..e credo di essere anormale, ebbene non lo so
Mercoledì scorso, 25 novembre, secondo concerto dei Depeche Mode. A Bologna, Palamalaguti, o Futurshow Station come volete.
Beh, diamo un po’ di voti no?
Voto 10 al trasporto in loco. Il fido Luigi ci ha trasportati con solerte premura e notevole agilità direttamente davanti al palazzetto. Il trucco stava nel fatto che non siamo usciti a Casalecchio, dove inevitabilmente si era formato un lungo serpentone di auto, ma aver dribblato per la Via Emilia per circa una decina di chilometri. La soddisfazione mentre stavamo arrivando dalla parte opposta della coda è stata notevole.
Voto 5 alla fila per entrare, che si è formata davanti ai cancelli chiusi. Che se sapevamo che gli ultimi tornelli erano liberi ci saremmo messi in coda direttamente lì. Quando abbiamo realizzato, in un attimo eravamo dentro.
Voto 2 ai “tutori dell’ordine pubblico”, che controllavano zaini e zainetti all’ingresso in tenuta antisommossa manco fossimo stati al live di Burzum.
Voto 10+ alla scenetta coi suddetti. Io, mega zainone Seven direttamente from liceo, vengo ovviamente fermato subito. Dentro, due bottigliette d’acqua ancora da aprire. “Hai bottiglie?” – “Ehm… sì…” – “Ok allora devi darmi i tappi”. Tiro fuori la prima bottiglietta, stappo, consegno il tappo. Ravano per cercare l’altra, ravano, ravano, ravano ancora… “No ok dai va bene così”. Entro in palazzetto, frugo nella tasca interna della giacca, prendo il tappo di scorta e ritappo la bottiglia. Autoinculati, idiota. ![]()
Voto 3 ai bagni. Ce n’erano due, di cui uno chiuso. La fila per andarci cominciava a Borgo Panigale, ed era segnalata in aumento persino da Isoradio. Troppo difficile dislocare una decina di bagni chimici nel parterre.
Voto 1 ad una tipa poco dietro di noi che quando hanno cominciato a suonare i Soulsavers, alla prima canzone ha esclamato “eh che due balle, quando cazzo se ne vanno questi?”. E tu, nostra regina delle mestruazioni, non potevi arrivare un’ora più tardi invece che sprecare aria che già qua dentro non è che ce ne sia a chili?
Voto 6 ai Soulsavers, appunto. Non è che mi sia proprio sprecato ad ascoltarli, ma non dispiacevano assolutamente.
Voto 8 all’inizio del concerto. Apprezzatissimo il logo “DM” con quei caratteri partricolari (in alto a sinistra, in arancione) che gira continuamente nella sfera al centro del megaschermone. In Chains perfetta per aprire le danze; inizio assolutamente esplosivo, che mi porta direttamente a dire che…
Voto 10 all’acustica. Dio santo, mai sentito un concerto così pulito. Forse perchè eravamo a una quindicina di metri dal palco, decentrati proprio verso le casse. Forse perchè il mixaggio era comunque fatto come si deve. Non so, sono rimasto a bocca aperta. Avete presente volume a palla per due ore e le orecchie che NON fischiano a fine concerto? Ecco, questo intendo per suono pulito. Bassi e acuti bilanciati perfettamente, etc…
Voto 7 alla scaletta, questa:
1. In Chains
2. Wrong
3. Hole to Feed
4. Walking in My Shoes
5. A Question of Time
6. Precious
7. World In My Eyes
8. Fly on the Windscreen
9. Insight
10. Home
11. Miles Away/The Truth Is
12. Policy of Truth
13. It’s No Good
14. In Your Room
15. I Feel You
16. Enjoy the Silence
17. Never Let Me Down Again
Encore:
18. One Caress
19. Stripped
20. Behind the Wheel
21. Personal Jesus
Allora, bilanciamo il voto in questo modo: darei un 8 solamente perchè rispetto a Milano hanno tolto Piss (ehm, Peace; si nota che vado matto per quella canzone?) e hanno messo Behind the Wheel. Behind the Wheel. È esploso il palazzetto.
Darei un 6 perchè Waiting for the Night, scusate? Eh? ‘Ndo cazzo l’avete lasciata? Sempre a Milano immagino, infami.
Invece una scelta “a monte” un po’ discutibile è stata quella di fare Precious dall’album precedente; che per carità è molto bella, ma un John the Revelator avrebbe fatto ballare pure quelli del pronto intervento in tuta arancione, ma tant’è, son scelte.
Voto 7 alle pippe mentali di Corbijn sul megaschermo. Alcune inutili o bruttarelle, ma la maggior parte azzeccate o comunque degne di essere viste. Esempi: gli M&M’s / Smarties su Policy of Truth; ma perchè?
Al contrario, apprezzatissimi Personal Jesus (Martin che fa headbanging, cioè, sei grande ciccio!) o Enjoy the Silence, che a me gli astronauti che arrivano tutti lenti e poi stanno lì e poi si cambiano le facce e poi… beh, non so, mi ha colpito (anche a Milano mi rimase molto impresso).
Tiè, per dire.
Voto 2 in geografia a Gahan. Thank you Milano! (o Good evening Milano!, non ricordo), seguito da un vociare perplesso del pubblico… No caro, non ci siamo. Vabbè, ma lui si sbagliò pure in Perù quando ha detto “Goodnight Cile” (ma poi alcuni dicono di no), e secondo me lì s’incazzarono anche di più. Se tanto mi dà tanto la sera dopo Bologna, a Torino, avrà ringraziato il caloroso pubblico di Valeggio sul Mincio, chissà.
Voto inclassificabile alle tre notarelle accennate da Gordeno (era lui? correggetemi se sbaglio) di Just Can’t Get Enough; il pubblico ha continuato a canticchiare per un po’, poi ha gettato la spugna. Cattiiiiiivo! ![]()
E così è finito anche il secondo concerto dei Depeche Mode. Votazione complessiva… un bel 7; e data la vicinanza al palco e la favolosa acustica del palazzetto, nettamente migliore di Milano primo anello. Certo, siamo morti nella bolgia delle prime file, ma ne è valsa la pena.
Torna l’amatissima rubrica sembra Nutella ma non è, guarda il colore sai che c’è? credo sia merda peppereppè.
E torna con l’italianità, con il nostro amato, ma che dico, amatissimo Vasco Rossi, che evidentemente ha finito le idee ai tempi di respiri piano per non far rumore ti addormenti di sera e ti risvegli col sole (quindi si va indietro).
E allora perchè non prendere Creep dei Radiohead, metterci un po’ di NA NA NA dentro, condirla con un po’ di afonia diffusa made in Marco Carta, e tirarci fuori quest’orrore vaschiano?
Per i fan di Vasco, quelli che sono cresciuti a pane e NAI NA NA NA NA NA NAH, FAMMI GODERE, consiglio invece questo, si sa mai che capite in tempo di aver sbagliato…
(Che poi, porco cane, ma non puoi coverizzare che so, Giusy Ferreri? Le Vibrazioni? NO! Quella là Personal Jesus, ’sto scoppiato Creep… abbastaaaaa!)
[via Dietnam]
Se chiamate il centralino del Comune di Poviglio, provincia di Reggio Emilia, e vi mettono in attesa, parte Sultans of Swing.
Brunetta impara, qui sono avanti
-Ho dato un esame.
-Ho visto i Depeche Mode a MI. Bella lì.
-Ho fatto 42 ore di straordinario.
-Ho accumulato più di 500 feed, cercando comunque di leggerne qualche decina al giorno.
-Ho scoperto i Porcupine Tree.
-Ho traslocato 87 GB di roba da un pc ad un altro (quello dei miei).
-Ho cambiato il mio, di pc.
No, era solo per spiegare il mio non stracagare il mondo internauta.
Appena ho un po’ più di tempo vi aggiorno con i casi umani del giorno; che qui il caldo sforna perle giorno dopo giorno.
Sono il primo a dire che gli U2, pace all’anima loro, sono morti.
Ma da ex super-mega-iper-uber appassionato non posso essere “happy to go blind” (eh, senza la citazione) verso il loro glorioso passato, circa 17-18 anni di carriera con tantissimi alti e pochissimi bassi.
Potrei anche citare inflazionatissime loro canzoni (ma comunque pregne di significati, chè sappiate che “One” non è solo una canzone d’amore, e “Pride” non è solo una canzone di pace); ma non servirebbe assolutamente a NULLA, perchè i maggiori detrattori riuscirebbero a smontarvi i quattro dublinesi nel giro di pochi secondi.
In effetti l’hanno fatta grossa.
Ma tutto quello che hanno fatto, rimane.
Gli anni ‘80 sono stati ANCHE gli U2. Beh, per non dire i ‘90.
Insomma, a me sta cosa mi sta un po’ qui sul gargarozzo…
A uno stravolgimento di questo tipo, anche se di tutt’altro genere, in fondo abbiamo assistito anche qui in Italia; anche se la band non era così “famosa” (interplanetariamente parlando) ma ha comunque contribuito ad un pezzo importante della musica.
Cioè, Giovanni Lindo Ferretti, praticamente quello che suggeriva i discorsi a Lenin, ha cominciato ad andare al Meeting di Rimini e a leggere gli scritti di Ratzinger (che è diventato il suo maestro).
Cioè, a me, come dire, frega proprio cazzi, ognuno nella sua vita fa quel che vuole.
Però insomma, lasciate un po’ in pace bonino vox, eddai ![]()
[no, non l'ho scoperto oggi della svolta mistico/integralista di Ferretti; semplicemente mi sono rotto di sentir dire peste e corna degli U2]
Dopo Raggiungi Fuori e Tocca Me, è arrivato un altro momento orrore per le vostre orecchie.
Rivisitare “Close to Me” dei The Cure in versione Asereje, perchè non ci avevano pensato prima?
Io mi inchino di fronte a cotanta sfrontatezza della Pink di turno, o chi cazzo mai sia, perchè veramente ci vuole fegato per tirare fuori una schifezza simile.
Manca solo la nona di Beethoven rappata e scratchata; uh, mi mordo la lingua, si sa mai che prendono spunto…
(ma quando dice, con quella vocina finto-maddaffacca “I’ve made myself so sick”, ma quanto vorrei tirarle giu ventotto denti?)
Ieri sera le gemelle del destino mi hanno segnalato un video su YouTube, una specie di collage di foto fatte nel nostro locale preferito, che ve lo dico a fare, l’Onirica.
Ce lo abbiamo solo noi, ce lo teniamo stretto, eccolo!
E in un paio di foto appare anche il sottoscritto. Come a dire, io c’ero!
(ma voi lo sapevate che gli Afterhours, nel 98, hanno suonato in quel buco? Ecco, ora ho finalmente le prove)
Offresi lauta ricompensa (ma anche no eh) a chi scoprisse/scrivesse un plugin/accrocchio/robo per scrobblerare[*] la musica che si ascolta in Grooveshark direttamente su Last.fm
(Ah, grazie a Lore per avermi fatto scoprire, appunto, Grooveshark)
[*] Per il Ministro Maroni: è tutto in regola eh, non sono un terrorista…



