…e credo di essere anormale, ebbene non lo so
Valvonauticamente penso a te, a noi due.
A questa settimana che è più lunga e impegnativa del previsto.

Con stima, riconoscenza, affetto e perchènnò, tanto amore
(cit.)
C’est le malaise du moment
L’épidémie qui s’étend
La fête est finie on descend
Les pensées qui glacent la raison
Paupières baissées, visage gris
Surgissent les fantômes de notre lit
On ouvre le loquet de la grille
Du taudit qu’on appelle maison

Facendo finta che il testo dica “pasticche rasta”.
Sono molto pasticche rasta, in questo momento.
Credo di aver smesso di percorrere i viali dei sogni infranti.
Ora da infrangere c’è solo la realtà…
Ok, torno a sognare, non mi costa niente, ed è molto più stimolante.

Da 10 minuti James Dean è diventato il mio idolo personale
(e la mia anima gay dice che è il secondo uomo più bello del mondo dopo Jim Morrison).

C’è quel piccolo, sottilissimo, impalpabile velo di tristezza davanti ai miei occhi; vorrei solo “esserci di più” ed evitare stupidi errori.
Comunque sbagliando s’impara, questo è poco ma sicuro.
Uh, ho voglia di scrivere, ma ho poco tempo… Spero di poterlo fare a breve. Potrebbe essere una promessa o una minaccia, a voi la scelta.
On air stasera abbiamo i Sigur Rós con Ágætis Byrjun…
tjú tjúúúúúúúú……
Googy le virgolette mi servono, non le posso eliminare…
Ma proprio proprio nessun documento? Sicuro?
Sì, ho digitato le parole correttamente, mica so’ scemo.
Non posso usare parole chiave diverse, le parole chiave sono quelle, stop.
E non posso neanche usare parole chiave più generiche!
Se neanche Google trova ciò che sto cercando, allora vuol dire che me lo devo proprio levare dalla testa…






