..e credo di essere anormale, ebbene non lo so
Allora ho per le mani ’sto computer, che è talmente vecchio che non si capisce cosa sia, comunque:
-Compaq “qualcosa” DeskPRO (questo qua)
-Pentium 133 (credo) a “pochi” MHz
-32 MB di RAM
-1,5 GB di disco fisso (!!!)
-Per fortuna conosce lo standard PCI, e quindi hub USB e schede di rete dovrebbero funzionare
-Windows 98 nella sua prima, fantasmagorica, edition
Allora: ci fermo le porte o ci installo linux? (per farci cosa, poi?)
Il danno: 24 giorni senza adsl, causa guasto accavallato con cambio di contratto (2Mbit –> 7 Mbit)
La beffa: sto ancora a 2Mbit.
Ma ci siete o ci fate?
A questo punto, siccome la pratica non è ancora chiusa, mi aspetto altri giorni di disservizio; ma ormai ci avevo fatto l’abitudine.
Allora, ripetete con me tutti in coro: NO A WIND INFOSTRADA; NO A WIND INFOSTRADA; CACCACULO WIND INFOSTRADA; CACCACULO WIND INFOSTRADA.
Non starò a narrarvi delle vicende telefoniche (chiamavo 2, 3, 4 volte al giorno; a volte ho ritrovato gli stessi operatori); gente incompetente, falsa e a volte strafottente.
Solo, ecco, se dovete farvi l’adsl, andate con Telecom che almeno non scaricherà i problemi su nessun altro ![]()
Tornando alle novità, come ho scritto in un commento del post precedente, sono stato intervistato da ParmaDaily, e tutta la pappardella la trovate qua.
Ed infine salutiamo tutti il nuovo arrivato in casa joshuavox: è piccolo, è bianco, è fighissimo, ma non costa un Gerry Scotti di euro, e soprattutto non ha una mela smozzicata sopra:

Debian gli calza a pennello, e la Fonera devo dire che gli sta molto simpatica.
Ah, quando lo accarezzo fa le fusa, sapete?
Come al solito io arrivo tardi, e faccio un progetto per l’università nel quale ho bisogno di Windows XP.
Mi imbarco quindi in VMware player.
Pesante, macchinoso, problematico (se non inutilizzabile) non appena arriva una nuova versione del kernel Linux.
Ieri sera apt-getto installo VirtualBox OSE.
Open source, leggero, facile da usare.
E, omaigod, permette di fare queste cose zozze qua:

[click per ingrandire]
cioè aprire in modo naturale, veloce e trasparente, programmi e finestre del sistema host e guest contemporaneamente.
Godimento.
L’altro ieri il sempretecnologico Fornaio mi ha fornito di un interessante aggeggino, a titolo assolutamente gratuito (previo pagamento in natura, s’intende), che qui vi mostro ora:

Si tratta di un Aladino VOIP WiFi, trasformato da lui (trovate tutto in questa guida) in ciò che era prima di diventare “brandizzato” Telecom, ovvero un Samsung Wip 6000M.
Vi riassumo la parte non-tecnica della guida; praticamente gli Aladino vi vengono recapitati a casa insieme a qualche offerta Alice Voce, privati o business che sia. Il brutto di questi telefoni è che sono utilizzabili solamente con Alice Voce e modem/router di Telecom, in particolare reti Alice-12345678; insomma, per i profani: sono bloccati.
Nella guida trovate la procedura (molto semplice) per sbloccare alcuni menu e fare in modo che il telefono si possa agganciare a qualunque rete wireless e, previo inserimento dei corretti parametri, a qualunque provider SIP (lo standard per quanto riguarda il VOIP; e sempre per i profani, NO, Skype non c’entra una mazza).
Voi direte: quindi?
Quindi cercando su internet si trovano diversi provider SIP che oltre a fornire gratuitamente le chiamate “interne” (della serie: io ho un account con il provider X, tu hai un account con il provider X, allora parliamo gratis; qui il principio è simile a Skype per capirci), vi danno un numero geografico.
Quest’ultimo altro non è che un numero che siamo abituati a comporre sui classici telefoni fissi, compreso di prefisso locale.
Eutelia VOIP è uno degli operatori che fornisce questo servizio.
La registrazione è molto veloce, e in una seconda fase permette di scegliere il proprio numero geografico da una lista abbastanza lunga (io ho ovviamente scelto un numero di Parma). E’ possibile scegliere altri numeri, sempre gratuitamente, in giro per il mondo.
Vantaggi? E’ presto detto.
Girando con il mio telefono VOIP potrei essere raggiungibile (a patto di una connessione WiFi, questo è scontato) in tutto il mondo, al costo di una chiamata locale. Supponendo infatti che i miei contatti siano principalmente nella mia città, questi mi potrebbero chiamare, ovunque io sia, componendo un numero urbano. All’altro capo risponderei io, in un qualunque angolo del globo.
Non male direi; il fatto che poi possiamo scegliere numerazioni in tutto il mondo ci fa capire a fondo le potenzialità del VOIP: pensiamo solo ad una ditta che svolge una specie di servizio “call center”, con clienti sparsi in giro per la Terra. In ogni nazione interessata potrebbe abilitare un numero locale che di fatto “squillerebbe” nel call center vero e proprio, con il doppio vantaggio di centralizzare questo servizio in un’unica sede e far pagare al cliente una chiamata locale.
Eutelia inoltre offre tariffe molto convenienti (difficilmente paragonabili con le normali tariffe che ci troviamo in bolletta con il telefono fisso), di modo che dal nostro numero possiamo chiamare oltre che ricevere.
Forse ho scoperto l’acqua calda, o forse questo “regalare” numeri non durerà molto. Sta di fatto che l’argomento VOIP è ancora troppo confuso e spuntano compagnie come funghi, con clausole più o meno chiare e misteriose chiusure improvvise.
Eutelia è sul mercato da tempo (magari la conoscevate come Skypho, in seguito Euteliavoip), è italiana, e “a occhio” mi pare seria.
Vi invito ad usufruire dei suoi servizi gradualmente. Ad esempio acquistando credito in piccoli tagli e testando giorno per giorno la qualità e la continuità del servizio.
Come Eutelia ci sono sicuramente altri operatori che offrono servizi simili; ne ho trovati alcuni che offrivano numerazioni per le grandi città, tipo Milano o Roma; in realtà attualmente la differenza è praticamente nulla, poichè tutti i maggiori operatori di telefonia fissa non applicano più distinzioni su urbane e interurbane, ma classificano le telefonate in “nazionali” e “mobili” (ferme restando le numerazioni speciali, i servizi a valore aggiunto, le internazionali etc…)
Infine volevo parlarvi degli svantaggi dell’Aladino che ho in mano.
Se da una parte il wireless vi permette di portarvelo in giro per il mondo, dall’altra vi sono limitazioni insite nel firmware.
La prima e più importante è che la connessione è possibile solo con una rete WPA criptata in modo TKIP (in alternativa con una rete aperta).
La mia Fonera non era impostata su questa modalità e ho tirato giù tre o quattro mesi di santi dal calendario prima di associare correttamente l’Aladino.
Se a voi funziona anche con altri algoritmi (sempre WPA), allora il problema è solo mio.
E ovviamente scordatevi di usare la rete aperta della Fonera, cioè quella pubblica, poichè è necessario inserire username e password di un account Fon.
Sì insomma, evitate di usare reti aperte e soprattutto tenete quella privata della Fonera (se l’avete) rigorosamente criptata.
Inoltre la chiave deve essere tassativamente di 24 caratteri alfanumerici, senza simboli/caratteri speciali. L’Aladino s’incazza e non vi lascia associare.
Altra limitazione, ma questa è più una scomodità: non è possibile memorizzare sul telefono più di un account VOIP.
Ovvero, se aprite un account con Pinco e poi con Pallino, e li volete usare entrambi, ogni volta che passate da uno all’altro dovete manualmente cambiare i parametri di connessione (roba veloce eh: indirizzo del server, username e password) al centralino SIP.
A questo, e alla limitazione sulla WPA-TKIP, penserò più avanti, visto che i telefoni voip in commercio costano sempre meno e potrei seriamente farci un pensierino.
Per ulteriori chiarimenti sul mondo VOIP, anche per profani, vi rimando al portale di html.it, veramente curato e soprattutto semplice.
Per ora è tutto, spero di “essermi stato spiegato”; le guide non sono mai il mio forte.
Per la serie “non ve ne frega nulla” (che potrebbe diventare una nuova categoria di questo blog), ieri sono stato contattato dalla figlia di una collega di mia madre, che si sta apprestando a sostenere l’esame di Stato al Liceo Scientifico.
Così questa mi chiede se può dare un’occhiata alla mia tesina (scientifico anche io), e con grande orgoglio le ho ovviamente risposto di sì.
Orgoglio perchè, questo lei non lo sa, la mia tesina è stata presa come esempio dalle tre classi quinte successive al mio anno (cioè, spiegato in parole povere, le quinte di quando io già ero al primo anno di università).
Beh intanto antefatto: il mio esame di quinta, una cosa normale, un rispettabile 82, è stato ricordato per la sua durata e soprattutto per come è stato speso quel tempo. Infatti mi sono beccato quarantacinque minuti di interrogazione di cui quasi mezz’ora ad esporre la tesina.
Che, udite udite, avevo redatto in forma di ipertesto, (ommioddio), sì, in HTML.
Una roba che a quel tempo… manco avessi passeggiato su Marte.
Attrezzato di pc, proiettore e puntatore laser (robbe fighe, mi dovevate vedere), ho esposto tutto l’ambaradan, lasciando ottime impressioni in metà della commissione che manco sapeva della mia tesina multimediale.
Fine dell’antefatto.
Durante il primo anno di università mi chiama al telefono, una sera, la mia professoressa di Lettere (Liana Sassi, salve salve prof se mi legge). Mi chiede se posso andare a scuola ad esporre la tesina ai ragazzi di quinta.
Passata la normale pippa iniziale rispondo di sì, e mi ritrovo, un mese dopo, nell’aula magna davanti a sessanta ragazzi a bocca aperta. Ovviamente sempre pc, proiettore e laser, che un anno dopo facevano già meno porca figura ![]()
Beh, è stata una soddisfazione, devo ammetterlo.
Per la cronaca, la tesina è stata redatta in un HTML urendo, di quello con i link tutti backslashati (cus’è?) alla Windows, cioè tipo \in\questo\modo, infatti qui sul pinguino ho dovuto fare un lavoro certosino per mettere /a/posto/le/cose.
Non parliamo poi del css e del layout in generale, una roba inguardabile ma che a suo tempo stupì molto (tzè, avrebbero dovuto provare a fissare il layout per più di un’ora, lì sarebbero scattate le apparizioni divine…).
E sempre per dovere di cronaca vi copio l’indice degli argomenti, almeno capite ‘azzo c’era là dentro:
I LIMITI DELLA SCIENZA
I paradossi
Tre paradossi: “Achille e la tartaruga”, i “gemelli” della relatività, il “barbiere”
Paradosso linguistico
Paradosso visivo
Dalla fisica classica ad Einstein
Velocità della luce
Le geometrie non euclidee: il postulato delle parallele
Nascita delle geometrie non euclidee
Geometria iperbolica
Geometria ellittica
La geometria dell’universo
Quattro tipi di futuri possibili
Futuro I (natura illimitata e capacità umane illimitate)
Futuro II (natura illimitata e capacità umane limitate)
Futuro III (natura limitata e capacità umane illimitate)
Futuro IV (natura limitata e capacità umane limitate)
Limiti in campo musicale: la dodecafonia
Musica dodecafonica e atonale
Principio di falsificazione: Karl Popper
I limiti della matematica
Indecidibilità: teorema di Gödel
Conclusioni: i limiti sono insiti nella scienza
Tutto ciò supportato e sopportato dalla professoressa di riferimento, Rossella Garofani (salve salve prof se mi legge), docente di matematica e fisica.
Perchè a me interessa la notizia, il fatto, e QUESTI sono i fatti:










(un grazie a KolourPaint, che sopperisce alla mancanza di abilità mentale da parte mia, che non so usare fotosciòcco e/o Gimp, e permette brutture di questo genere)
(un grazie anche a loro, senza i quali quest’oggi non saremmo the banana republic)
Eccomi qua, più veloce del previsto, su un nuovo server e soprattutto su un nuovo dominio!
Vi chiedo cortesemente di cambiare, nel vostro blogroll, oh miei blogghici amici, l’indirizzo che è poi quel cosino lì in alto.
Se avete difficoltà visive vi dò un aiutino, ma non vi abituate troppo:
http://www.joshuavox.net
Nessun problema invece per i feed rss di feedburner, che rimarranno
http://feeds.feedburner.com/EnjoyThisSilence per i post
http://feeds.feedburner.com/eTs_comments per i commenti
Faccio pure il claim di Technorati così non ci penso più, e vi ricordo che per un po’ verrà mantenuto anche il redirect dal vecchio blog (il “dyn-o-saur” per capirci).
Cosa manca? Template, plugins e amenità varie.
Piano piano la to-do list si accorcerà.
Bentrovati!
Attenzione, attenzione prego:
PRRRRRRRRRRRRRRRRRRRR
[pernacchia che si solleva dalla folla in ascolto]
Si avvisano i signori passeggeri, che codesto blog a breve subirà modifiche radicali.
Intanto, cambierà indirizzo. Domani infatti dovrei acquistare un dominio di secondo livello (olè olè, è morto il dyn-o-saur).
Non vi preoccupate, ci sarà un redirect che devierà i miei 16300 lettori giornalieri (lettore più, lettore meno) al nuovo indirizzo.
Dopo 24-48 ore, e si spera non di più, sarò operativo sul nuovo dominio, ospitato non più sul mio serverino casalingo bensì su una 100 Mbit Gbit in “server farm” (wow fa molto figo dir così, neh?) gentilmente concessa dalla Fornaio&Fornaio - Hosting fresco ogni mattina®; tutto questo al prezzo di qualche fetta di cotechino in contorno di lenticchie.
Si precisa altresì che il template varierà a giudizio insindacabile del sottoscritto; e sarà, per partito preso, splendidamente bello.
E… sì, insomma, se ci sarà qualche vuoto, oh miei 16300 lettori, vi chiedo scusa in anticipo.
A breve gli aggiornamenti, ricchi premi e coglions.
We care of you, ciccipucci.
* plin plon *



