..e credo di essere anormale, ebbene non lo so
Parlate, parlate bene voi comunisti.
A cosa serve la social card, ma cazzo ce ne facciamo di 40 euri, Tremonti vai a elemosinare tua madre… BASTA! Tutta questa disinformazione fatta dalla sinistra, dai poteri forti della stampa, toghe rosse, giornali rossi, tv rosse, BASTA!
Oggi vi presento le VERE novità di questa lodevole iniziativa.
Ma insomma, non ci ha pensato proprio nessuno eh? Non vi dice nulla il nome? Social card!
La social card è innanzitutto social. (Applausi)
Anzi, come va di moda dire oggi, è una card in salsa social.
Questo vuol dire che, alla base di tutto, c’è l’interazione con i tuoi amici socialcardati.
Si può stringere amicizia con la social card; così come ignorarla, proprio come avviene su Facebook.
Alla social card sarà abbinato un feed elettronico, cosicchè potremo sempre essere aggiornati su chi, fra in nostri socialcardamici, morirà per primo di fame e di freddo! Questo ovviamente per eliminarlo successivamente, chè non è bello avere amici morti nel nostro socialcardprofilo.
Fra le tante feature ci saranno gli “eventi”.
Ad esempio, sarà possibile per i pensionati socialcardati, organizzare incontri tipo Sovrintendenza ai lavori del cantiere di asfaltatura Via Verdi oppure Scopone scientifico: nuove frontiere; quale futuro?
In un attimo, grazie alla social card, sarà possibile invitare tutti gli amici alla cena di rimpatrio delle elementari, sputtanando la metà della ricarica tremontiana per una pizza. Cioè, fantastico no? E’ tutto così… così… SOCIAL!
Non parliamo poi delle applicazioni:
-Who has the biggest pain? (famoso giochino in flash che permette di raggiungere diversi livelli di socialpovertà e ambire al primo posto, quello di “barbone ad honorem”)
-Fuck Society (permette di guidare il proprio avatar in una società dove tutto si ottiene inculando la gente, fregando, rubando etc…)
-Money Challenge (sfida all’ultimo euro per scroccare il caffè ai tuoi socialcardamici, ovviamente utilizzando la social card)
Numerosi anche i test:
-Test: che ministro sei? (i risultati saranno “Maria Stella Gelmini, il ministro da tenere fuori dalla portata dei bambini” e “Tvemonti, pevchè in fondo nella vita non sevvono tutte le consonanti”)
-Test: chi eri nella tua vita precedente? (i risultati saranno “un negro”, “un negro di merda”, “uno un po’ abbronzato, ma solo per carineria eh?
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“, “non sa / non risponde”, “non ho mai detto di avere una vita precedente, le mie parole sono state travisate. Coglioni.
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“)
Inoltre sarà possibile iscriversi ai gruppi, tipo:
-Quelli che amano la social card
-Quelli che odiano quelli che odiano la social card
-Quelli che non odiano la social card
-Quelli che non amano quelli che non amano la social card
Non so voi, ma io della social card mi sono proprio innamorato!
Cioè… io spero veramente di trovarmela nella cassetta della posta. Sarà così bello essere social!
Dai amici, anzi, socialcardamici, aggiungetemi!
Il mio nickname è “Giulio3mountains” e, se non mi conoscete, il mio avatar avrà le sembianze di due grosse colline rosa, con una riga verticale a dividerle e un buco peloso in mezzo.
Grossomodo come questo insomma…

Vi ricordate il ponte?
Il ponte dell’architetto Fuffas, il ponte che sta pure nel logo del Cinecity… ecco, il ponte.
L’hanno illuminato di rosso.
Che nell’intenzione secondo me volevano creare un clima natalizio, ma nella realtà rimane ‘sto coso storto che si staglia verso il cielo con una tinta da omicidio plurimo.
Oh i gusti son gusti eh, per carità, ma che gusti di merda!
Stessa sorte è toccata (ma qui non c’entra Natale o le feste, perchè è un po’ che è così) all’ingresso dell’ospedale di via Gramsci, proprio di fronte a quella orrenda croce che divide in due Viale Osacca. Se non siete del luogo probabilmente faticate a capire se si tratta effettivamente dell’Ospedale Maggiore o del night club Patrizia 69.
I gusti son sempre gusti.
Ma son sempre di merda, giova dirlo.
Vi ricordate l’outlet?
Ci fanno la pubblicità su Radio Deejay, a Pinocchio.
Ora io vi supplico, veramente: non andateci, ok?
Dai, da bravi.
A volte, ahimè, ritornano.
Me l’ha detto anche la GMail…

Vero o falso che sia, si scatena il dibattito:
io: sì vabbè, ora però i giornalisti esagerano un po’ eh…
papà: mah, chi lo sa, magari era tutto vero però a lui gli piace dire “no, non sono stato male, è un’invenzione dei comunisti! sono stato frainteso!”
io: eh, può darsi…
mamma: [scuote la testa]
io: perchè? che c’è?
mamma: no niente, pensavo solo che se a quello lì gli viene un malore nel cervello non si nota la differenza…
Mamma-Silvio uno a zero.
I’M ITALIAN AND PRIME MINISTER SILVIO BERLUSCONI IS NOT SPEAKING IN MY NAME.

Un omaggio vergato sulla carta da culo, perchè di più non si merita.
Aderite, almeno per chiedere scusa al resto del mondo.
Noi lo sbraghiamo di botte:

Loro ci fanno il Presidente:

Un solo colore, molteplici usi!
Per un attimo abbiamo tutti sperato.
Siamo rimasti col fiato sospeso.
Incantati e terrorizzati, guardando la tv, cercando un suo minimo movimento.
Eppur… eppur non si muove…!
Poi niente, pubblicità, ed era più gobbo (e vivo) di prima.
Mò c’ho un’idea per il prossimo ospite della Perego…



