezzato al massimo da sei persone. Non ne vale la pena.
La terza alternativa è la scheda bianca. Ma sicuramente una volta entrato in cabina mi direi “embè, tanto valeva stare a casa“. Quindi bocciata anche questa.
Ricapitolando, le alternative non ci sono.
(Ah, piccolo aneddoto del giorno: marito e moglie fanno la residenza da Genova; per una manciata di giorni non rientrano nell’ultima revisione elettorale straordinaria prevista per legge, e quindi sono costretti, se lo vogliono, a votare a Genova; la signora mi dice: “ah beh a questo punto non votiamo“. Avrei risposto volentieri: “ma cazzo, beata te!“; come a dire, almeno c’ho l’alibi)
Andiamo dunque per esclusione dei quattro candidati:
Vasco Errani, presidente uscente. È sostenuto dal PD, dall’IDV, dai Verdi, e poi da un’accozzaglia di roba che vi vado ad elencare: Rifondazione Comunista, Sinistra Europea, Comunisti Italiani, Sinistra ecologia libertà. Già qui come al solito mi cascano le balle che me le trascino sfrigolando scintille per strada. Giova dire che non ho mai votato per quest’area della sinistra; fondamentalmente perchè avrei dovuto fare la conta. Ma davvero esiste QUALCUNO che sa la differenza tra i rifonda e sinistraecologialibertà? O tra i comunisti italiani e la sinistra europea? No davvero, se qualcuno lo sa, son qui, disposto ad imparare.
Il PD… beh, insomma, ormai io con “PD” intendo solo un bel porcoddio. Ecco, l’ho detto. Poi li ho sempre votati, tranne la mia prima volta che comunque votavo DS… ma insomma, basta, ho smesso, ce l’ho fatta.
Bisogna poi dire che Errani sarebbe alla fine del secondo mandato, e mi risulta ci sia una legge del 2004 che impedisce il terzo. Ma si sa, la legge si interpreta, e non vorrei che di questo passo si arrivasse a commettere errori tipo riammettere liste elettorali che hanno pasticciato con tempi e modi attribuendo alla sinistra l’errore materiale del PDL, ovvero l’idiozia. Ah no, scusate, tutto ciò è già successo.
Insomma, Errani a casa, c’hai uno stipendio che ormai ti puoi comprare Ravenna e farti un cesso coi mosaici, quindi basta.
Poi vabbè, ovviamente vincerà lui (se c’è una cosa certa, è questa).
Anna Maria Bernini è la candidata del PDL, Lega, La Destra.
Dai su, non scrivo niente, qua si sfonda una porta aperta. Poi probabilmente già lei è sfondata, cioè, evitiamo.
Gian Luca Galletti, candidato per l’UDC. Amen.
Giovanni Favia, candidato per la Lista 5 Stelle di Grillo.
Ecco, questa in realtà sarebbe la lista più appetibile.
Lista assolutamente non (solo) di sinistra, ma in questo momento è una preoccupazione che non mi tocca.
Infatti se ci pensiamo bene, ma poi neanche tanto, tutta la merda che sta lì a governarci è assolutamente trasversale fra destra e sinistra. In questo preciso momento storico non me ne frega più di tanto se il tal candidato “x” c’ha il sangue rosso o nero, azzurro o verde. Se è per una politica vagamente trasparente, che cioè non è utilizzata solamente per 1) far soldi, 2) andare a zoccole facilmente, 3) evitare di finire in galera grazie alle tette di Barbara D’Urso che innescano un meccanismo di captatio benevolentiae di fronte allo spettatore che si rincoglionisce e perdona al padrone morale di quelle tette qualche sgarro (ma proprio qualche eh), allora ben venga. Solo dopo questa “purificazione” molto mistica (mistica perchè tanto col cazzo che avverrà) potrò discernere in mezzo a persone che hanno almeno la dignità di sedere lì dove stanno, il mio candidato che risponde, tra le altre cose, alla mia ideologia che stà lì, un po’ a manca. Beh insomma, ci sono troppe virgole nella frase precedente, ma fa lo stesso.
Il fatto è che… non sono convinto al 100% di questo ragionamento. La verità è che per la prima volta mi trascinerò tutti questi dubbi fino al seggio (so già che ci andrò moooolto lentamente, che ho pure la sfiga che ce l’ho qui vicino), e solo in quel momento mi rivolgerò al Presidente, tirerò fuori la tessera elettorale, un documento, ed esclamerò, fiero e pieno di soddisfazione:
Eccomi, sono qui, pronto a esercitare il mio diritto di vo(mi)to!.
E voi? Esprimete in questo seggio virtuale la vostra opinione. Ah, le parolacce valgono.
Probabilmente bloggata e ribloggata, tumblerata, facebookata… chi se ne frega.
Io l’ho vista ora, chè ho indietro qualche centinaio di feed.
Comunque: dubito che sia un fake. Fra l’altro appena ho visto il manifesto mi son detto: “ah no, io questa non me la bevo…”
Ehm…

MAGNIFICO.
[Via Andrew e Calle del vento]
[e Carlo Sborra è (stato) in lista con Marco Bocchino, nel PDL, alle comunali di Orvieto; gran coppia!]
Donna sulla trentina: “Vorrei un’informazione: io per le elezioni sono in viaggio di nozze. Posso votare via internet?”
[sì, ma certo, come no, un attimo che mettiamo in piedi il server di seggio e poi siam pronti eh...]
Sorprendentemente, rifacendo il test voisietequi che vi proposi qualche giorno fa, ora vien fuori questo:

Ma non s’è fatto.
Voto ai bestemmioni sentiti al telefono con l’ufficio elettorale: 10.
Voto ai bestemmioni sentiti nell‘ufficio elettorale alla consegna dei bustoni: non ha prezzo.
Per tutto il resto c’è, e ci sarà, ‘orcoddio, Silvio.
(mi fate gli auguri? son 23 oggi, grazie neh…)
Mi viene da fare qualche riflessione spicciola e veloce sui prossimi giorni, mentre per fortuna questa sera si concluderanno gli inutili blateramenti dei giaccacravattati.
Cari elettori, fotte sega di andare a votare? State a casa.
State a casa, non rompeteci i cosiddetti, a noi che stiamo là per due giorni e mezzo e centoquarantacinque euri (centottantasette per i presidenti, ndr), a me che quest’anno per la prima volta sarò segretario.
Oh tu, pensionato 70enne che domenica mattina non dovrai sovrintendere al tuo cantiere preferito, non mi costringere a compilare moduli su moduli, verbali su verbali, solo perchè hai deciso che sì vieni a votare ma no, la scheda non la prendi.
Insomma, se vieni a votare vieni a votare, se no porta a spasso il cane, coltiva l’orto, leggi il giornale, guarda Art Attack su Rai2, ravviva la passione con tua moglie (anche contemporaneamente ad Art Attack eh!)
Perchè quest’anno circolano le imeil che dicono “andate al seggio e fate verbalizzare la vostra intenzione di non voto”.
Stare a casa pare brutto? Non è una piena manifestazione di non-voto?
Non basta.
Leggo da Clarita che dopo il voto utile c’è pure il voto di protesta. Ce lo illustra Giovanni “Bruno Vespa” Sartori.
Ve lo sintetizzo: al Senato votate Tizio, alla Camera votate Caio. Perchè così i voti si annullano. [???]
Accidenti che protesta.
Vabbè, lasciamo stare.
Ora non vanno neanche più di moda i “w la figa“, “siete tutti ladri“, una grande X vergata su tutta la scheda, o tutte le X su tutti i simboli, o i poemi omerici con tanto di grossolani errori ortografici (tutti casi reali, visti con codesti organi visivi che mi ritrovo).
Cos’altro da dire… ah sì ecco. Il Ministero metterà fuori da ogni seggio un grosso manifesto con l’indicazione “Un solo segno su un solo simbolo“. Propongo un secondo manifesto: “Non vuoi votare? E allora perchè sei qui?“
Questa mattina abbiamo fatto un vertice; in esclusiva ed anteprima nazionale vi mostro le schede che vi troverete davanti domenica e lunedì prossimo. Intanto, stralci di conversazione tra noi, nelle stanze dei bottoni:
Amato: Impossibile cambiare ora!!!
Bossi: Imbracceremo i fucili!!! Col cazzo duro in mano!!! [coff coff... scatarr scatarr...]
Di Pietro: I simboli sono messi alla rinfusa, uno accanto all’altro, e che c’azzecca?!?
Berlusconi: [salacadula megicabula bibbidibobbidibù, lalalalalalalalalalalà, bibbidibobbidibù] i simboli sono rappresentati in una strisciata continuativa, senza distinzione tra partiti che corrono da soli e quelli apparentati e credo che una persona, specialmente se anziana, nell’angustia della cabina e con la consapevolezza che si sta compiendo un gesto importante, può avere difficoltà ad individuare il simbolo e a fare una croce che stia soltanto su quello [*]
Joshuavox: Ho io la soluzione! Egregi, la ristampa non è necessaria.
Ecco la vecchia ed obsoleta versione; orrore orrore! Che confusione! Non si capisce nulla!

Ed ecco la nuova versione. Ooohhh, molto più chiaro, e finalmente i simboli sono in verticale!

Problema risolto!
(jingle di felicità, soddisfazione e positività)
[*] “l’angustia della cabina” e la vecchiazza tremante che traccia la X consapevole del gesto importante entrano di diritto nella cazz-parade del nano malefico
Anche io ho fatto il test voisietequi, ed è uscito questo:

Cioè, per ora, l’unica mia certezza.
Per tutto il resto, c’è ambarabaccicciccoccò.



