…e credo di essere anormale, ebbene non lo so

Un “breve” resoconto fotografico della vacanzina in Grecia… Prossimamente il pacchettone con tutte le foto che sono anche abbastanza tante :P


Eccoci qua, appena saliti sul ponte della nave; qui siamo fermi al porto di Ancona, e io mi sto aggirando con fare furtivo cercando di fotografare scorci suggestivi del porto.


Ed eccomi, che bell’omino che sono eh… Un bagnetto in piscina appena partiti era proprio quello che mi ci voleva; un po’ piccolina ma comunque godibile dato il caldo che si faceva sentire.


Il classico tramonto che ho avuto la fortuna di vedere (notare le nuvole bastarde all’orizzonte) e fotografare. Curioso come una cosa che si verifica puntualmente ogni 24 ore catturi l’attenzione di così tante persone :D


Ed eccoci qua, prima tappa ovviamente obbligata, l’Acropoli, in pieno centro ad Atene. Siamo partiti dal basso a mezzogiorno e arrivati in cima mezz’ora dopo. C’è da dire che dopo il caldo dei giorni precedenti in Italia eravamo pronti ad ogni evenienza! Quindi alla fine tutto bene, nessun morto nè ferito sul percorso.


La classica fotarella con il Partenone come sfondo, fatta da un’altra coppietta di italiani.


Ecco un altro bel figone, cioè sempre io. Sullo sfondo il groviglio di case di Atene da cui spicca il Likavittos (in italiano Licabete o Licavitto), il punto più alto della città. Peccato non esserci andati, next time will be better :)


Bellino eh?


Una puntatina ad Hydra, un’isoletta ad un’ora e mezza di traghetto (o “Flying Cat”, come si chiamano le barche adibite al trasporto verso le Cicladi); molto caratteristica e suggestiva… il mezzo di trasporto preferito è il mulo.


Sempre Hydra, il luogo della nostra “balneazione”; la piattaforma che vedete più lontano è quella dove siamo stati tutta la giornata arrostendoci al punto giusto; mare splendido, acqua cristallina e panorama da cartolina.


Il terrazzo da cui vedevamo il porto. Dietro gli alberi c’è una stradicciola frequentata giorno e notte da millemila veicoli… impressionante. Attraversare lì è quasi una condanna a morte, ma noi ce l’abbiamo fatta più di una volta :P


Capo Sounion, il punto più a sud della Grecia continentale; a due ore da Atene, si raggiunge percorrendo una strada panoramica che segue tutta la costa; sullo sfondo il tempio di Poseidone. Un bagno veloce veloce dopo esserci calati da una scogliera procurandoci graffi e ferite… vabbè, un po’ di avventura suvvia.


Una “piccola” colazione da Sabrina, una pasticceria di periferia (notato la rima? che poeta che sono). Erano le ore 10 circa; il pranzo l’abbiamo fatto alle 4 di pomeriggio O__o


Il cambio della guardia davanti al Parlamento; un rito molto curioso e volendo anche divertente. Molto “turistico” ma merita comunque qualche foto.


Beh qui ci sarebbe da dire che Atene è piena di mucche a tema; un’artista ha allestito questa mostra costruendo e vestendo mucche e piazzandole in ogni angolo della città; questa era la “rock cow”. Ma c’era di peggio, guardate qui…


La spider-cow! Purtroppo ero su un autobus e non ho potuto fare di meglio, ma meritava veramente!


Una caratteristica di Atene: ci sono MOLTI, MOLTI taxi. E il bello è che costano pochissimo ;)


E purtroppo arriva il momento del ritorno; appena imbarcati a Patrasso vediamo la nave che ci ha portati all’andata; un 200 metri di barchetta… piccola eh?

Prossima vacanza: Creta? Santorini? Oppure come ha commentato il Gian, Mikonos… e magari torno con il moroso, chissà :P

E comunque io domani parto per

E quindi ci si rilegge il 9 agosto.

do you love me?
do you love me?
do you love me?

(like I love you?)

sto impazzendo la tua bocca le tue mani il tuo corpo questa casa è troppo vuota senza di te come faccio sentimi sì amore sentimi siamo parti di una stessa cosa voglio solo te in questo niente che mi circonda devo averti voglio averti ho trovato una farfalla è uguale a te dove sei si poserà sul tuo corpo caldo avvolto da me silenzi troppo lunghi ma non so come farei senza di te mi rendo unico ai tuoi occhi sentimi toccami respirami dormi non aver paura ci sono io ci sono solo io amami sono il tuo bì mi manchi amore mio

Ieri sera capito in salotto attorno alle 23:00, giusto in tempo per vedermi gli ultimi minuti della partita.
Finita questa, dopo vari “porci dei” (si dice così al plurale?) pronunciati da mio padre per oltre 90 minuti, mi consegna il (tele)comando della situazione e se ne piomba a letto tutto contento accompagnato da clacson e trombette varie, peppèpeppeppeppè… minchia sembrava capod’ano. Vabbè, non volevo parlare di questo.
Su Rai2 (o Rai3? non ricordo) trovo “La storia siamo noi”, con un’intervista a Clio Napolitano, la first Lady del nuovo Presidente della Repubblica. Molto interessante, una donna un po’ più vispa e vitale della Franca nazionale.
Ma.
All’improvviso, l’abbaglio.
Sudore freddo.
Paura.

Non ci posso credere, è il suo sosia.

La zoppicante Anna Maria Lanfredi Manotti, meglio conosciuta come la mia professoressa di Chimica del primo anno, con la quale ho avuto una relazione a sfondo e anche a primo piano sessuale, le assomiglia in modo spaventoso.

Presidente, ma cosa ci combina? Ma insomma, non mi pare il caso, eh.

Altre note di rilievo, che non c’entrano un emerito cactus con questo post.
Venerdì prima giornata di lavoro; spero di terminare presto (le 3 del mattino è considerato “presto” per quello che ci sarà da fare) anche perchè alle 9:29 di sabato mattina parte un ciuf ciuf Parma-Forlì che CI porterà dalla mia ormai romagnola sorella… e ritroverò quell’enorme letto matrimoniale che l’anno scorso ho occupato da solo mentre quest’anno… beh, sarà occupato anche dall’altra parte.
Rientro previsto: lunedì mattina.
Tempo: bello (siiiii dai, ha fatto un mese di caldo, vuoi mica che… grrrrr).

E ora, ghiacciolo time.

Googy le virgolette mi servono, non le posso eliminare…
Ma proprio proprio nessun documento? Sicuro?
Sì, ho digitato le parole correttamente, mica so’ scemo.
Non posso usare parole chiave diverse, le parole chiave sono quelle, stop.
E non posso neanche usare parole chiave più generiche!

Se neanche Google trova ciò che sto cercando, allora vuol dire che me lo devo proprio levare dalla testa…

Non sto assolutamente bene con me stesso, non c’è nessun tipo di pace in me. So che è altamente pericoloso; vorrei non fosse così.
Il problema è solo mio, e questo mi porterà a compiere errori.
Sto diventando autarchico, e non autosufficiente; sapete cosa vuol dire?
Non ho voglia di niente, sono gli altri che hanno voglia di fare qualcosa con me.
Sono pieno di sentimenti, ma non escono fuori se non cavati a forza.
E… beh, non sono tranquillo.

Devo portare il cellulare in riparazione…
Devo far sviluppare una foto…
Devo portare l’auto dal meccanico…
Devo vivere sorridendo e cercando di far sembrare tutto il più vero e autentico possibile.
Adesso uscite fuori da un angolino e urlate “era uno scherzo, ci sei cascato!”
Piccola edera che si arrampica su tranquillità e passione, vorrei fosse sempre così.
E per stasera ho delirato abbastanza, alla prossima.