..e credo di essere anormale, ebbene non lo so

Da Rectoverso vengo maggicamente proiettato in questo forum leggermente bigotto, diciamo pure integralista.
Allora praticamente il problema che si pone è questo: Jennifer, perfetta cattolica, si deve sposare, ma sa che nella famiglia del suo futuro marito ci sono molti casi di infertilità.
Chiede quindi aiuto su internet, “perché voi siete la mia famiglia“, come è scritto anche nel famoso passo della Bibbia: “[...]e la tua famiglia sarà Totustuus.biz, e vBulletin ti guiderà verso la salvezza[...]“.

Cazzate a parte, la Jennifer vorrebbe far fare al suo compagno uno spermiogramma (analisi della composizione dello sperma e degli spermini) e qui, secondo lei, sta il problema.
Come fare per seguire la strada “consigliata dalla Chiesa per l’estrazione”? Inoltre la ragazza non vuole avere rapporti sessuali prima del matrimonio. Questo che cazzo c’entra non si sa, ma insomma ci tiene a far sapere che il suo fiore non è ancora stato impollinato da un’ape.
A questo punto partono le risposte.
Veniamo a sapere che esistono metodi chirurgici per l’estrazione dello sperma. Brrrr.
Poi arriva Charisma, ubermoderatore (c’ha pure Penetetto Zediciezimo in firma, non so se mi spiego), che le chiede (giustamente) per quale motivo vuole sapere se lui è sterile. “Non sarebbe meglio vivere con serenità l’amore che Dio vi ha dato la grazia di vivere?
E in effetti ha ragione, in fondo, se Dio ha voluto così, così te lo prendi. Cara mia, attaccati al cosiddetto. Senza scuotere troppo eh, se no è peccato.

A questo punto Solennio (San Solennio di Chartres Vescovo 25 settembre, ora pro nobis) linka questo documento agghiacciante (scritto da Claudia Navarini, docente presso la Facoltà di Bioetica dell’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum, ora pro nobis pure te) dal quale estraggo un po’ di sperm… ehm… estraggo alcuni stralci:

La masturbazione è infatti un grave male morale, in quanto scolla radicalmente la sessualità dal suo senso e il piacere sessuale dal suo contesto specifico
E fin qui nulla di nuovo sotto il sole.

come tale non può mai essere giustificata, nemmeno per un fine buono
Tiè. Quindi, se devi reimbiancare casa, non ti puoi masturbare per risparmiare sulla vernice. Sappilo.

Esistono tuttavia tecniche di prelievo del seme eticamente accettabili anche in assenza dell’atto coniugale, come la MESA (Microsurgical Epididymal Sperm Aspiration) [...] Questo metodo richiede l’anestesia generale del paziente e permette di recuperare spermatozoi che non hanno, però, completato il primo ciclo di maturazione (e ciò richiede un processo di capacitazione in laboratorio abbastanza elaborato).
Cioè e ‘sto povero cristo deve andare a farsi aspirare i bimbi con anestesia generale solo per non farsi una pippa? No veramente, c’è qualcosa che mi sfugge.

Si è tentato anche il metodo chiamato VIRICAR o elettroeiaculazione
Probabilmente brevettato da Tesmed o Monika Sport…

Eppure non si può nascondere che [la masturbazione] rappresenti anche psicologicamente, oltre che eticamente, un elemento di difficoltà per gli uomini, che talora rinunciano alla diagnosi proprio a causa dell’umiliazione e dello squallore che la fase di prelievo del seme comporta.
Pieno di uomini rimasti psicologicamente offesi dopo una pippa. Pieno.
Umiliazione. Squallore. Aggiungerei “ora pro nobis”, così, ci sta.

Ma c’è speranza. Sentite:
Per i coniugi la raccolta del seme può avvenire in corrispondenza di un rapporto coniugale, attraverso la raccolta dello sperma nel fondo della vagina, nell’uretra in cui resta un residuo, nella vescica insieme con le urine (trattate con soluzione antiacida) in caso di eiaculazione retrograda. Può altresì avvenire con l’utilizzo durante il rapporto di un preservativo perforato, al fine di trattenere parte del seme e tuttavia di non dare origine ad un atto contraccettivo
Quella del preservativo bucato è GENIALE. Non c’è altro modo di definirla.

Mi fermo qua, comunque potete andare avanti voi a leggere quel documento, dove la Claudia Navarini (vi ricordo docente presso la Facoltà di “Estrazione dello Sperma in modi curiosi e divertenti” dell’Ateneo Regina Pipparum in Goldonum Foratum) ci espone le sue illuminanti teorie sulla fecondazione omologa.
E ora, invito i commentatori a suggerire altri modi per estrarre lo sperma.
Tipo:
-damigiana da 10 litri, bambino che infila la mano ed estrae. I premi sono appesi lì in fondo, buona fortuna a tutti;
-estrazione da parte di una squadra di minatori con tanto di picconi; solo per i più temerari;
-estrazione su Bari e Venezia, vale dal terno in su.

Mah.

PS: il post finisce sotto la categoria “faidate” per ovvi motivi…

Scusate eh, tutti a tentare di capirci qualcosa sulla storia dei buchi neri, sui cosi lì, i protoni, che viaggiano nell’anello di 27 km a Ginevra, e se si scontrano (come malauguratamente le rette parallele) non si salutano, tutto sto baubau di roba e nessuno mi pensa alla cosa più importante.

Insomma, i 3 colori del dentifricio, come cazzo fanno a non mescolarsi quando escono dal tubetto?
Ad esempio, Carlo Rubbia s’è mai posto il problema?
Io ad esempio ho condotto un esperimento questa mattina; ho preso il tubetto quasi pieno, l’ho strapazzato ben benino, e poi mi sono lavato i denti. Il risultato: la pasta con i 3 colori era abbastanza mischiata e le 3 striscie erano quasi irriconoscibili. Quindi con questo cosa voglio dire? Non lo so, però dai, chissene dei protoni, no?

dentifricio

Qui addirittura ipotizzano che sia un furbo espediente per incitare ad un maggior consumo. Con me la cosa non ha proprio effetto, visto che mediamente uso circa due etti e mezzo di dentifricio ogni volta che mi lavo i denti, indipendentemente da marca/tipo/colore.

Allora ho per le mani ‘sto computer, che è talmente vecchio che non si capisce cosa sia, comunque:
-Compaq “qualcosa” DeskPRO (questo qua)
-Pentium 133 (credo) a “pochi” MHz
-32 MB di RAM
-1,5 GB di disco fisso (!!!)
-Per fortuna conosce lo standard PCI, e quindi hub USB e schede di rete dovrebbero funzionare
-Windows 98 nella sua prima, fantasmagorica, edition

Allora: ci fermo le porte o ci installo linux? (per farci cosa, poi?)

Il danno: 24 giorni senza adsl, causa guasto accavallato con cambio di contratto (2Mbit –> 7 Mbit)
La beffa: sto ancora a 2Mbit.
Ma ci siete o ci fate?
A questo punto, siccome la pratica non è ancora chiusa, mi aspetto altri giorni di disservizio; ma ormai ci avevo fatto l’abitudine.
Allora, ripetete con me tutti in coro: NO A WIND INFOSTRADA; NO A WIND INFOSTRADA; CACCACULO WIND INFOSTRADA; CACCACULO WIND INFOSTRADA.
Non starò a narrarvi delle vicende telefoniche (chiamavo 2, 3, 4 volte al giorno; a volte ho ritrovato gli stessi operatori); gente incompetente, falsa e a volte strafottente.
Solo, ecco, se dovete farvi l’adsl, andate con Telecom che almeno non scaricherà i problemi su nessun altro ;)

Tornando alle novità, come ho scritto in un commento del post precedente, sono stato intervistato da ParmaDaily, e tutta la pappardella la trovate qua.

Ed infine salutiamo tutti il nuovo arrivato in casa joshuavox: è piccolo, è bianco, è fighissimo, ma non costa un Gerry Scotti di euro, e soprattutto non ha una mela smozzicata sopra:
eeepc
Debian gli calza a pennello, e la Fonera devo dire che gli sta molto simpatica.
Ah, quando lo accarezzo fa le fusa, sapete?

Come al solito io arrivo tardi, e faccio un progetto per l’università nel quale ho bisogno di Windows XP.
Mi imbarco quindi in VMware player.
Pesante, macchinoso, problematico (se non inutilizzabile) non appena arriva una nuova versione del kernel Linux.

Ieri sera apt-getto installo VirtualBox OSE.
Open source, leggero, facile da usare.
E, omaigod, permette di fare queste cose zozze qua:
virtualbox
[click per ingrandire]
cioè aprire in modo naturale, veloce e trasparente, programmi e finestre del sistema host e guest contemporaneamente.
Godimento.

L’altro ieri il sempretecnologico Fornaio mi ha fornito di un interessante aggeggino, a titolo assolutamente gratuito (previo pagamento in natura, s’intende), che qui vi mostro ora:

samsung wip 6000m

Si tratta di un Aladino VOIP WiFi, trasformato da lui (trovate tutto in questa guida) in ciò che era prima di diventare “brandizzato” Telecom, ovvero un Samsung Wip 6000M.
Vi riassumo la parte non-tecnica della guida; praticamente gli Aladino vi vengono recapitati a casa insieme a qualche offerta Alice Voce, privati o business che sia. Il brutto di questi telefoni è che sono utilizzabili solamente con Alice Voce e modem/router di Telecom, in particolare reti Alice-12345678; insomma, per i profani: sono bloccati.
Nella guida trovate la procedura (molto semplice) per sbloccare alcuni menu e fare in modo che il telefono si possa agganciare a qualunque rete wireless e, previo inserimento dei corretti parametri, a qualunque provider SIP (lo standard per quanto riguarda il VOIP; e sempre per i profani, NO, Skype non c’entra una mazza).
Voi direte: quindi?

Quindi cercando su internet si trovano diversi provider SIP che oltre a fornire gratuitamente le chiamate “interne” (della serie: io ho un account con il provider X, tu hai un account con il provider X, allora parliamo gratis; qui il principio è simile a Skype per capirci), vi danno un numero geografico.
Quest’ultimo altro non è che un numero che siamo abituati a comporre sui classici telefoni fissi, compreso di prefisso locale.

Eutelia VOIP è uno degli operatori che fornisce questo servizio.
La registrazione è molto veloce, e in una seconda fase permette di scegliere il proprio numero geografico da una lista abbastanza lunga (io ho ovviamente scelto un numero di Parma). E’ possibile scegliere altri numeri, sempre gratuitamente, in giro per il mondo.
Vantaggi? E’ presto detto.
Girando con il mio telefono VOIP potrei essere raggiungibile (a patto di una connessione WiFi, questo è scontato) in tutto il mondo, al costo di una chiamata locale. Supponendo infatti che i miei contatti siano principalmente nella mia città, questi mi potrebbero chiamare, ovunque io sia, componendo un numero urbano. All’altro capo risponderei io, in un qualunque angolo del globo.
Non male direi; il fatto che poi possiamo scegliere numerazioni in tutto il mondo ci fa capire a fondo le potenzialità del VOIP: pensiamo solo ad una ditta che svolge una specie di servizio “call center”, con clienti sparsi in giro per la Terra. In ogni nazione interessata potrebbe abilitare un numero locale che di fatto “squillerebbe” nel call center vero e proprio, con il doppio vantaggio di centralizzare questo servizio in un’unica sede e far pagare al cliente una chiamata locale.

Eutelia inoltre offre tariffe molto convenienti (difficilmente paragonabili con le normali tariffe che ci troviamo in bolletta con il telefono fisso), di modo che dal nostro numero possiamo chiamare oltre che ricevere.

Forse ho scoperto l’acqua calda, o forse questo “regalare” numeri non durerà molto. Sta di fatto che l’argomento VOIP è ancora troppo confuso e spuntano compagnie come funghi, con clausole più o meno chiare e misteriose chiusure improvvise.
Eutelia è sul mercato da tempo (magari la conoscevate come Skypho, in seguito Euteliavoip), è italiana, e “a occhio” mi pare seria.
Vi invito ad usufruire dei suoi servizi gradualmente. Ad esempio acquistando credito in piccoli tagli e testando giorno per giorno la qualità e la continuità del servizio.
Come Eutelia ci sono sicuramente altri operatori che offrono servizi simili; ne ho trovati alcuni che offrivano numerazioni per le grandi città, tipo Milano o Roma; in realtà attualmente la differenza è praticamente nulla, poichè tutti i maggiori operatori di telefonia fissa non applicano più distinzioni su urbane e interurbane, ma classificano le telefonate in “nazionali” e “mobili” (ferme restando le numerazioni speciali, i servizi a valore aggiunto, le internazionali etc…)

Infine volevo parlarvi degli svantaggi dell’Aladino che ho in mano.
Se da una parte il wireless vi permette di portarvelo in giro per il mondo, dall’altra vi sono limitazioni insite nel firmware.
La prima e più importante è che la connessione è possibile solo con una rete WPA criptata in modo TKIP (in alternativa con una rete aperta).
La mia Fonera non era impostata su questa modalità e ho tirato giù tre o quattro mesi di santi dal calendario prima di associare correttamente l’Aladino.
Se a voi funziona anche con altri algoritmi (sempre WPA), allora il problema è solo mio.
E ovviamente scordatevi di usare la rete aperta della Fonera, cioè quella pubblica, poichè è necessario inserire username e password di un account Fon.
Sì insomma, evitate di usare reti aperte e soprattutto tenete quella privata della Fonera (se l’avete) rigorosamente criptata.
Inoltre la chiave deve essere tassativamente di 24 caratteri alfanumerici, senza simboli/caratteri speciali. L’Aladino s’incazza e non vi lascia associare.

Altra limitazione, ma questa è più una scomodità: non è possibile memorizzare sul telefono più di un account VOIP.
Ovvero, se aprite un account con Pinco e poi con Pallino, e li volete usare entrambi, ogni volta che passate da uno all’altro dovete manualmente cambiare i parametri di connessione (roba veloce eh: indirizzo del server, username e password) al centralino SIP.
A questo, e alla limitazione sulla WPA-TKIP, penserò più avanti, visto che i telefoni voip in commercio costano sempre meno e potrei seriamente farci un pensierino.

Per ulteriori chiarimenti sul mondo VOIP, anche per profani, vi rimando al portale di html.it, veramente curato e soprattutto semplice.
Per ora è tutto, spero di “essermi stato spiegato”; le guide non sono mai il mio forte.

Per la serie “non ve ne frega nulla” (che potrebbe diventare una nuova categoria di questo blog), ieri sono stato contattato dalla figlia di una collega di mia madre, che si sta apprestando a sostenere l’esame di Stato al Liceo Scientifico.
Così questa mi chiede se può dare un’occhiata alla mia tesina (scientifico anche io), e con grande orgoglio le ho ovviamente risposto di sì.
Orgoglio perchè, questo lei non lo sa, la mia tesina è stata presa come esempio dalle tre classi quinte successive al mio anno (cioè, spiegato in parole povere, le quinte di quando io già ero al primo anno di università).

Beh intanto antefatto: il mio esame di quinta, una cosa normale, un rispettabile 82, è stato ricordato per la sua durata e soprattutto per come è stato speso quel tempo. Infatti mi sono beccato quarantacinque minuti di interrogazione di cui quasi mezz’ora ad esporre la tesina.
Che, udite udite, avevo redatto in forma di ipertesto, (ommioddio), sì, in HTML.
Una roba che a quel tempo… manco avessi passeggiato su Marte.
Attrezzato di pc, proiettore e puntatore laser (robbe fighe, mi dovevate vedere), ho esposto tutto l’ambaradan, lasciando ottime impressioni in metà della commissione che manco sapeva della mia tesina multimediale.

Fine dell’antefatto.
Durante il primo anno di università mi chiama al telefono, una sera, la mia professoressa di Lettere (Liana Sassi, salve salve prof se mi legge). Mi chiede se posso andare a scuola ad esporre la tesina ai ragazzi di quinta.
Passata la normale pippa iniziale rispondo di sì, e mi ritrovo, un mese dopo, nell’aula magna davanti a sessanta ragazzi a bocca aperta. Ovviamente sempre pc, proiettore e laser, che un anno dopo facevano già meno porca figura :P
Beh, è stata una soddisfazione, devo ammetterlo.

Per la cronaca, la tesina è stata redatta in un HTML urendo, di quello con i link tutti backslashati (cus’è?) alla Windows, cioè tipo \in\questo\modo, infatti qui sul pinguino ho dovuto fare un lavoro certosino per mettere /a/posto/le/cose.
Non parliamo poi del css e del layout in generale, una roba inguardabile ma che a suo tempo stupì molto (tzè, avrebbero dovuto provare a fissare il layout per più di un’ora, lì sarebbero scattate le apparizioni divine…).
E sempre per dovere di cronaca vi copio l’indice degli argomenti, almeno capite ‘azzo c’era là dentro:

I LIMITI DELLA SCIENZA
I paradossi
Tre paradossi: “Achille e la tartaruga”, i “gemelli” della relatività, il “barbiere”
Paradosso linguistico
Paradosso visivo
Dalla fisica classica ad Einstein
Velocità della luce
Le geometrie non euclidee: il postulato delle parallele
Nascita delle geometrie non euclidee
Geometria iperbolica
Geometria ellittica
La geometria dell’universo
Quattro tipi di futuri possibili
Futuro I (natura illimitata e capacità umane illimitate)
Futuro II (natura illimitata e capacità umane limitate)
Futuro III (natura limitata e capacità umane illimitate)
Futuro IV (natura limitata e capacità umane limitate)
Limiti in campo musicale: la dodecafonia
Musica dodecafonica e atonale
Principio di falsificazione: Karl Popper
I limiti della matematica
Indecidibilità: teorema di Gödel
Conclusioni: i limiti sono insiti nella scienza


Tutto ciò supportato e sopportato dalla professoressa di riferimento, Rossella Garofani (salve salve prof se mi legge), docente di matematica e fisica.

Perchè a me interessa la notizia, il fatto, e QUESTI sono i fatti:

senato

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(un grazie a KolourPaint, che sopperisce alla mancanza di abilità mentale da parte mia, che non so usare fotosciòcco e/o Gimp, e permette brutture di questo genere)
(un grazie anche a loro, senza i quali quest’oggi non saremmo the banana republic)