…e credo di essere anormale, ebbene non lo so
Capitato per caso al concerto di questo gruppo… Melodie molto leggere e fluenti, sia da parte della voce maschile che femminile. Ritmi decisi e sicuri, semplicità nei suoni. Boh, mi son piaciuti, non li avevo mai ascoltati. A breve mi ci dedicherò.
Ah, mi sono innamorato di un’altra donna; quella che vedete qui sopra. Mi verrebbe da dire… Boosta al femminile (Boosta, per chi non lo sapesse, tastierista dei Subsonica); le mancavano solo le molle sotto le tastiere. Fascinosa Rachele, t’ho guardata tutta sera…
Bel concerto, ottima compagnia, con le solite tre presenze rassicuranti che mi staccano i complessi d’inferiorità dalle pareti del cranio.
E tante, tante altre cose; ma tante.
Chi l’avrebbe detto che il giorno del mio compleanno avrebbe riaperto l’Onirica?
Per l’ignoranza che regna in voi, l’Onirica è (sì, finalmente E’) un circolo arci dove più o meno tutti noi parmigiani poco “in” abbiamo passato i nostri venerdì e sabati sera.
E ho ritrovato questo capannone stretto e lungo con la bandiera della pace appesa in fondo; con una gru sopra il bar che recita “Officine Schwartz” che starei ore a fissarla perchè mi evoca bei ricordi; con quel dj-frigorifero che è Aldone; con la Guinness alla spina, oh dico, Guinness alla spina in una discoteca; con quel palco minuto che quattro persone ci stanno sì e no; con quel bagno unisex che è il posto più illuminato del locale; con quelle poltrone verdi bruttissime stile cinema anni ‘70; con quel parcheggio davanti nel quale un milione di volte abbiamo aspettato amici ritardatari o fatto corse allucinanti per il freddo. Questo è l’Onirica. Ah, ingresso gratuito signori; consumazione facoltativa signori. Questo è l’Onirica.
Due bei regalini:

Che così sembrerebbe un semplicissimo mouse, ma…
Guardate QUI (tasto rosso, “more images”); 7 colori che cambiano in dissolvenza; è troppo mio.
E per rimanere in tema con questa sera:
Non manca che il logo dell’Onirica, ecco qui.
Notare in alto a sinistra “Il Fra si è rovesciato la birra addosso!”
Stendiamo un velo pietoso, e soprattutto evitiamo di raccontare simili episodi in giro…
E ora… Manuel, arriviamo.
No, mi viene un attimo un dubbio, quindi faccio una breve considerazione apolitica. Ma chi ha votato Berlusconi si vergogna a dirlo? Perchè non ho ancora trovato una persona che abbia detto “sì, l’ho votato”.
Vi prego, cominciate ad alzare le mani, davvero.
Ah ricordo una cosa: i commenti politici non saranno graditi, ma comunque tollerati; l’invito è comunque di farne un uso di tipo rettale. I commenti a-politici sono invece come sempre graditissimi.
Potrebbe anche cadere una goccia nel mare, ma non cambierebbe molto; non provocherebbe onde. Ce ne sarebbe una piccola piccola, ma sarebbe uccisa da tutte le altre. Nel momento in cui l’onda provocata dalla goccia arrivasse su una spiaggia, l’impatto non sarebbe visibile.
Matematico.
Ora, accantonando queste idee un po’ malate, ditemi voi come cazzo si fa a dormire stanotte; come si fa a mandare via certi pensieri. Sono tarato male lo so, il masochismo me lo bevo a colazione, fanculo ai ragazzi stupidi e ai giocattoli rotti (boy, stupid boy… toy, broken toy… per il resto c’è Google, arrangiatevi).
Se non ti respiro entro 24 ore dò di matto.
Quando non sai cosa fare… quando non sai come fare, prendi un foglio di carta. Scrivi; scrivi fino a quando non ti fanno male i nervi del polso. Scrivi di me, di quello che ti ho lasciato, del nostro sapore, del nostro odore.
Ero troppo abituato a farmi sparare al cuore; guardate, li vedete tutti quei buchi?
Scrivi di me, di quei buchi che mi stai curando, in un modo che credevo esulasse da ciò che è umano.
Gli spacciatori di buonumore dicono “eh bravo, fai bene”. Lo so. Stai sfondando una porta aperta; averla aperta prima…
Vieni qui. Sssshhh. Vieni qui piccola mia.











