…e credo di essere anormale, ebbene non lo so
Come al solito io arrivo tardi, e faccio un progetto per l’università nel quale ho bisogno di Windows XP.
Mi imbarco quindi in VMware player.
Pesante, macchinoso, problematico (se non inutilizzabile) non appena arriva una nuova versione del kernel Linux.
Ieri sera apt-getto installo VirtualBox OSE.
Open source, leggero, facile da usare.
E, omaigod, permette di fare queste cose zozze qua:

[click per ingrandire]
cioè aprire in modo naturale, veloce e trasparente, programmi e finestre del sistema host e guest contemporaneamente.
Godimento.
Accidenti volevo mettere la foto di quest’estate in cui siamo oggettivamente ed insindacabilmente bellissimi; se qualcuno mi regala uno scanner…
Comunque rimedio con questa che è repertoriale, diciamo aprile dell’anno scorso.

Due anni, uh uh, qui la cosa si fa seria; dovrò cominciare a dire in giro che stiamo insieme…?
Bacio e quant’altro, tu sai cosa ![]()
Già in giro per la rete si vedono simpatici “mockup” di simboli elettorali impastati fra loro, e devo dire che alcuni sono veramente gustosi.
Ciò che più dovrebbe far ridere, però, sono i simboli veri e propri.
Quelli ufficiali, quelli che della gente s’è presa la briga (e non ci aveva anche uno stracazzo da fare, aggiungo io) di andare a registrare al Ministero degli Interni.
Ne sono stati presentati 177, e accettati 30 di meno.
Qui potete trovare la pagina ufficiale, dove è possibile prendere visione dell’accozzaglia di roba presentata.
In particolare questo è il pdf in cui sono presenti tutti i simboli.
E secondo voi, chi sono io, per starmente zitto, il figlio della serva? Ma manco per sogno.
Quindi vi estrapolo or ora debestof.
Buon divertimento.

Cominciamo bene, qui già per capire qualcosa ci vuole il dizionario. Voto 10 al simbolo, io avrei messo anche una Gioconda, così, veniva più stiloso.

Non potevano essere più semplici.

Probabilmente un simbolo che verrà presentato all’estero; non sarebbe nulla di speciale se non fosse per quelle scritte “che io il ratzinghese non lo so” che mi fanno molto ridere.

Più sette sataniche per tutti. Dico io, non si può neanche sgozzare qualche vittima sacrificale in pace. Eccheccazzo. More.

Piada e parsòt, figa par tòt

La zattera cosa mi rappresenta? E poi perchè, anche qui, non “figa gratis nella pausa pranzo?” S’accontentano del pane.

Questo dev’essere il partito di Iva Zanicchi o una cosa del genere.

Questo invece è stile Ferrara; perchè scrivere un programma? Noi vogliamo fare una cosa. Quella è, tutto il resto è noia.

E crepi il qualunquismo!

???

Certo certo, come no.

Yankee go home?!? No amnistia? T.F.R. libero?
Photoshop non andrebbe usato sotto effetto di stupefacenti, consiglio spassionato.

Non capisco.

Per via di guardare avanti ogni tanto no eh?

Che carini, con la stella alpina (o almeno sembra)

Questo deve essere il secondo dei tre cittadini che abitano in Sud Tirolo. Il terzo simbolo lo vedremo tra poco.

Ma una non basta?

Io avrei messo “Liberi nella libertà libertaria e liberale in un modo libero dalle libertà libertariamente liberali”.

Bellissimo. Mi piace questo “unico movimento d’avanguardia in Italia”, come recita il sito.
Più palline in Piazza di Spagna per tutti.
Free cacca out of the window (vedi merda d’artista inscatolata o cose simili; avanguardia, certo, certo).

Conduce Antonella Clerici, sabato sera, Rai 1.

Valori, va bene.
Futuro, va bene.
Ma non con Emanuele Filiberto.

Si vota via twitter?

Bah.

Il simbolo fa molto Alba and Gigi D’Ag in da house.
Reset Party, special guest Claudio Coccoluto.
Alla consolle: Tommy Vee from GF.
Su le mani!

Minimalista.
O per meglio dire inutile.

Michelin?

Eccolo là, il terzo cittadino del Sud Tirolo. Oh, andassero d’accordo quei tre lì…

Uè uè! Pizza pizza marescià!
Peppe40! E’ arrivato l’arrotino!
Si riparano: coltelli, rasoi, affettatrici!
Peppe consiglia: 24, 77 e 82 su Bari, Napoli e tutte, ambo e terno.

E ti pareva che non mancava la lista no monnezza?
E giustamente, siccome anche i topi abbondano, scriviamoci pure “animalisti”.

Io, fossi il Dr. Cirillo, un po’ di vergogna a mettere il naso fuori di casa ce l’avrei.

Il partito di Oronzo Canà, molto probabilmente.

Boia deh, deficiente che non sei altro, girati dall’altra parte che si rema tutti di là!

Ma… ma… ma…

Che è un po’ quello che viene voglia di fare vedendo questo macello di roba.
Questa mattina lezione in aula B/1.
Perplesso, entro in aula B.
io: scusa, che lezione c’è qui?
tipo: gestione della qualità [di un qualcosa che non ricordo]
Vado verso l’aula 1, con un vago presentimento in testa.
io: scusate, qui c’è il corso di…
tipi: siamo di ingegneria ambientale [uh, ho beccato i pecorari scanii]
Vado in bidelleria con una faccia da matricola non consenziente.
io: ma… l’aula B/1… dov’è?
bidella: di là, ai cubi [altro edificio]
Era da troppo tempo che non mi svegliavo alle 7 di mattina.
Iersera ho visto per la seconda volta al Fuori Orario i cloni degli U2, gli Achtung Babies.
Applausi, bravi.
Impressionevolmente uguali, dal punto di vista sonoro. Anche la voce del BonoTaroccoVox è decisamente potente e simile a quella dell’originale.
Certo, ascoltarli ad occhi chiusi è un consiglio spassionato che dò a tutti.
Perchè il concerto si presenta come un crescendo di autoincensamento francamente inutile, come se loro fossero gli originali. No, non lo siete ![]()
Tralasciamo che si vestono/conciano/muovono/comportano in modo praticamente identico; ma nel farlo hanno questo atteggiamento da semidei che a lungo andare sfrangia un pochino. Poi, come ogni cover band che si rispetti, ricalcano la band originale così come si presenta nell’ultimo periodo della loro carriera. Che nel loro caso significa Elevation e Vertigo Tour.
Insomma, Edge con la scuffiotta in testa, Bono di nome ma non di fatto, Adam bionico, Larry “Ivan Drago”. Naaa, mai piaciuti.
Note positive:
-Hanno fatto solo tre canzoni da How to Dismantle an Atomic Bomb, dio inesistente sia tu lodato.
-Vi amo tanto, avete suonato Please daddio.
-With or Without You con il verso nascosto finale, bravi bravi.
Note negative:
-Sunday Bloody Sunday è una canzone incazzata, non triste. Quindi va fatta a quattro, non solamente TaroccoEdge con schitarrella al seguito.
-Finale scontato che poteva regalare sorprese. Praticamente parte Vertigo, folla in delirio, un dos tres catorcio, e quando sta per finire mixano tre-quattro altri pezzi, tra i quali Zoo Station. Ecco, presente cacca e Nutella? E poi non mi puoi cantare Zoo Station con la base di Vertigo, no, sacrilegio. Non ci siamo.
-Escono dal palco con il sottofondo di “40″ mandata come base ai loro inchini e ammiccamenti al pubblico. Ma ‘ndo vai. Ma sme, ma sme.
Ecco questo non mi piace delle cover band, questo essere tutto loro, quando in realtà niente hanno inventato (anzi, più copiano, a livello musicale, e più sono bravi; non c’è interpretazione in quello che fanno) e il successo è in parte del gruppo che coverizzano.
Poi se parliamo degli Achtung Babies e cerchiamo un po’ per internet troviamo storie di simil-mafia, della serie aumma aumma, questo locale è mio e ci suono solo io (insomma, trame secentesche tra cover band più o meno famose).
E comunque, BonoTaroccoVox, non hai fatto Bad, e questo equivale a un affronto personale verso di me.
[*] Praticamente sarebbe e il titolo di una canzone (Into the Heart, 1980) e il modo di riferirsi al fatto di essere riusciti ad entrare nel cuore durante l’Elevation Tour, che io a Torino nel 2001 ci stavo pure per andare.

(questo qui sopra, che per entrarci dovevi andare lì una settimana prima o avere il culo di vincere i biglietti Cornetto Algida)



