..e credo di essere anormale, ebbene non lo so

Contrariamente a quanto dissi qui non sono ahimè stato al mare; i programmi sono leggermente cambiati, e probabilmente mi (ci) aspettano 4 giorni a Sestri Levante, patria del vecchiume e dei negozi chiusi alle 23:00, ma luogo che fin da piccolo mi ha sempre affascinato e in fin dei conti tutt’ora lo apprezzo, anche solo per la bellezza della sua natura (date un occhio solamente all’header del sito comunale).
Partenza prevista, ahimè n’altra volta, giovedì 16 agosto.
Passo e chiudo, torno nel mio letargo lavorativo.

Poi faccio retromarcia fino a quando i tuoi pensieri non saranno distribuiti su 3 metri d’asfalto.
Perchè va bene tutto, pedoni e ciclisti sicuramente inquinano meno di auto, e le nostre città sono già troppo caotiche. Quindi ben venga l’ecologia.
Ben venga una sega fatta in fretta!
Parma ha gigametri di piste ciclabili e pedonali; ha pure la famosa attrazione invidiata da Mirabilandia, l’ottovolante situato sopra alla Via Emilia in zona ex-Salamini costato gigaeuro; peccato non avere una foto… Google non mi sei d’aiuto.
Beh, comunque: il succo è che dovete morire.
Sì perchè non puoi passarmi a destra, a sinistra, sopra e sotto l’auto lungo una strada centrale e trafficata quando a fianco hai una pista ciclabile larga come una mezza carreggiata.
Non puoi, e dico NON PUOI, ehi tu mi hai capito? Mi hai rotto le balle! Non puoi passare sulle strisce PER PEDONI con la tua Graziella senza scendere… grazie graziella e grazie al cazzo che poi t’investono; fanno solo che bene.
Hai la pista? Usala!
Ma l’apoteosi è stata un mese fa.
Andavo “per la mia”, in una strada a senso unico, e si avvicinano le strisce PER PEDONI; a destra una donna in sella alla bici e parlante al cellulare sta per attraversare; a sinistra una donna in sella alla bici e parlante al cellulare sta per attraversare. Io mi fermo, già pregusto, già sento che starò meglio, già godo internamente.
La donna a destra guarda a sinistra, vede me fermo.
La donna a sinistra guarda a destra, vede me fermo.
Partono.
Al centro, lo SCHIANTO, inevitabile, esilarante, da film.
Si rialzano chiedendosi scusa a vicenda, raccattando borsette, cellulari, e biciclette.
Godo tanto e riparto.