…e credo di essere anormale, ebbene non lo so

Googy le virgolette mi servono, non le posso eliminare…
Ma proprio proprio nessun documento? Sicuro?
Sì, ho digitato le parole correttamente, mica so’ scemo.
Non posso usare parole chiave diverse, le parole chiave sono quelle, stop.
E non posso neanche usare parole chiave più generiche!

Se neanche Google trova ciò che sto cercando, allora vuol dire che me lo devo proprio levare dalla testa…

Non sto assolutamente bene con me stesso, non c’è nessun tipo di pace in me. So che è altamente pericoloso; vorrei non fosse così.
Il problema è solo mio, e questo mi porterà a compiere errori.
Sto diventando autarchico, e non autosufficiente; sapete cosa vuol dire?
Non ho voglia di niente, sono gli altri che hanno voglia di fare qualcosa con me.
Sono pieno di sentimenti, ma non escono fuori se non cavati a forza.
E… beh, non sono tranquillo.

Devo portare il cellulare in riparazione…
Devo far sviluppare una foto…
Devo portare l’auto dal meccanico…
Devo vivere sorridendo e cercando di far sembrare tutto il più vero e autentico possibile.
Adesso uscite fuori da un angolino e urlate “era uno scherzo, ci sei cascato!”
Piccola edera che si arrampica su tranquillità e passione, vorrei fosse sempre così.
E per stasera ho delirato abbastanza, alla prossima.

Basta.
Sono stanco dell’inutilità di certe cose; non fa bene alla mia salute.
Non sono perfetto, e neanche lo voglio diventare. I miei difetti sono ciò che mi caratterizzano. Ma cazzo ma nessuno si guarda intorno? Tutti che cercano di arrivare primi, di essere il meglio, di farsi notare. Non sanno che tra qualche decennio saranno semplicemente un po’ di vermetti in una grossa scatola di legno pregiato.
E comunque no, non è un post depressoide (depresso io, adesso? ma anche no). Non ho nemmeno voglia di arrabbiarmi; tengo tutto dentro, ma questa volta non esplodo, ah no; so come smaltire. Io li vedo gli occhi della gente, osservo, capisco. Mi dà fastidio che nessuno osservi mai i miei; questo mi dà fastidio; mi irrita, perchè poi non si fa altro che giudicare, giudicare, giudicare. Disgustorama.
Impariamo dai latini, in (dito) medio stat virtus.

E credo di essere anormale, ebbene non lo so

Mi vedi? Temi? Credi io ti userò?

Abuso spesso di questa canzone, ma ormai l’ho fatta mia.
Comunque oggi potrei sentirmi (anche) bene; ma ho deciso che non ne ho troppa voglia.

Potrebbe anche cadere una goccia nel mare, ma non cambierebbe molto; non provocherebbe onde. Ce ne sarebbe una piccola piccola, ma sarebbe uccisa da tutte le altre. Nel momento in cui l’onda provocata dalla goccia arrivasse su una spiaggia, l’impatto non sarebbe visibile.
Matematico.
Ora, accantonando queste idee un po’ malate, ditemi voi come cazzo si fa a dormire stanotte; come si fa a mandare via certi pensieri. Sono tarato male lo so, il masochismo me lo bevo a colazione, fanculo ai ragazzi stupidi e ai giocattoli rotti (boy, stupid boy… toy, broken toy… per il resto c’è Google, arrangiatevi).
Se non ti respiro entro 24 ore dò di matto.

ci fosse una canzone…
ci fosse un film…
una frase
una massima
un piacere, un dolore
un sentimento
niente, niente di tutto questo; stasera, e mi duole dirlo “come al solito”, me ne partirò con le mie belle sigarette, un po’ di notte a farmi compagnia, una sveglia puntata alle 8 perchè reti logiche non si studia da sola e qualche sorriso falso nelle tasche.
poco fa non mi funzionava il router; dopo aver tirato in ballo ventotto santi ho concluso che in fondo era solo un router, e poteva andare a fare in culo lui e le sue lucine; cinque minuti dopo è ripartito.
con questo non voglio demonizzare le lucine.
adesso potrei anche raccontarvi del giovane Holden, che si chiedeva dove andavano le anatre di Central Park d’inverno, quando i laghetti ghiacciavano; e poi rispuntavano da chissà dove in primavera; il giovane Holden, vorrei esserlo io ogni tanto.
no, è che non mi sento per niente bene.
ho resettato il router; aveva una ventina di giorni di uptime.
come i miei anni, che però non si resettano.

Com’era quella storia? “Comportamento atteso dagli altri…”
Boh non ricordo, qualcosa del tipo che ci si comporta un po’ come gli altri vogliono che ci si comporti; e scusate il giro di parole, ma proprio non mi veniva in mente. No ma dev’essere una cosa del genere, ne sono sicuro.
Cose che fanno riflettere.

Ora metto un buon cd, stavo pensando ai Prodigy ad un volume da galera; poi tra mezz’oretta esco di casa, finalmente, perchè stasera ho voglia di scopare con la notte (l’unica donna che mi pagherebbe perchè la scopassi). Piove ma va bene così, potrebbe anche nevicare, tanto meglio. Tutto tranne che il caldo di questa stanza, che stasera è più pesante del solito; lascio il cellulare a casa, spento, per evitare di fare danni.
E comincio a fare una specie di count down che di fatto non ha senso; conto sempre “un giorno in meno”. A cosa, non lo so.

Certo, se la mia memoria fosse di tipo “RAM” sarebbe tutto più facile.
Bestemmia.

tutto… tutto… tutto… tutto…
al posto giusto
al posto giusto
al posto giusto

ieri mi sono svegliato succhiando un limone

ci sono due colori nella mia testa
ci sono due colori nella mia testa
cos’hai cercato di dirmi?
dirmi cosa? dirmi cosa? dirmi cosa?

tutto… tutto… tutto… tutto…

Perchè non posso essere di plastica?
Odio la carne in tutte le sue manifestazioni. Soprattutto quelle umane.