…e credo di essere anormale, ebbene non lo so

ma… che dite, lo segnalo il bug? ![]()
Questa mattina sono tornato dal medico per la seconda volta in una settimana, diciamo per sbrigare alcune faccende veloci, tipo consegnare risposte specialistiche. Niente visite, niente problemi, i classici cinque minuti per inserire a computer la situazione clinica.
Cose per le quali avrei potuto chiedere di scavalcare la fila infinita (già alle 8:30 del mattino, per dire eh) e invece io che non sono un giovine d’oggi, ho atteso (im)pazientemente il mio turno.
Mannaggia la pupazza quando m’è venuto in mente di rispettare la coda.
Intanto s’è creato un ambiente altamente soffocante, fate conto che sembrava di essere su un autobus all’ora di punta, mancavano solo i classici manicotti “attaccati al tram” penzolanti dal soffitto.
Vi lascio immaginare questi ottantenni scatarrosi e malaticci… avrei preferito di gran lunga ascelle puzzone. Va beh, mi dico, un buon modo per tenere allenato il mio sistema immunitario.
L’incazzatura giunge però quando in circa una decina (e non sto scherzando) chiedono di poter passare avanti, uno perchè ha da ritirare la ricetta, uno perchè ha la risposta, uno perchè ha la domanda, e io come un pirla a star lì due ore. Ovvio.
E poi ci sono quelli che fanno finta di essere incazzati per il tempo che stanno perdendo, che in genere se ne escono con la frase ah ma io comunque faccio presto.
Dadadadaaaan.
Non l’avessero mai detto, ‘tacci loro, venti minuti di visita.
Arriva anche l’informatrice scientifica sul farmaco, anche detta qui da noi la scassapalle (traduco per chi non capisse: la scassapalle).
Anche lei, certo, ha bisogno di cinque minuti, ma se sapesse di quanto avrei bisogno io di uscire da quella stanza…
Tra una cosa e l’altra ho perso il mio buon umore nell’ascoltarmi le storielle dei vecchiazzi pensionati e/o morenti.
Tradendo la mia generale buona educazione mi sono stufato di salutare tutti con ‘ngiorno e mi sono messo a mormorare tra le labbra cose tipo film porno o buonporco o contorno puntando sull’assonanza delle parole.
Aggiungiamo il fatto che fuori ci sono i pinguini che passeggiano in mezzo alla nebbia e comprendiamo quindi che mattinata di merda m’è toccato sopportarmi.
Mi sento troppo massaia e ciò non va per nulla bene.

[nella foto: la fila di stamattina; io sono quello là in fondo]
Come faccio a sopportare la chiusura di Decameron? Penso a Giuliano Ferrara in una vasca da bagno, con Berlusconi e Dell’Utri che gli pisciano addosso, Previti che gli caga in bocca e la Santanchè in completo sadomaso che li frusta.
[via danieleluttazzi.it]
Mamma mia che cattivo gusto, non c’è più religione; corro subito a sciacquarmi la bocca con un po’ di Amici di Uomini e Donne di Posta per te a Cogne nell’Isola del Grande Fratello dentro un pacco di Affari Tuoi a Rivombrosa.
(dal dialetto parmigiano péés: pesante, che grava)
Ok, mi son fatto un giro su MySpace, sapete quando leggete il blog di uno, che vi rimanda al blog dell’altro, che vi rimanda al blog dell’altro ancora… ecco, io l’ho fatto con MySpace e ne son venute fuori delle belle.
Intanto i MySpace si dividono in 3 tipologie:
La prima è quella normale, e fanno parte di questa categoria (un attimo che calcolo…) zero spazi.
La seconda è quella degli adulescens in depre acuta, quelli/e che si fotografano rigorosamente dall’alto con poca luce e tanto trucco. Di solito lo sfondo è o nero o rosa, non esistono mezze misure; più sotto qualche dimostrazione.
La terza è quella dei metalloni. Questi si riconoscono dal fatto che, dopo qualche ora di CPU al 100% e browser in ginocchio con conseguente sistema bloccato, parte un muro di schitarrate inascoltabili con bitrate inferiore ai 64 kbps; e per chi non è del mestiere fate conto che il mio citofono ha una qualità audio nettamente migliore. Urla disumane e rumori impastati squarciano le casse, mentre anche gli ultimi gigabyte di sfondo vengono lentamente caricati.
Ho visto un MySpace metallone con una specie di sfondo gif, o comunque “qualcosa” che continuava a cadere dall’alto, tipo morte o devastazione, a scelta. Sistema inutilizzabile, ma ne è valsa la pena.
Ora lungi da me avercela coi metalloni, solamente mi piace la tipologia “myspaciana”.
Oltretutto su molti speis mi compare un messaggio oscuro e indecifrabile del tipo

(classico)

(adulescens un po’ depre)

(adulescens alle prese col mestruo, se donna; gay, se uomo)

(metallone morte e devastazione)
Niente di più sbagliato, visto che JavaScript e Flash Player sono correttamente installati e funzionanti:


Come infatti si può vedere qui sopra, il problema è Shockwave Player (e non Flash Player, sono due cose diverse), che è rilasciato pure per la mia lavatrice in versione 10, ma non per Linux.
Peccato, tutto un mondo precluso ai miei occhi.
Sto proprio soffrendo.
Ancora.
Ora non più ![]()

Nella foto: Sinistro Occhio, il mio fidato amico di tante congiuntiviti, che tra un’ora ha appuntamento dal medico.
See you soon!
Wow che battuta ![]()
Sono
finalmente
riuscito
a
capire
come
separare
fra
loro
i
paragrafi.
No, siccome il css di questo template è probabilmente stato scritto sotto effetto di stupefacenti, non è possibile fare un bel CRLF [*] (Carriage Return - Line Feed, il classico vai a capo, ripetuto due volte… in realtà solo il line feed non funziona).
Beh ho rimediato inserendo in ascii il simbolo di line feed e finalmente ora posso separare i paragrafi!
Esatto avete proprio capito bene!
Ecco, e ora un minuto di silenzio per l’utilità di questo post, mh.
[*] Ve ne sarete pure accorti, che non ho mai lasciato una riga vuota tra paragrafi, almeno da quando ho questo template su Wordpress, no?
Ecco, mica ho i pensieri così veloci da non lasciare spazi tra loro, tutt’altro! ![]()



