..e credo di essere anormale, ebbene non lo so

Pietro Vignali

Ieri sull’Unità è uscito un articolo di Maurizio Chierici, che purtroppo linko da qui.
Contiene errori ortografici perchè probabilmente è stato scannerizzato tramite OCR; ne prendo alcuni stralci (e li correggo) perchè è veramente molto lungo.
Vi invito caldamente a leggere almeno le parti qui sotto, anche se non siete di Parma.
Una piccola premessa per, appunto, i non-parmigiani: Pietro Vignali, assessore del comune di Parma, è il candidato sindaco della lista Per Parma con Ubaldi; quest’ultimo è invece il sindaco uscente, al suo secondo mandato, impossibilitato a ripresentarsi per legge.
Ci terrei a farvi notare che la lista si definisce assolutamente civica, cioè non orientata a nessun partito politico. Come hanno il coraggio di dirlo non l’ho ancora capito, sinceramente.
Ecco gli stralci:

Ogni cittadino riceve una lettera insolita nelle abitudini italiane. Mentre brontola la campagna elettorale, arriva un foglio con due intestazioni parallele: simbolo del comune, simbolo della diocesi. La firmano l’assessore Vignali e monsignor Ranieri, vicario generale. Richiamando la raccomandazione di Benedetto XVI che invita al rispetto della natura, si annuncia una collaborazione tra comune e parrocchie per la raccolta delle lattine di birra e coca cola, alluminio da riciclare: il ricavato andrà in beneficenza. Rete capillare in ogni oratorio; rete preziosa quando si cercano voti.

Intanto, nei giorni del braccio di ferro Vignali-Guarnieri per la successione a Ubaldi, una febbre elettronica sconvolge la città. Non so quanti navigatori frugano il computer alla ricerca di curiosità sul candidato che sembra avere lo scettro in mano. Trovano tante cose di assoluta normalità: revisore di conti in ventisette imprese, curatore fallimentare per incarico del tribunale. Anche il passato racconta di un manager che comincia associandosi alla gestione delle discoteche e dedica attenzione al premio piano bar di Salsomaggiore. Furori giovanili che la politica ha razionalizzato.

Ecco l’elenco delle sorprese. Fotocopie dei codici fiscali: Vignali ne ha due. È possibile avere due codici? È la domanda ad un funzionario dell’agenzia delle Entrate: “Siamo matti”, voce scandalizzata. Il codice falso lo ringiovanisce di un anno. Può essere l’errore di una segretaria che copia male, sei volte, in anni diversi. Ha spedito il primo codice sbagliato proprio al tribunale che affidava a Vignali la cura di un fallimento. Non avendone ascoltato le spiegazioni, cerco formule assolutorie trasformando un falso che non appartiene alla cultura dell’uomo visto sull’altare della cattedrale, nel mascheramento veniale di un commercialista con troppi impegni. L’Ordine richiama chi accumula incarichi. Ventun impegni come revisore dei conti vogliono dire cento giorni l’anno nei consigli d’amministrazione. Lo studio deve essere strutturato con una certa robustezza altrimenti il commercialista che lo gestisce da solo non ce la fa. Nello studio di Vignali c’è solo Vignali; l’Ordine avrebbe a che ridire se ai 6 incarichi dal codice sbagliato si aggiungono i 21 del codice giusto. L’errore delle segretarie diventa provvidenziale. Resta un mistero: come fa con un mare di impegni a trovare il tempo per amministrare la città?

Altro piccolo dubbio: il nomadismo del suo codice fiscale. Cambia residenza quattro o cinque volte negli ultimi sette anni. Lo raccontano gli statuti delle aziende del quale è revisore. Si sposta, ritorna, trova altri indirizzi; l’ultimo è di poche settimane fa. La frenesia degli incroci a volte incuriosisce. Per quale bizzarria il 20 luglio 2006 sposta la residenza nel paese dove era solo domiciliato, e iscrive il domicilio nella casa di città dove al mattino figurava come contribuente?

In Vicolo Politi, stradina del centro storico, c’è lo studio di due commercialisti dei quali Vignali è o è stato socio in una piccola società. Più o meno la stessa età, generazione molto attiva: tutti impegnati a revisionare i conti di imprese domiciliate ovunque, qualche volta nella sede del Grande Costruttore in prima fila nelle opere pubbliche della città. I fili dei soci-amici che hanno ospitato nello studio un passaggio del codice fiscale vagante si intrecciano coi fili di Vignali oltre i confini della provincia. Nel 2005 la Argos srl (società che “gestisce aree di immobili strumentali alla logistica”) lascia la sede dell’ormai mitico vicolo Politi di Parma per stabilirsi nello studio legale Dla, in Cordusio, Milano. Capitale sociale modesto: 10 mila euro la cui proprietà è interamente nelle mani della Debora International domiciliata in Lussemburgo. Niente di strano: è uno dei tanti tesoretti italiani in letargo nel paradiso dei silenzi. Vignali che ne è revisore dei conti non teme i viaggi: resta al suo posto a Milano e resta in Lussemburgo. Curioso che il vicoletto Politi, quasi un buco, si trasformi nel cuore pulsante del futuro della città.
Per ennesima combinazione anche una nuova società a responsabilità limitata di nome Reigh arriva nel Vicolo delle meraviglie, stesso ufficio, soprattutto lo stesso numero di telefono col quale il futuro sindaco Vignali figura nel registro dell’Ordine dei Commercialisti. Uno dei soci contitolare dello studio - Massimiliano Vignetti - sindaco supplente dell’Argos, deve essere un’altra vittima delle segretarie distratte: anche per lui due codici fiscali, uno mal ricopiato sbagliando sempre l’età. Ringiovanito di tre anni. Terzo titolare Andrea Galvani, sindaco effettivo di molte aziende, soprattutto immobiliari, tre fanno parte delle holding Pizzarotti, costruttore impegnato nella modernizzazione di Parma [quello del ponte]. Galvani presiede anche il consiglio sindacale della Stub, società incaricata di ridisegnare la città: nuova stazione ferroviaria, sottopassi, quartieri da ricostruire. Impegno gigantesco deciso dalla giunta Ubaldi.

Questa la città dove si va a votare. La avvolge una ragnatela invisibile agli occhi degli elettori e il centro sinistra deve fare i conti con la rete di appalti, alleanze commerciali, varianti che moltiplicano il valore dei terreni; rete consolidata negli otto anni di potere comunale.

E ovviamente il diritto di replica è sacrosanto, ma quando il tipo in questione parla di “errori” generici vien da pensare che qualcosa di vero c’è.
Buon voto a tutti ;)


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2 Commenti

  • 1. peco scrive il 22nd May 2007, alle 8:29 pm :

    no comment ridicolo

  • 2. morris scrive il 23rd May 2007, alle 7:14 pm :

    la soluzione c’è…candidiamoci alle elezioni la prossima volta!!!
    tanto si candidano cani e porceddi (alias porci)

    morris

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