…e credo di essere anormale, ebbene non lo so

Il danno: 24 giorni senza adsl, causa guasto accavallato con cambio di contratto (2Mbit –> 7 Mbit)
La beffa: sto ancora a 2Mbit.
Ma ci siete o ci fate?
A questo punto, siccome la pratica non è ancora chiusa, mi aspetto altri giorni di disservizio; ma ormai ci avevo fatto l’abitudine.
Allora, ripetete con me tutti in coro: NO A WIND INFOSTRADA; NO A WIND INFOSTRADA; CACCACULO WIND INFOSTRADA; CACCACULO WIND INFOSTRADA.
Non starò a narrarvi delle vicende telefoniche (chiamavo 2, 3, 4 volte al giorno; a volte ho ritrovato gli stessi operatori); gente incompetente, falsa e a volte strafottente.
Solo, ecco, se dovete farvi l’adsl, andate con Telecom che almeno non scaricherà i problemi su nessun altro ;)

Tornando alle novità, come ho scritto in un commento del post precedente, sono stato intervistato da ParmaDaily, e tutta la pappardella la trovate qua.

Ed infine salutiamo tutti il nuovo arrivato in casa joshuavox: è piccolo, è bianco, è fighissimo, ma non costa un Gerry Scotti di euro, e soprattutto non ha una mela smozzicata sopra:
eeepc
Debian gli calza a pennello, e la Fonera devo dire che gli sta molto simpatica.
Ah, quando lo accarezzo fa le fusa, sapete?

Come al solito io arrivo tardi, e faccio un progetto per l’università nel quale ho bisogno di Windows XP.
Mi imbarco quindi in VMware player.
Pesante, macchinoso, problematico (se non inutilizzabile) non appena arriva una nuova versione del kernel Linux.

Ieri sera apt-getto installo VirtualBox OSE.
Open source, leggero, facile da usare.
E, omaigod, permette di fare queste cose zozze qua:
virtualbox
[click per ingrandire]
cioè aprire in modo naturale, veloce e trasparente, programmi e finestre del sistema host e guest contemporaneamente.
Godimento.

L’altro ieri il sempretecnologico Fornaio mi ha fornito di un interessante aggeggino, a titolo assolutamente gratuito (previo pagamento in natura, s’intende), che qui vi mostro ora:

samsung wip 6000m

Si tratta di un Aladino VOIP WiFi, trasformato da lui (trovate tutto in questa guida) in ciò che era prima di diventare “brandizzato” Telecom, ovvero un Samsung Wip 6000M.
Vi riassumo la parte non-tecnica della guida; praticamente gli Aladino vi vengono recapitati a casa insieme a qualche offerta Alice Voce, privati o business che sia. Il brutto di questi telefoni è che sono utilizzabili solamente con Alice Voce e modem/router di Telecom, in particolare reti Alice-12345678; insomma, per i profani: sono bloccati.
Nella guida trovate la procedura (molto semplice) per sbloccare alcuni menu e fare in modo che il telefono si possa agganciare a qualunque rete wireless e, previo inserimento dei corretti parametri, a qualunque provider SIP (lo standard per quanto riguarda il VOIP; e sempre per i profani, NO, Skype non c’entra una mazza).
Voi direte: quindi?

Quindi cercando su internet si trovano diversi provider SIP che oltre a fornire gratuitamente le chiamate “interne” (della serie: io ho un account con il provider X, tu hai un account con il provider X, allora parliamo gratis; qui il principio è simile a Skype per capirci), vi danno un numero geografico.
Quest’ultimo altro non è che un numero che siamo abituati a comporre sui classici telefoni fissi, compreso di prefisso locale.

Eutelia VOIP è uno degli operatori che fornisce questo servizio.
La registrazione è molto veloce, e in una seconda fase permette di scegliere il proprio numero geografico da una lista abbastanza lunga (io ho ovviamente scelto un numero di Parma). E’ possibile scegliere altri numeri, sempre gratuitamente, in giro per il mondo.
Vantaggi? E’ presto detto.
Girando con il mio telefono VOIP potrei essere raggiungibile (a patto di una connessione WiFi, questo è scontato) in tutto il mondo, al costo di una chiamata locale. Supponendo infatti che i miei contatti siano principalmente nella mia città, questi mi potrebbero chiamare, ovunque io sia, componendo un numero urbano. All’altro capo risponderei io, in un qualunque angolo del globo.
Non male direi; il fatto che poi possiamo scegliere numerazioni in tutto il mondo ci fa capire a fondo le potenzialità del VOIP: pensiamo solo ad una ditta che svolge una specie di servizio “call center”, con clienti sparsi in giro per la Terra. In ogni nazione interessata potrebbe abilitare un numero locale che di fatto “squillerebbe” nel call center vero e proprio, con il doppio vantaggio di centralizzare questo servizio in un’unica sede e far pagare al cliente una chiamata locale.

Eutelia inoltre offre tariffe molto convenienti (difficilmente paragonabili con le normali tariffe che ci troviamo in bolletta con il telefono fisso), di modo che dal nostro numero possiamo chiamare oltre che ricevere.

Forse ho scoperto l’acqua calda, o forse questo “regalare” numeri non durerà molto. Sta di fatto che l’argomento VOIP è ancora troppo confuso e spuntano compagnie come funghi, con clausole più o meno chiare e misteriose chiusure improvvise.
Eutelia è sul mercato da tempo (magari la conoscevate come Skypho, in seguito Euteliavoip), è italiana, e “a occhio” mi pare seria.
Vi invito ad usufruire dei suoi servizi gradualmente. Ad esempio acquistando credito in piccoli tagli e testando giorno per giorno la qualità e la continuità del servizio.
Come Eutelia ci sono sicuramente altri operatori che offrono servizi simili; ne ho trovati alcuni che offrivano numerazioni per le grandi città, tipo Milano o Roma; in realtà attualmente la differenza è praticamente nulla, poichè tutti i maggiori operatori di telefonia fissa non applicano più distinzioni su urbane e interurbane, ma classificano le telefonate in “nazionali” e “mobili” (ferme restando le numerazioni speciali, i servizi a valore aggiunto, le internazionali etc…)

Infine volevo parlarvi degli svantaggi dell’Aladino che ho in mano.
Se da una parte il wireless vi permette di portarvelo in giro per il mondo, dall’altra vi sono limitazioni insite nel firmware.
La prima e più importante è che la connessione è possibile solo con una rete WPA criptata in modo TKIP (in alternativa con una rete aperta).
La mia Fonera non era impostata su questa modalità e ho tirato giù tre o quattro mesi di santi dal calendario prima di associare correttamente l’Aladino.
Se a voi funziona anche con altri algoritmi (sempre WPA), allora il problema è solo mio.
E ovviamente scordatevi di usare la rete aperta della Fonera, cioè quella pubblica, poichè è necessario inserire username e password di un account Fon.
Sì insomma, evitate di usare reti aperte e soprattutto tenete quella privata della Fonera (se l’avete) rigorosamente criptata.
Inoltre la chiave deve essere tassativamente di 24 caratteri alfanumerici, senza simboli/caratteri speciali. L’Aladino s’incazza e non vi lascia associare.

Altra limitazione, ma questa è più una scomodità: non è possibile memorizzare sul telefono più di un account VOIP.
Ovvero, se aprite un account con Pinco e poi con Pallino, e li volete usare entrambi, ogni volta che passate da uno all’altro dovete manualmente cambiare i parametri di connessione (roba veloce eh: indirizzo del server, username e password) al centralino SIP.
A questo, e alla limitazione sulla WPA-TKIP, penserò più avanti, visto che i telefoni voip in commercio costano sempre meno e potrei seriamente farci un pensierino.

Per ulteriori chiarimenti sul mondo VOIP, anche per profani, vi rimando al portale di html.it, veramente curato e soprattutto semplice.
Per ora è tutto, spero di “essermi stato spiegato”; le guide non sono mai il mio forte.

Eccomi qua, più veloce del previsto, su un nuovo server e soprattutto su un nuovo dominio!
Vi chiedo cortesemente di cambiare, nel vostro blogroll, oh miei blogghici amici, l’indirizzo che è poi quel cosino lì in alto.
Se avete difficoltà visive vi dò un aiutino, ma non vi abituate troppo:

http://www.joshuavox.net

Nessun problema invece per i feed rss di feedburner, che rimarranno
http://feeds.feedburner.com/EnjoyThisSilence per i post
http://feeds.feedburner.com/eTs_comments per i commenti

Faccio pure il claim di Technorati così non ci penso più, e vi ricordo che per un po’ verrà mantenuto anche il redirect dal vecchio blog (il “dyn-o-saur” per capirci).
Cosa manca? Template, plugins e amenità varie.
Piano piano la to-do list si accorcerà.

Bentrovati!

Attenzione, attenzione prego:

PRRRRRRRRRRRRRRRRRRRR
[pernacchia che si solleva dalla folla in ascolto]

Si avvisano i signori passeggeri, che codesto blog a breve subirà modifiche radicali.
Intanto, cambierà indirizzo. Domani infatti dovrei acquistare un dominio di secondo livello (olè olè, è morto il dyn-o-saur).
Non vi preoccupate, ci sarà un redirect che devierà i miei 16300 lettori giornalieri (lettore più, lettore meno) al nuovo indirizzo.
Dopo 24-48 ore, e si spera non di più, sarò operativo sul nuovo dominio, ospitato non più sul mio serverino casalingo bensì su una 100 Mbit Gbit in “server farm” (wow fa molto figo dir così, neh?) gentilmente concessa dalla Fornaio&Fornaio - Hosting fresco ogni mattina®; tutto questo al prezzo di qualche fetta di cotechino in contorno di lenticchie.
Si precisa altresì che il template varierà a giudizio insindacabile del sottoscritto; e sarà, per partito preso, splendidamente bello.
E… sì, insomma, se ci sarà qualche vuoto, oh miei 16300 lettori, vi chiedo scusa in anticipo.
A breve gli aggiornamenti, ricchi premi e coglions.

We care of you, ciccipucci.

* plin plon *

Già che la giornata è partita male, non infierire, oh browser di merda quale tu sei, volpe di fuoco dei miei calzini.
Nel recente passato dovebbi abbandonare Konqueror, a causa di questo magico, sbrilluccicoso, gommoso, sociale web 2.0. Che intendiamoci, mi piace veramente tanto, peccato che sia stato vergato con dei pistol invece che con del codice decente.
Ciò provoca il rifiuto, da parte di Konqueror (che ricordiamo, è un browser con palle e contropalle, che ha passato anche gli acid test), di aprire le paginette più spiccatamente web 2.0.
Ovvero, tutto tranne Google.

Riscarichiamo quindi il pacchetto di Firefox, il browser universale.
Che qui, su KDE, ci mette 3-4 secondi ad aprirsi, mentre Konqueror non supera il secondo.
Ma soprattutto, che è bastardo dentro.
Lui, che si fregia di ripristinare le sessioni in caso di crash; bugiardo schifoso, non è vero!
Le sessioni le ripristina quando ci sono 3 tabs aperti.
Non quando, esausto da una mattinata coprologica, ti rilassi leggendo i feed in arretrato, aprendo 20-30 tabs contemporaneamente.
E ad un certo punto, si palesa colei che partorì il salvatore; eccola lì, sulla strada, che si offre al cliente smanioso di giacere con lei nel talamo.
BUM
La madonna appare e Firefox, impaurito, si chiude mortalmente, portandosi dietro mezzo feedreader e una sequela di bestemmie impronunciabili.
Riapri il moncherino ed egli non ti chiede se vuoi ripristinare la sessione, bensì ti apre in fretta e furia una pagina orrendamente bianca in cui appare Google.
Incazzato come una iena a cui hanno rubato il portafogli, digiti madonna e fai click su “Mi sento fortunato”.
Appare questo e capisci che no, oggi non è giornata.

kmail

ma… che dite, lo segnalo il bug? :D

(dal dialetto parmigiano péés: pesante, che grava)

Ok, mi son fatto un giro su MySpace, sapete quando leggete il blog di uno, che vi rimanda al blog dell’altro, che vi rimanda al blog dell’altro ancora… ecco, io l’ho fatto con MySpace e ne son venute fuori delle belle.
Intanto i MySpace si dividono in 3 tipologie:
La prima è quella normale, e fanno parte di questa categoria (un attimo che calcolo…) zero spazi.
La seconda è quella degli adulescens in depre acuta, quelli/e che si fotografano rigorosamente dall’alto con poca luce e tanto trucco. Di solito lo sfondo è o nero o rosa, non esistono mezze misure; più sotto qualche dimostrazione.
La terza è quella dei metalloni. Questi si riconoscono dal fatto che, dopo qualche ora di CPU al 100% e browser in ginocchio con conseguente sistema bloccato, parte un muro di schitarrate inascoltabili con bitrate inferiore ai 64 kbps; e per chi non è del mestiere fate conto che il mio citofono ha una qualità audio nettamente migliore. Urla disumane e rumori impastati squarciano le casse, mentre anche gli ultimi gigabyte di sfondo vengono lentamente caricati.
Ho visto un MySpace metallone con una specie di sfondo gif, o comunque “qualcosa” che continuava a cadere dall’alto, tipo morte o devastazione, a scelta. Sistema inutilizzabile, ma ne è valsa la pena.
Ora lungi da me avercela coi metalloni, solamente mi piace la tipologia “myspaciana”.

Oltretutto su molti speis mi compare un messaggio oscuro e indecifrabile del tipo

flash
(classico)

flash
(adulescens un po’ depre)

flash
(adulescens alle prese col mestruo, se donna; gay, se uomo)

flash
(metallone morte e devastazione)

Niente di più sbagliato, visto che JavaScript e Flash Player sono correttamente installati e funzionanti:

javascript
flashplayer

Come infatti si può vedere qui sopra, il problema è Shockwave Player (e non Flash Player, sono due cose diverse), che è rilasciato pure per la mia lavatrice in versione 10, ma non per Linux.
Peccato, tutto un mondo precluso ai miei occhi.
Sto proprio soffrendo.
Ancora.
Ora non più :D