..e credo di essere anormale, ebbene non lo so

Ieri sera le gemelle del destino mi hanno segnalato un video su YouTube, una specie di collage di foto fatte nel nostro locale preferito, che ve lo dico a fare, l’Onirica.
Ce lo abbiamo solo noi, ce lo teniamo stretto, eccolo!



E in un paio di foto appare anche il sottoscritto. Come a dire, io c’ero!
(ma voi lo sapevate che gli Afterhours, nel 98, hanno suonato in quel buco? Ecco, ora ho finalmente le prove)

A Sansemo ci saranno, fra gli altri:
-Afterhours (e mi sono caduti in basso, ma così in basso, ma così in basso, che ora voglio la Carrà all’Heineken)
-Povia (che praticamente ha fregato l’amico ghei alla Tatangelo e gliel’ha curato)
-Marco Carta (il doppiatore della motosega in “Non aprite quella porta”)
-Iva Zanicchi (che da quest’anno è subentrata al Parlamento Europeo, ma per fortuna lei non ha fatto un calendario)
-Sal Da Vinci (oserei dire il famoso Sal Da Vinci)

Secondo me ce n’è a basta.

Immagini orrende, perdono!
Concerto non dei migliori, ma ci s’accontenta.

after

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Ed ecco un piccolo video che documenta come una piazza si può trasformare, nel giro di pochi minuti, in una mega discoteca all’aperto.
Come si può capire anche dall’esplicito finale, io sono quello che non sta ballando :P

Questa mattina, strane presenze hanno popolato le strade di Parma…

25apr

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Questa sera invece, Afterhours in concerto! Aggratise, ovvio ;)

edit: qui il resto delle foto a qualità originale, anche se tra qualche giorno le toglierò… grazie al DynamicDuo per l’hosting temporaneo

BRAVI
Veramente bravi. Sono ancora emozionato da ieri sera, un concerto da paura.
Festa dell’Unità di Reggio Emilia, Afterhours; me li aspettavo scazzati, perchè quello poteva anche non essere il “loro” pubblico, un pubblico di non paganti che passava di lì e si fermava ad ascoltare 3 canzoni e poi proseguiva.
E invece no; e invece Manuel è stato immenso. O forse era solo ubriaco, in questo caso viva la birra. Ho l’impressione che la voce non fosse al top, ma in certi punti ci stava bene perchè era sensualmente SPORCA; magnifico.
Sono usciti due volte; la prima volta, di rito. Poi rientrati dopo 10 minuti.
La seconda volta ce ne stavamo andando, ma risbucano da dietro la batteria; una mandria di gente torna verso il palco… ancora, almeno l’ultima volta. Esplode Male di miele.
Unico neo, non hanno fatto Ci sono molti modi; l’avrei veramente voluta quella canzone, ci sono legati un milione di ricordi e sensazioni.
Una versione orgasmica de La sottile linea bianca
E Milano circonvallazione esterna alla quale non darei un soldo sull’album, ieri sera è stata trascinante e violenta; potrebbe tranquillamente essere una hit da dark-floor tanto è introspettiva ed oscura.
Bravi, bravissimi, nient’altro.

Grazie a Cubo per la foto di ieri sera


(torneremo a scorrere)

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3)

Chi l’avrebbe detto che il giorno del mio compleanno avrebbe riaperto l’Onirica?
Per l’ignoranza che regna in voi, l’Onirica è (sì, finalmente E’) un circolo arci dove più o meno tutti noi parmigiani poco “in” abbiamo passato i nostri venerdì e sabati sera.
E ho ritrovato questo capannone stretto e lungo con la bandiera della pace appesa in fondo; con una gru sopra il bar che recita “Officine Schwartz” che starei ore a fissarla perchè mi evoca bei ricordi; con quel dj-frigorifero che è Aldone; con la Guinness alla spina, oh dico, Guinness alla spina in una discoteca; con quel palco minuto che quattro persone ci stanno sì e no; con quel bagno unisex che è il posto più illuminato del locale; con quelle poltrone verdi bruttissime stile cinema anni ’70; con quel parcheggio davanti nel quale un milione di volte abbiamo aspettato amici ritardatari o fatto corse allucinanti per il freddo. Questo è l’Onirica. Ah, ingresso gratuito signori; consumazione facoltativa signori. Questo è l’Onirica.

Due bei regalini:


Che così sembrerebbe un semplicissimo mouse, ma…
Guardate QUI (tasto rosso, “more images”); 7 colori che cambiano in dissolvenza; è troppo mio.

E per rimanere in tema con questa sera:

Non manca che il logo dell’Onirica, ecco qui.
Notare in alto a sinistra “Il Fra si è rovesciato la birra addosso!”
Stendiamo un velo pietoso, e soprattutto evitiamo di raccontare simili episodi in giro…

E ora… Manuel, arriviamo.