…e credo di essere anormale, ebbene non lo so
Uomini: non sfornano bambini.
Donne: escono dal distributore di benzina immettendosi sulla Provinciale, telefonino attaccato all’orecchio, cervello in modalità dual band GSM, occhi sul retrovisore controllando che il rossetto non sbavi, cercando di provocare la mia morte.
Si sono guadagnate il diritto di voto.
Si sono scordate il dovere di rispettare il codice della strada.
E sì, oggi sono simpatico, come un comodino in culo (con i cassetti aperti).
Evvai, tavoletta del cesso alzata!!!
(dedicato a tutte le donne)
Un piccolo riassunto di ieri sera a flash mentali; come al solito prendete tutto con il beneficio del dubbio, e a vostra personale interpretazione.
Ciao.
sei sempre bella sai?
Allora?
beh beh più tardi
Dopo.
dammi la mano
Piove.
sì ma poi smette
Vino, ok, non mi piace. Bevo. Salute.
su, porta sfortuna, bevi!
Ai single.
come me
Ai single.
come te
Cin cin.
sorridi
Andiamo?
vorrei tu sia sempre così
Chilometri.
mi sento un uomo, adesso
Piove.
saranno le mie lacrime
Bagno? Posto? Dove? Lì.
saresti mia, saresti mia
Him - Join Me In Death (”this life ain’t worth living”)
saresti mia, abbracciata a me
Ti vedo pensieroso.
lo sono, penso a te
Sigaretta?
prendi tempo. paura
Dopo.
mi guardo intorno
Piove.
adesso torno dentro
Vento anche.
sigaretta bagnata
Liquirizia davanti a me.
sapevo l’avresti preso
Labello rosa. Penso.
grande, grandissima illusione
Parlo con gli occhi.
finito tutto; ancora
Piove.
e piango
Sigaretta.
ma la pioggia è acqua
Un’altra.
come le lacrime
Vento, come prima.
voglio il mio letto
Qui piove meno; siamo riparati.
voglio i miei affetti
Freddo; non atmosferico.
il gelo del mio non-cuore
Frasi di circostanza.
a un passo dal nulla
Mani fredde, cuore caldo.
cuore morto
Dieci minuti sono POCHI.
tutto per cosa?
Fine.
male
Corsa.
male bagnato
Chilometri.
male lungo e bagnato
Silenzio.
il mio; ho paura
Notte.
non respiro
Se dico”stupido” con la testa rivolta verso il cielo, e sta piovendo, è inevitabile che l’acqua mi entri in bocca. No?
Se guardo avanti vedo un puntino minuscolo; piccolo, piccolissimo… Non capisco se ne vedo la faccia o le spalle, troppo lontano. Ok, non sono altissimo, ma neanche un tappo, magari mi sbraccio un po’; senza dare nell’occhio. Mh, sì, una parola. Ah ho capito il problema… quelle sono le spalle.
sei rimasto solo tu; tremo a pensarlo, stento a capirlo. e tu, lo capisci? sbagliato fin dall’inizio; mi faccio schifo; ma dimmi che non è così, sai che poi ci credo e sto bene. sai che sei rimasto solo tu? il resto io lo chiamo NIENTE.
Quale cazzo di faccina volete?
Questa?
Questa?
Questa?
tendimi la mano, ti prego
I segnali che mandano le donne sono decisamente incomprensibili.
DE - CI - SA - MEN - TE
Ho provato a pagina 777, ma niente sottotitoli; cercasi traduttore.
Beh non è che ci sia poi molto da dire; magari riordino un po’ i pensieri e raccolgo tutto ciò che è successo nel giro di una settimana (in realtà mi ci è voluto un giorno per abituarmi, sono tornato ieri sera).
Cominciamo da martedì scorso, partenza con il Ghiso per Rivazzurra, ridente paesello stretto stretto fra Rimini e Riccione; è il giorno dopo ferragosto, e si vede. I tre giorni in realtà scivolano via come niente; note “notevoli” le solite tette e culi anche troppo in quantità, cose che alla lunga stancano (se ho voglia di tette e culi vado su “chiapone.org”, o mi compro un giornaletto porno, ma vederle girare per la strada e così in quantità mi dà sinceramente fastidio). Bene, ho comunque notato che la troiaggine è inversamente proporzionale al buon gusto e soprattutto all’intelligenza; luogo comune? No, è così, e non si discute. Almeno, non sul mio blog. Altra nota, la serata alla Baia Imperiale, tappa fin troppo scontata ma doverosa. Tutto molto bello, per un gabber. Ma la minuscola saletta rock isolata al di là dei cessi, nella stanza intitolata “thermae imperialis”, è rimasta snobbata dai più, e fino alle quattro circa c’erano giusto una decina di persone ad ascoltare ottima merda scelta appositamente da un dj finto-sfattanza probabilmente non troppo gabber per animare una sala gabber.
Gli altri due giorni passano tra sole in quantità e qualche nuvola, molte nuotate al largo (mi piace nuotare solo, ci sono solo io e l’acqua, il caos della spiaggia lo vedi con gli occhi ma non lo senti con le orecchie, sensazione stupenda) e un velo bruno rossastro giusto sulle braccia.
Torno venerdì mattina, riparto sabato mattina, ospite di mia sorella sempre in terra romagnola. Quattro giorni in cui ho potuto veramente rilassarmi come non facevo da tempo; dvd in quantità, un pc riparato da me (anch’io ogni tanto so usarli), palloni da calcio + quattro cani e tre gatti. Puntatina a Mirabilandia dove ho scoperto di non avere limiti fisici (il McDonald mi ha fatto un baffo) e poi di nuovo su un treno che mi riporta qui. Un viaggio di ritorno abbastanza sonnacchioso se non fosse per la coppia di toscani seduta di fronte a me, la quale mi ha regalato una perla che difficilmente dimenticherò. Alla stazione di Bologna infatti i due dovevano cambiare per Firenze, e la “lei” si rivolge al “lui”, con una bottiglietta di plastica in mano, esordendo con “amore ubicami la bottiglia da qualche parte…” Interessante.
La pausa di venerdì era necessaria per l’infame lavoro settimanale, anche se in realtà poi… beh è andata a finire che mi sono “aggrappato al presente con tutte le mie forze”. Questa la capiranno in pochi ma è giusto così. Infatti se penso a questo venerdì che sta per arrivare… uff, credo che non passerà più. Meno male che è l’ultimo.
E da oggi, il mio nuovo sfondo del desktop sarà questo; alla faccia di chi si sente nerd, questo sfondo vi batte tutti (e ahimè, solo un nerd ne può cogliere pienamente il significato)
Colonna sonora della serata: l’aria che mi circonda, perchè anche stasera respiro, e per me è comunque un bel traguardo.
Antefatto: ieri sera avevo le prove, a Collecchio. Poi per mancanza di gente e una riunione in corso protrattasi fin verso le 10 si è deciso di non fare niente, se non due chiacchiere.
Non so come mi è venuto in mente, giuro che se ci ripenso non riesco a capacitarmene… quello là non ero io. Sta di fatto che stavano tutti andando a casa, siamo rimasti veramente in pochi, tra cui una tipa che appunto suona con me (la stessa che ho poi visto domenica sera al concerto degli Hidea). Così ho buttato lì un “beh, ma è prestissimo, tu che fai adesso?”
Fermiamoci un attimo nel racconto. Ora, mi ci vedete, a me, che dico queste cose? Forse sono stato posseduto per un attimo dal diavolo… tutto può essere.
Lei evidentemente ha gradito, così ha proposto la festa a Fornovo… uh, sai che bello ^___^
“Noooo!” dico io, “Andiamo a fare un giretto in centro, ok c’è tutto chiuso, ma almeno c’è un po’ di gente, e poi alla festa a Fornovo fra un’ora non c’è più nessuno”.
Aggiudicato. Siamo finiti in “pdp” a leggere le pagine zozze di Trainspotting ahahaha!
Tra l’altro (proprio “tra l’altro”, “a margine”, “come contorno”) ho scoperto che ahimè è un po’ impegnata. Cioè non impegnata, lei mi ha detto che tra loro non c’è un gran sentimento, che tradotto significherebbe “trombano come due scimmie”. Quando me l’ha detto… boh, non sapevo neanche io cosa pensare, ma lei mi ha preceduto e mi fa “beh, immagino che non te l’aspettassi vero?”.
Ok, non è quello il discorso da fare, non è che uno se l’aspetta o non se l’aspetta, insomma…. il più è saperlo. “Ci sei rimasto male?” e io “Nooo! Ma figurati! Però fai chiarezza in ’sto rapporto, mi raccomando!” (quest’ultima frase, vi giuro, non so chi l’abbia detta…. non ero io! Che frase terribilmente stupida!). Che tradotto vorrebbe dire “se vi mollate comunque fammelo sapere, che io sarò non contento, di più”.
A fine serata poi mi sono incazzato tra me e me con l’universo femminile. Quando è stato il momento di salutarci lei comincia a sviolinare le solite stronzate da donna simil-dispiaciuta: “oh ma guarda, io sono stata benissimo, anzi, un amico in più… stasera ti ho conosciuto proprio bene, e mi ha fatto piacere….. solo dai, mi dispiace per quella cosa lì….. oh se hai bisogno….”
Se hai bisogno COSA?!? Il Fra non ha bisogno di niente. Oh.
Non contenta, ha proposto un’altra uscita, esattamente…. domani sera, dopo un concerto.
Ma alla fine… non mi sono scomposto più di tanto. Sì ok sono andato a letto un po’ incazzato un po’ confuso un po’ deluso. Poi ho tirato le somme, togliendo al sonno una buona oretta. I miei risultati personali sono che:
-Leggerò probabilmente Trainspotting
-”La regola dell’amico non sbaglia mai”, by Max Pezzente, 883
-Le mie poche, rare iniziative difficilmente vanno a buon fine
-Quello di ieri sera era, di fatto, un due di picche.

La mia carta preferita.



