..e credo di essere anormale, ebbene non lo so

Ebbene da domani si comincia a lavorare, e l’idea che dal lunedì al sabato (sì, sabato) alle 7:30 di mattina dovrò timbrare mi fa venire un po’ male, ma sorvoliamo.
Siccome avrò proprio poco da fare, tra lavoro e studio mi sono detto “eccheccacchio, sono mesi che non prendo in mano un libro” (lettura di piacere)…
Quindi ravanando in un armadione nelle buie segrete di casa mia ho trovato un altro romanzo di Andrea De Carlo, che si intitola Arcodamore.
arcodamore
Avevo già letto in passato Due di due, regalato poi ad un amico, e devo dire che mi era piaciuto veramente tanto…
Spero non deluda le mie aspettative, ma spero soprattutto di finirlo entro qualche anno, visto che mi potrò permettere, ahimè, solo poche pagine al giorno.
PS: le alternative trovate nel suddetto armadione erano:
Ellery Queen - La porta chiusa
Gabriel Garcia Marquez - Cent’anni di solitudine
Mary Higgins Clark - Quattro volte domenica
Rita Levi Montalcini - Elogio dell’imperfezione
Sylvia Nasar - Il genio dei numeri

Finito or ora.

undiciminuti

Il mio obiettivo è comprendere l’amore

Dopo aver finito di leggere Io uccido, by Giorgio Faletti, non mi è rimasto neanche un libro decente in casa; ho cominciato a leggere Giuda l’oscuro, di Thomas Hardy (non ho idea di come sia giunto in casa mia), scrittore di fine ottocento, ma è una palla fuori dal comune.
Sempre qui in casa e puntando sui classici potrei optare per La coscienza di Zeno (Svevo) o rileggere Il ritratto di Dorian Gray. O perché no, Il fu Mattia Pascal, anche questo già letto.
A dire la verità c’è un libercolo che mi guarda lì dal tavolo, Antologia di Spoon River, di Edgar Lee Masters; ovvero una raccolta di epigrafi sotto forma di brevi poesie, che si immaginano scritte da ciascun abitante defunto di Spoon River (cittadina americana). E’ un libro che mi ha prestato il Ghiso, e mi ha consigliato di leggerlo in bagno (messaggio subliminale?) perché non mi ha visto molto convinto; il problema è che io in bagno ci sto poco… ognuno ha i propri tempi… va bè, non scendiamo nel particolare. Così mi sa che lo leggerò pianino pianino inframezzato da una lettura più corposa.
Potrei, in alternativa, fare un salto in biblioteca, e allora cercherei questi due titoli: l’ di James Joyce o Due di Due di Andrea De Carlo. Se avete qualche proposta migliore fatevi avanti, il periodo estivo mi porta a divorare libri.
Domani pomeriggio poi dovrei cominciare il mio pseudo-lavoro, nonché vedere e firmare anche il contratto (perché per adesso è ancora tutto a parole); penso che mi distruggerà, anzi, senza dubbio. Se sabato mattina un minimo rumore mi sveglierà non risponderò delle mie azioni.

Sento il bisogno di una doccia, cosa che farò tra cinque minuti.
Rimanendo in tema di buche, penso che ne tirerò una ad un mio amico che mi ha proposto un giretto domattina al mercato a Bologna (mattina poi? mattina più pomeriggio, suppongo). Troppo stanco, nonostante il cazzeggio imperi ad ogni ora, ma come già ho fatto notare ad alcuni più non fai niente e più ti viene da svegliarti tardi; mi sembrano lontani secoli quei giorni in cui studiavo queste otto-dieci orette al giorno, andando a letto verso mezzanotte e svegliandomi alle otto stranamente riposato. Adesso è un po’ il contrario, se non sono le 9:30-10:00 chi mi alza dal letto?
Ora sto leggendo/divorando “Io uccido” di Giorgio Faletti, trovato da Feltrinelli a 7,90 €….. un buon acquisto tutto sommato, ne ho lette un centocinqunata pagine in due giorni, ma è molto scorrevole, in una settimana completerò le 650 e passa. Il retro della copertina recita “Non ci crederete ma oggi quest’uomo è il più grande scrittore italiano” - Antonio D’Orrico, Sette-Corriere della Sera. Ohbbella pure questa! Ok, bel libercolo, sì, ma è molto sulla linea di King che per carità… tanto di cappello! Ecco se c’è da stupirsi è per il fatto che sia la sua prima opera, questo sì, lo ammetto. Ma per il resto una narrativa semplice semplice, il cui più grande pregio è quello di essere molto accattivante (dunque un buon impianto dietro…. in poche parole ciò che non è mancato a Faletti sono le idee)…. poi capitoli abbastanza brevi, insomma il classico libro che ti fa perdere la nozione del tempo, e che appunto divori.
Un’ultima cosa… il template ammetto che fa la sua (s)porca figura…. cioè, fa un po’ cagare sì, ma era un po’ per esercitarmi con l’html e soprattutto gli stili (ho recuperato una vecchia dispensa di due anni fa, non so neanche come ho fatto a trovarla). Non sapendo che colore mettere al carattere ho optato per una banalissima scala di grigi, che in un impeto di fantasia potrà trasformarsi in una scala di blu… comunque le mie limitate doti informatiche stanno piano piano uscendo in tutto il loro splendore. E’ un augurio per il futuro.
Domani pomeriggio ricomincerò a smanettare accanto a ’sto maledetto template, nel frattempo vi prendete quello che passa il convento ^___^