…e credo di essere anormale, ebbene non lo so

Allora, ci siamo messi a guardare Twin Peaks.
Che avevo scaricato qualche anno fa e masterizzato diligentemente su cd.
Oh, consigliatissimo!
Ora, non so che tipo di telefilm voi guardiate, ma se andate pazzi per La Signora in Giallo, Colombo e in generale tutti quelli dove c’è qualcuno che schiatta, qualcuno che indaga, e una manica di pazzi psicopatici, allora Twin Peaks fa proprio per voi.
Poi c’è tutta la cornice assolutamente noir che meriterebbe da sola la visione; l’atmosfera fredda degli esterni, la segheria, le foreste, il vento e la nebbia… e gli interni, caldi e accoglienti, il legno dei mobili e delle pareti. No davvero, da vedere.

E poi, dai, senza la sigla da brivido!

Leggo da Attivissimo che è finalmente arrivata (ne sentivamo proprio il bisogno) un’anteprima del sistema (ahahah) operativo (ahahah) Windows 7, successore del celeberrimo Vista; Windows 7 porta questo nome perchè i nomi più orrendi li avevano già usati tutti, e così han deciso di chiamarlo in questo modo perchè è il settimo sistema di casa Microsoft.

Allora la storia è sempre la stessa:
-più veloce del precedente
-semplificato
-meno avido di risorse
-meno “rompiscatole” (facilitazione accesso a foto, video e musica)
Bene! Un po’ come Vista nei confronti di XP no?
Ma andiamo avanti; andrà velocisssssssimo sui netbook, visto che richiede solamente 16 GB di spazio disco per essere installato; praticamente 4 eeepc. Geniale!
Il gigabyte di memoria scordatevelo, non girerà mai decentemente. Non ci credo nemmeno se lo vedo. Tu, fanboy windows, stai pure zitto ed evita di commentare, sulla RAM muti dovete stare, MUTI!

Fra l’altro c’è già la prima pestata di cacca, ovvero il fatto che Windows 7 avrebbe i requisiti minimi uguali a quelli di Vista; ma non abbiamo appena detto “meno avido di risorse”? Se è meno avido di risorse, i requisiti si abbassano, a casa mia.
La verità è che sarà uno schifo totale, e purtroppo sarà installato nel 99% dei computer che ignari utenti vanno a comprare al supermercato; se potevano peggiorare Vista, beh, credo l’abbiano fatto; un sistema che è in beta (sì ok, in beta, ho capito, in beta! pure Gmail è in beta eh) e che ha un bug che potenzialmente può tagliare l’inizio dei file mp3 (dio non ci credevo, invece è vero!), dico, ma come cazzo l’hanno scritto, con le unghie dei piedi? Perchè un programma che APRE file mp3 deve andare a TOCCARE, MODIFICARE, un file mp3? Perchè è Windows.

Buon Windows 7 a tutti, io ieri ho installato la terza Debian sul terzo computer di casa; dopo aver tolto XP che, installazione ex novo, faceva un reboot a random appena avviato il sistema.

A seguito del terremoto (e conseguente sciame sismico) verificatosi in Emilia martedì scorso, la priorità con la quale sono stati eseguiti i controlli da parte di Protezione Civile, Vigili del Fuoco e tecnici in genere è stata la seguente:
-Chiese
-Abitazioni private
-Scuole

Complimenti, non potevano fare peggio di così.
Ah, non vale dire che siccome c’era il grande show del compleanno divino, allora tanti fedeli si sarebbero riversati in chiesa. A loro direi “cazzi vostri”, il mio medico in genere non mi obbliga ad andarci, non so il vostro.
E non vale neanche dire che le scuole riaprono a gennaio, perchè se ci sono stati danni, prima si rimedia e prima le lezioni riprendono regolarmente.

Salutate tutti con la manina le decine di sfollati che hanno dovuto lasciare casa; saranno proprio contenti di avere un posto in cui pregare affinchè la loro abitazione, tramite intervento divino, torni agibile.

Dovrebbe esserci una legge che proibisce di fare scempi di questo tipo.
Fra l’altro la parte rappettonata verso la fine è inascoltabile.
E lei è sensuale come Amanda Lear mentre fa i gargarismi con il colluttorio in un momento di particolare stitichezza.
Ah, e il video è stato censurato in ammerega. Gli ammeregani in effetti, mediamente, stanno male (cit.)


Reach out and touch me
Ma vi rendete conto?!?

Hilary Duffy Duck, senti, e per via di scriverti e cantarti le tue canzoni no?
(prego le commentatrici di Marko Karta di farsi vive, casomai intavoliamo un dibattito di alto profilo musicale…)

Parlate, parlate bene voi comunisti.
A cosa serve la social card, ma cazzo ce ne facciamo di 40 euri, Tremonti vai a elemosinare tua madre… BASTA! Tutta questa disinformazione fatta dalla sinistra, dai poteri forti della stampa, toghe rosse, giornali rossi, tv rosse, BASTA!
Oggi vi presento le VERE novità di questa lodevole iniziativa.
Ma insomma, non ci ha pensato proprio nessuno eh? Non vi dice nulla il nome? Social card!

La social card è innanzitutto social. (Applausi)
Anzi, come va di moda dire oggi, è una card in salsa social.
Questo vuol dire che, alla base di tutto, c’è l’interazione con i tuoi amici socialcardati.
Si può stringere amicizia con la social card; così come ignorarla, proprio come avviene su Facebook.
Alla social card sarà abbinato un feed elettronico, cosicchè potremo sempre essere aggiornati su chi, fra in nostri socialcardamici, morirà per primo di fame e di freddo! Questo ovviamente per eliminarlo successivamente, chè non è bello avere amici morti nel nostro socialcardprofilo.

Fra le tante feature ci saranno gli “eventi”.
Ad esempio, sarà possibile per i pensionati socialcardati, organizzare incontri tipo Sovrintendenza ai lavori del cantiere di asfaltatura Via Verdi oppure Scopone scientifico: nuove frontiere; quale futuro?
In un attimo, grazie alla social card, sarà possibile invitare tutti gli amici alla cena di rimpatrio delle elementari, sputtanando la metà della ricarica tremontiana per una pizza. Cioè, fantastico no? E’ tutto così… così… SOCIAL!

Non parliamo poi delle applicazioni:
-Who has the biggest pain? (famoso giochino in flash che permette di raggiungere diversi livelli di socialpovertà e ambire al primo posto, quello di “barbone ad honorem”)
-Fuck Society (permette di guidare il proprio avatar in una società dove tutto si ottiene inculando la gente, fregando, rubando etc…)
-Money Challenge (sfida all’ultimo euro per scroccare il caffè ai tuoi socialcardamici, ovviamente utilizzando la social card)

Numerosi anche i test:
-Test: che ministro sei? (i risultati saranno “Maria Stella Gelmini, il ministro da tenere fuori dalla portata dei bambini” e “Tvemonti, pevchè in fondo nella vita non sevvono tutte le consonanti”)
-Test: chi eri nella tua vita precedente? (i risultati saranno “un negro”, “un negro di merda”, “uno un po’ abbronzato, ma solo per carineria eh? :mrgreen::mrgreen::mrgreen::mrgreen::mrgreen: “, “non sa / non risponde”, “non ho mai detto di avere una vita precedente, le mie parole sono state travisate. Coglioni. :mrgreen::mrgreen::mrgreen::mrgreen::mrgreen: “)

Inoltre sarà possibile iscriversi ai gruppi, tipo:
-Quelli che amano la social card
-Quelli che odiano quelli che odiano la social card
-Quelli che non odiano la social card
-Quelli che non amano quelli che non amano la social card

Non so voi, ma io della social card mi sono proprio innamorato!
Cioè… io spero veramente di trovarmela nella cassetta della posta. Sarà così bello essere social!
Dai amici, anzi, socialcardamici, aggiungetemi!
Il mio nickname è “Giulio3mountains” e, se non mi conoscete, il mio avatar avrà le sembianze di due grosse colline rosa, con una riga verticale a dividerle e un buco peloso in mezzo.
Grossomodo come questo insomma…
socialcard

Vi ricordate il ponte?
Il ponte dell’architetto Fuffas, il ponte che sta pure nel logo del Cinecity… ecco, il ponte.
L’hanno illuminato di rosso.
Che nell’intenzione secondo me volevano creare un clima natalizio, ma nella realtà rimane ‘sto coso storto che si staglia verso il cielo con una tinta da omicidio plurimo.
Oh i gusti son gusti eh, per carità, ma che gusti di merda!
Stessa sorte è toccata (ma qui non c’entra Natale o le feste, perchè è un po’ che è così) all’ingresso dell’ospedale di via Gramsci, proprio di fronte a quella orrenda croce che divide in due Viale Osacca. Se non siete del luogo probabilmente faticate a capire se si tratta effettivamente dell’Ospedale Maggiore o del night club Patrizia 69.
I gusti son sempre gusti.
Ma son sempre di merda, giova dirlo.

Vi ricordate l’outlet?
Ci fanno la pubblicità su Radio Deejay, a Pinocchio.
Ora io vi supplico, veramente: non andateci, ok?
Dai, da bravi.

A volte, ahimè, ritornano.

Ma nel frattempo, la convinzione che prima o poi la natura ce lo potrà portare via (magari violentemente, dolorosamente, lentissimamente), un po’ mi consola.
Siamo ufficialmente in un regime.
Stampa, giornali, non dicono la verità. Affermare il contrario vuol dire averci le fette di Parmacotto sugli occhi.
Questa sera avevo i conati di vomito davanti al TG1; di solito mi limito ai dolori di stomaco; il vomito lo riservo a Fede e al reality di Italia1.

Tra cinque anni, quando l’Italia sarà snervata da questo uso privato della Repubblica, non ci sarà un elettore che ammetterà di aver votato per un fascista (visto che per lui siamo tutti comunisti, mi sembra il minimo ripagarlo con queste parole) che si è arricchito sulle nostre teste. Che si è scritto leggi per non finire in galera, la sua naturale dimora.
Non ho altre parole da aggiungere; non ci resta che piangere (e far sentire la nostra voce, il più forte possibile, passando comunque da sparuta minoranza e facinorosa aggregazione), veramente.

Questo venerdì, 31 ottobre, apre a Parma Cinecity, un multimultimultisala alle porte del Campus.
Sarà il multisala più grande dell’Emilia Romagna e, dicheno, il secondo più grande d’Italia come capienza (non come numero di sale).
Tutto questo a 12 km da casa mia. Wow. Quanta gloria, quanto onore.
Un po’ di dati:
- 12 sale
- 2516 posti totali (da 110 a 520 a sala)
- proiezioni in digitale dove disponibile
- una sala per la proiezione in 3d, con appositi occhiali, che dicheno non essere quelli con le lenti rossoblu che dopo 5 minuti che li porti fanno lo stesso effetto dell’ecstasy con la CocaCola
- 1100 posti auto che arrivano a 1600 contando quelli del Conad e dello scambiatore sud; ma soprattutto GRATUITI
- 2 ristoranti
- 1 libreria
etc etc etc

Tutto il baraccone è di Morgan Stanley, la società che si occupa di cazzonesò, e comunque deve avere molti soldi. Magari anche molti debiti, vedendo come va il mondo oggi.
Se leggete nella presentazione sembra che tutto il complesso sia di una bellezza stratosferica. In realtà fa decisamente cagare.
Questo pippone qua:

il cinema è stato concepito come un contenitore contemporaneo (un ibrido di intrattenimento, servizi, aree commerciali) le cui principali ascendenze architettoniche, secondo una consapevole cultura progettuale postmoderna, vanno cercate in quelle strutture che nella storia del territorio hanno sempre rappresentato – per genti e merci – dei punti di riferimento: i castelli

sembra stato partorito da Massimiliano Fuffas; non è escluso che lo sia.
Come potete infatti vedere nei modelli in 3D del sito, il cinema non è altro che un grosso complessone composto da un orrendo blocco “cioccato” lì, con qualche angolo e qualche curva, color terracotta, rigato qua e là in orizzontale e verticale. Decisamente un castello. Dopo che hai assunto ecstasy e CocaCola.

Ma veniamo alla cosa a mio avviso più interessante, ovvero il fatto che verranno proposte rassegne e restrospettive, o magari cicli di film d’autore… chissà, un pezzo d’essai in un cinemone come quello… sarebbe alquanto curioso. Infatti smanio per andarci, nonostante non sia un appassionato del grande schermo.
Vedremo.

Tariffe agevolate per studenti (e meno male, confina con il Campus), carte ricaricabili per risparmiare sugli ingressi e sconti vari al mercoledì per quanto riguarda l’aspetto dineros.
Insomma, da provare.

Poi magari mi fa schifo, come il Warner.
Che ve lo dico, il Warner mi fa schifo non tanto perchè è Warner (che ci sono quelli che gli fa schifo per partito preso), quanto perchè ti sparano l’aria popcornata.
Vi giuro.
Appena aperto ci andò mio cognato, e tornato a casa mi disse che dai bocchettoni del circuito di aerazione sparavano aria aromatizzata al popcorn.
Per indurre all’acquisto, capito?
Beh, non mi interessa la vostra opinione, io sono convinto che sia così.
Quindi il Warner mi sta antipatico. Ecco.

Cinecity, uscita 15 del grande raccordo parmulare.
Insomma, lì dove c’è il ponte; che poi è anche in home page.
Credo l’abbia progettato Fuffas, ora che ci penso…