..e credo di essere anormale, ebbene non lo so

Per la serie “non ve ne frega nulla” (che potrebbe diventare una nuova categoria di questo blog), ieri sono stato contattato dalla figlia di una collega di mia madre, che si sta apprestando a sostenere l’esame di Stato al Liceo Scientifico.
Così questa mi chiede se può dare un’occhiata alla mia tesina (scientifico anche io), e con grande orgoglio le ho ovviamente risposto di sì.
Orgoglio perchè, questo lei non lo sa, la mia tesina è stata presa come esempio dalle tre classi quinte successive al mio anno (cioè, spiegato in parole povere, le quinte di quando io già ero al primo anno di università).

Beh intanto antefatto: il mio esame di quinta, una cosa normale, un rispettabile 82, è stato ricordato per la sua durata e soprattutto per come è stato speso quel tempo. Infatti mi sono beccato quarantacinque minuti di interrogazione di cui quasi mezz’ora ad esporre la tesina.
Che, udite udite, avevo redatto in forma di ipertesto, (ommioddio), sì, in HTML.
Una roba che a quel tempo… manco avessi passeggiato su Marte.
Attrezzato di pc, proiettore e puntatore laser (robbe fighe, mi dovevate vedere), ho esposto tutto l’ambaradan, lasciando ottime impressioni in metà della commissione che manco sapeva della mia tesina multimediale.

Fine dell’antefatto.
Durante il primo anno di università mi chiama al telefono, una sera, la mia professoressa di Lettere (Liana Sassi, salve salve prof se mi legge). Mi chiede se posso andare a scuola ad esporre la tesina ai ragazzi di quinta.
Passata la normale pippa iniziale rispondo di sì, e mi ritrovo, un mese dopo, nell’aula magna davanti a sessanta ragazzi a bocca aperta. Ovviamente sempre pc, proiettore e laser, che un anno dopo facevano già meno porca figura :P
Beh, è stata una soddisfazione, devo ammetterlo.

Per la cronaca, la tesina è stata redatta in un HTML urendo, di quello con i link tutti backslashati (cus’è?) alla Windows, cioè tipo \in\questo\modo, infatti qui sul pinguino ho dovuto fare un lavoro certosino per mettere /a/posto/le/cose.
Non parliamo poi del css e del layout in generale, una roba inguardabile ma che a suo tempo stupì molto (tzè, avrebbero dovuto provare a fissare il layout per più di un’ora, lì sarebbero scattate le apparizioni divine…).
E sempre per dovere di cronaca vi copio l’indice degli argomenti, almeno capite ‘azzo c’era là dentro:

I LIMITI DELLA SCIENZA
I paradossi
Tre paradossi: “Achille e la tartaruga”, i “gemelli” della relatività, il “barbiere”
Paradosso linguistico
Paradosso visivo
Dalla fisica classica ad Einstein
Velocità della luce
Le geometrie non euclidee: il postulato delle parallele
Nascita delle geometrie non euclidee
Geometria iperbolica
Geometria ellittica
La geometria dell’universo
Quattro tipi di futuri possibili
Futuro I (natura illimitata e capacità umane illimitate)
Futuro II (natura illimitata e capacità umane limitate)
Futuro III (natura limitata e capacità umane illimitate)
Futuro IV (natura limitata e capacità umane limitate)
Limiti in campo musicale: la dodecafonia
Musica dodecafonica e atonale
Principio di falsificazione: Karl Popper
I limiti della matematica
Indecidibilità: teorema di Gödel
Conclusioni: i limiti sono insiti nella scienza


Tutto ciò supportato e sopportato dalla professoressa di riferimento, Rossella Garofani (salve salve prof se mi legge), docente di matematica e fisica.

Sono

finalmente

riuscito

a

capire

come

separare

fra

loro

i

paragrafi.

No, siccome il css di questo template è probabilmente stato scritto sotto effetto di stupefacenti, non è possibile fare un bel CRLF [*] (Carriage Return - Line Feed, il classico vai a capo, ripetuto due volte… in realtà solo il line feed non funziona).
Beh ho rimediato inserendo in ascii il simbolo di line feed e finalmente ora posso separare i paragrafi!

Esatto avete proprio capito bene!

Ecco, e ora un minuto di silenzio per l’utilità di questo post, mh.


[*] Ve ne sarete pure accorti, che non ho mai lasciato una riga vuota tra paragrafi, almeno da quando ho questo template su Wordpress, no?
Ecco, mica ho i pensieri così veloci da non lasciare spazi tra loro, tutt’altro! :P

Ho trovato la pace dei sensi con questo template.
Non so se è definitivo perchè l’immagine qui in alto potrebbe anche cambiare, devo ancora capire se le bollicine psichedeliche gialle mi piacciono oppure no.

Questa mattina Christian e Gianluca mi hanno aiutato in alcune cose, tra cui:
Christian: validare l’xhtml, inserire il codice per php stat, inserire il codice per le varie cosettine laterali, impostare correttamente il sottotitolo e tante altre cose.
Gianluca: inserire i 3 puntini prima del sottotitolo.
Ma apprezzo entrambi, soprattutto quest’ultimo quando mi parla a due centimetri di distanza dall’orecchio, stile avvoltoio da dietro la spalla.

Ah e stamattina Antonella di Perugia, Opel Corsa nera targata XX-XXX-XX, numero di cell XXX-XXXXXXX, ha pensato che i freni fossero una cosa brutta da usare quando hai una macchina davanti, toccandomi il culo (della macchina…).
Un graffietto minimo, ma la prossima volta, magari, alla mattina, così, senza pretese eh, svegliati cazzo.

css

Mi sto facendo, piacevolmente, una cultura in css e webdesign in particolare.
Proprio poco fa ho trovato (e ce le avevo sotto il naso) ottime guide che aiutano nella realizzazione “teorica” di pagine web.
Sì, perchè una volta che si conoscono tag e attributi si è fatto solo il 20% del lavoro. Bisogna saperli utilizzare al meglio, cosa che mi risulta molto difficile, alla luce del mio senso estetico pari a quello di Amanda Lear.

E quindi ecco qui la guida di html.it che ho appena cominciato a leggere ma che già ritengo molto valida.
C’è anche la corrispondente guida “tecnica”. Entrambe sono discorsive e corredate da esempi, divise in capitoli e quindi di facile consultazione.

Sempre per il CSS ma anche l’(X)HTML (e tantissime altre cose, guardare per credere) ottimissime le guide della w3school.

Chissà che il mio senso estetico non migliori, anche se di poco ;)