…e credo di essere anormale, ebbene non lo so

Poco da dire; il realtà è un periodo di magra per il blog, al quale seguirà, come succede periodicamente, un continuo vomitar cazzate com’è nel mio stile.
So che attenderete con ansia il momento.
Per ora vi dico solo che domattina vado in gita.
Sissì, proprio in gita, qualche posticino carino della Grecia, a differenza di due anni fa quando fummo stanziali ad Atene.
Ci rileggiamo alla fine della prossima settimana, attorno ai primi di maggio.
Salutatemi le vostre sorelle :P

Ormai la mia droga sono i tiggì.
Così noto che molti telegiornali aprono con la notizia del giorno: la salma di San Padre Pio esposta al pubblico di fedeli.
Rai1 dedica la diretta senza passare dal via, chissenefrega del tiggì.
Il TG5, dopo 2 (due, DUE, di-u-e) servizi sul piomorto, regala addirittura venti secondi a Napolitano che parla del 25 aprile. Che poi hanno ragione, si stanno preparando per riscrivere i libri di storia, quindi perchè dedicargli tempo?

Le immagini scorrono sul corpo, i cui unici centimetri di pelle scoperti sono quelli del viso.
Che è fatto in silicone, ci tengono a precisare, perchè s’era un po’ incartapecorito col tempo.
Praticamente folle di gente andranno a venerare una specie di Donatella Versace in versione canto gregoriano.
Le stimmate o stigmate o quel che sono, ovviamente non ci sono più… prima di morire sono sparite; va beh, è un santo, per di più con la barba; avrà fatto un barbatrucco.
I prelati possono vedere il corpo prima della folla del pomeriggio; passano velocemente, armati di Samsung 6.1 megapixel o Nokia all’ultimo grido. Immagini toccanti, veramente; poi si passano tra loro le foto venute meglio via bluetooth; occhio alle .gif porno, ci possono sempre scappare. Scherzi da prete.

Esercizio: unire con una linea tutte le parole grassettate; solo io ci vedo l’ennesimo culto alla star di turno?
Ma soprattutto: quando l’han tirato fuori dalla cripta, Marco Liorni l’ha portato in studio dalla Marcuzzi?
Bah… pensiamo a cose più serie; andiamo avanti. Riapriamo il televoto.

come in effetti mi augurava l’anonimo commentatore di cui al punto tre.
No, mio caro amico, non ancora.
E poi mica dò soddisfazioni di questo tipo; se schiatto lo faccio veloce veloce che manco lo sento; solo per fare un torto a te.

Dicevo, che la real life ultimamente è stata un attimino intensa, a scapito della virtual life; per dire, su Facebook la partitella a 4 di Scrabulous organizzata da Adamuzzo è rimasta ferma per causa mia; o su Twitter la mia identità è stata scambiata per quella di Enza Sessa (in Vecchiarutti), tale è stata la mia assenza (neanche un giorno e mezzo, capirai).

Archiviate dunque lelezioni, tutto attaccato, un esame andato bene e un weekend rilassante ma congiuntivizzante (che fretta c’era, maledetta primavera), si entra in questa ultima settimana prima… prima della partenza!
Domenica mattina ore 8, tutti in pullman, destinazione Ancona, destinazione Atene!
Una vacanza anticipata (ma non è escluso un bis estivo), visto che l’ultima è stata fatta a ottobre, quindi decisamente posticipata.
Ma a noi ci piace così; siamo i turisti intelligenti, quelli che partono talmente prima degli altri che tornano quando gli altri, appunto, non sono ancora partiti.
Ho già la to-do list della settimana prima della partenza, e vi assicuro che dopo un mese che non metto un alluce fuori di casa è abbastanza lunga.

Riassumendo: se muoio vi avviso; mi fa piacere però che vi preoccupiate di me.
Vah che uso elegante di congiuntivi…

Sorprendentemente, rifacendo il test voisietequi che vi proposi qualche giorno fa, ora vien fuori questo:

merda

Ma non s’è fatto.
Voto ai bestemmioni sentiti al telefono con l’ufficio elettorale: 10.
Voto ai bestemmioni sentiti nell‘ufficio elettorale alla consegna dei bustoni: non ha prezzo.

Per tutto il resto c’è, e ci sarà, ‘orcoddio, Silvio.

(mi fate gli auguri? son 23 oggi, grazie neh…)

Mi viene da fare qualche riflessione spicciola e veloce sui prossimi giorni, mentre per fortuna questa sera si concluderanno gli inutili blateramenti dei giaccacravattati.
Cari elettori, fotte sega di andare a votare? State a casa.

State a casa, non rompeteci i cosiddetti, a noi che stiamo là per due giorni e mezzo e centoquarantacinque euri (centottantasette per i presidenti, ndr), a me che quest’anno per la prima volta sarò segretario.
Oh tu, pensionato 70enne che domenica mattina non dovrai sovrintendere al tuo cantiere preferito, non mi costringere a compilare moduli su moduli, verbali su verbali, solo perchè hai deciso che sì vieni a votare ma no, la scheda non la prendi.
Insomma, se vieni a votare vieni a votare, se no porta a spasso il cane, coltiva l’orto, leggi il giornale, guarda Art Attack su Rai2, ravviva la passione con tua moglie (anche contemporaneamente ad Art Attack eh!)
Perchè quest’anno circolano le imeil che dicono “andate al seggio e fate verbalizzare la vostra intenzione di non voto”.
Stare a casa pare brutto? Non è una piena manifestazione di non-voto?

Non basta.
Leggo da Clarita che dopo il voto utile c’è pure il voto di protesta. Ce lo illustra Giovanni “Bruno Vespa” Sartori.
Ve lo sintetizzo: al Senato votate Tizio, alla Camera votate Caio. Perchè così i voti si annullano. [???]
Accidenti che protesta.

Vabbè, lasciamo stare.
Ora non vanno neanche più di moda i “w la figa“, “siete tutti ladri“, una grande X vergata su tutta la scheda, o tutte le X su tutti i simboli, o i poemi omerici con tanto di grossolani errori ortografici (tutti casi reali, visti con codesti organi visivi che mi ritrovo).
Cos’altro da dire… ah sì ecco. Il Ministero metterà fuori da ogni seggio un grosso manifesto con l’indicazione “Un solo segno su un solo simbolo“. Propongo un secondo manifesto: “Non vuoi votare? E allora perchè sei qui?

Questa mattina abbiamo fatto un vertice; in esclusiva ed anteprima nazionale vi mostro le schede che vi troverete davanti domenica e lunedì prossimo. Intanto, stralci di conversazione tra noi, nelle stanze dei bottoni:

Amato: Impossibile cambiare ora!!!
Bossi: Imbracceremo i fucili!!! Col cazzo duro in mano!!! [coff coff... scatarr scatarr...]
Di Pietro: I simboli sono messi alla rinfusa, uno accanto all’altro, e che c’azzecca?!?
Berlusconi: [salacadula megicabula bibbidibobbidibù, lalalalalalalalalalalà, bibbidibobbidibù] i simboli sono rappresentati in una strisciata continuativa, senza distinzione tra partiti che corrono da soli e quelli apparentati e credo che una persona, specialmente se anziana, nell’angustia della cabina e con la consapevolezza che si sta compiendo un gesto importante, può avere difficoltà ad individuare il simbolo e a fare una croce che stia soltanto su quello [*]
Joshuavox: Ho io la soluzione! Egregi, la ristampa non è necessaria.

Ecco la vecchia ed obsoleta versione; orrore orrore! Che confusione! Non si capisce nulla!
schedavecchia

Ed ecco la nuova versione. Ooohhh, molto più chiaro, e finalmente i simboli sono in verticale!
schedanuova
Problema risolto!
(jingle di felicità, soddisfazione e positività)

[*] “l’angustia della cabina” e la vecchiazza tremante che traccia la X consapevole del gesto importante entrano di diritto nella cazz-parade del nano malefico

Ieri sera, al Guinness dei Primati (dove per primati si intendono loro), tante cose belle:
-la donna con le unghie più lunghe del mondo (che mia mamma, oxfordianicamente ha esclamato “pensa quando si deve lavare il culo, che casino…”);
-un tipo che è stato in apnea statica per 16 minuti;
-il nano più nano del mondo e il gigante più gigante del mondo (roba che Studio Aperto ci campa per mesi e mesi);
-l’uomo più elastico al mondo, prendeva la pelle del collo, la tirava su su su e la appoggiava sul naso coprendosi metà faccia;
-una tipa che ARROTOLAVA PADELLE.

Già qui uno dice ok, secondo me ce n’è abbastanza per riaprire i manicomi (o comunque fondare un circo delle stranezze e schifezze del mondo).
No, non basta.
Arriva uno che fa il giocoliere, con tre motoseghe accese.
Che io se ci provo con tre mandarini, uno finisce in bagno, uno in camera e uno fuori dalla finestra…

Per la cronaca non è riuscito nella prova, ma è stato mezzo minuto a lanciare e riprendere questi tre affari.
626 alla Barbara D’Urso way.
(c’è anche la rima, si nota?)