…e credo di essere anormale, ebbene non lo so

FRAinteso, ecco il mio nick giusto…
Forse sogno troppo, e il mio troppo sognare cozza con i pensieri degli altri, duri, durissimi a volte.
No ma forse sono io, anzi sicuramente è così. Sono fatto male, questo senza dubbio, non ho mai pensato il contrario.
E’ che un po’ mi dispiace di essere così. Seriamente, mi dispiace, non so cosa farci, non so come migliorarmi con le mie stesse mani. Non ne sono capace. Con queste mani non ho mai combinato niente di niente.
Tieni duro, manda giù, sorridi alla vita.
(Fai finta, almeno.)

Ricordo una frase, che ho letto su un vecchio blog ormai defunto, scritta in uno stile particolare, come se le lettere fossero tesserine ritagliate e affiancate. Un po’ tremolanti, tutte un po’ storte, precarie. Quella frase mi sta tormentando da un’ora.
Sì, vivere così, lo è.

Questo non è tutto merito mio.
Voglio dire, non è tutta farina del mio sacco ok? Buona parte, ecco buona parte non è mia.
Ma questo lo so solo io ed eventualmente l’altro sacco pieno di farina.

Colonna sonora della serata: R.E.M.
E se non si era capito, stavo cercando risposte dal “grande aldilà”.

Eccoci qua a documentare la serata di sabato al Tempo…
Questa foto è degna di nota soprattutto per la faccia del Marto-statua in preda a crisi mistica (forse stava guardando la schiuma scendere dal soffitto della discoteca, mah). Da sinistra appunto, il Marto, io, Gloria.

Qui sotto Gloria e Fabio. Foto scattata da lui dopo che il sottoscritto per due volte non è riuscito a capire qual era il tasto giusto -_-’


Siamo tutti molto belli non trovate?

Ma una discoteca decente non dico in provincia di Parma, non dico in provincia di Reggio, dico in Emilia Romagna. C’è?
Comunque gente, han fiutato l’affare… al Tempo Rock partono dai 12 anni, tappette figlie di Avril Lavigne e padre ignoto (probabilmente uno dei Blue) fino ad arrivare ai 22 (non di più) con borchie, lacci e pelle nera a ballare La Bamba e Surfin’USA in pista centrale. Trovo molto più interessanti i technoidi tiratissimi con maglioncini e cappelli rosa.
Sarà scaduta? Sarà che tutta quella schiuma faceva un po’ troppo Ibiza e un po’ poco Tempo Rock? Sarà che non c’ero mai stato e mi aspettavo chissà cosa?
So solo che ci tornerò a novembre per un concerto che non riesco proprio ad immaginare lì dentro, ma forse quella sera il target sarà un po’ più “uniforme” e da un certo punto di vista coerente/decente.
Sì, sono insofferente, perchè?
Oggi niente barzelletta.
(ps: al Transilvania se fumavi dentro 1) non ti dicevano niente e 2) c’erano le candele sui tavoli e si faceva a meno dell’accendino)
Uff… ho voglia di bere, tanto e pesante…

So che dovrei scrivere un po’ più spesso, magari anche un po’ più serenamente; mi chiedo che idea si possa fare una qualunque persona che leggesse questo blog se non mi conoscesse. Già quelli che mi conoscono… non so che idea si fanno, figuriamoci gli altri.
Ma stasera avevo un po’ voglia di scrivere, anche se forse mi è già passata; mi sono alzato da tavola con un “io riprendo a studiare”, e le mie dita fremevano, ma arrivato davanti alla tastiera è passato tutto.
No beh, non è passato, è ancora qui (tra un orecchio e l’altro), ma è sempre un po’ difficile riversarlo su un foglio immaginario.
Il mio ultimo post mi ha fatto guadagnare gli aggettivi di “geniale” e “malinconico”. Me li sono presi entrambi con soddisfazione. E leggendo altri post, ben più inutili, mi viene in mente la tipica frase “è intelligente ma non si applica”, come dire… ho le potenzialità da blogger ma non le sfrutto pienamente.
Mah… in realtà ora non ho più nulla da dire, nulla che sia particolarmente “geniale” o particolarmente “malinconico”. Potrei dire che adesso non so cosa fare; non so se starmene qui a cazzeggiare appoggiandomi sulla tastiera con i gomiti e premendo invio per vedere quali sorprese mi riserva il browser, oppure se collassare davanti alla tv, ormai mia acerrima nemica. Non so se ascoltarmi un buon cd o vedermi un film che sicuramente non finirei di vedere; oppure sfogliarmi il giornale di oggi, oppure prendere carta e penna e scarabocchiare, oppure girare per casa gongolandomi di questo clima un po’ autunnale, oppure andare a bere un bicchiere d’acqua, solo per far passare una ventina di secondi. Tanto lo so, che se vado a letto adesso sto due ore secche senza dormire; a che pro quindi?
Se volete vi racconto una barzelletta… ma è brutta, e non fa tanto ridere, ed è vecchia. Ve la racconto lo stesso. Allora c’è una ragazza che sta attraversando a piedi un passaggio a livello. La ragazza in questione è molto “intraprendente”, nel senso che indossa una gonna ma non porta le mutandine. Ad un tratto si accorge che sta sopraggiungendo il treno, è vicinissimo, ma forse ce la può ancora fare. Con un balzo felino si butta dall’altra parte rotolando più e più volte sull’erba e mostrando quindi le proprie grazie. Poi si rialza, ma mentre cerca di ricomporsi un po’ nota che un uomo aveva assistito alla scena dall’inizio alla fine. Con fare deciso si rivolge a lui e: “Ha visto che agilità?” E il signore: “Mah, guardi, per vederla l’ho vista bene, ma dalle mie parti la chiamo con un altro nome…”
Eh lo so, scusate…
Bah, ora per penitenza cercherò di contarmi le righe che ho sulla maglietta. E sono tante, credetemi.

Stasera è una di quelle sere nelle quali prenderei il telefono, farei un numero a caso, e chiederei “scusi, io NON ho sbagliato numero; farebbe due chiacchiere con me?”

Un piccolo riassunto di ieri sera a flash mentali; come al solito prendete tutto con il beneficio del dubbio, e a vostra personale interpretazione.

Ciao.
sei sempre bella sai?
Allora?
beh beh più tardi
Dopo.
dammi la mano
Piove.
sì ma poi smette
Vino, ok, non mi piace. Bevo. Salute.
su, porta sfortuna, bevi!
Ai single.
come me
Ai single.
come te
Cin cin.
sorridi
Andiamo?
vorrei tu sia sempre così
Chilometri.
mi sento un uomo, adesso
Piove.
saranno le mie lacrime
Bagno? Posto? Dove? Lì.
saresti mia, saresti mia
Him - Join Me In Death (”this life ain’t worth living”)
saresti mia, abbracciata a me
Ti vedo pensieroso.
lo sono, penso a te
Sigaretta?
prendi tempo. paura
Dopo.
mi guardo intorno
Piove.
adesso torno dentro
Vento anche.
sigaretta bagnata
Liquirizia davanti a me.
sapevo l’avresti preso
Labello rosa. Penso.
grande, grandissima illusione
Parlo con gli occhi.
finito tutto; ancora
Piove.
e piango
Sigaretta.
ma la pioggia è acqua
Un’altra.
come le lacrime
Vento, come prima.
voglio il mio letto
Qui piove meno; siamo riparati.
voglio i miei affetti
Freddo; non atmosferico.
il gelo del mio non-cuore
Frasi di circostanza.
a un passo dal nulla
Mani fredde, cuore caldo.
cuore morto
Dieci minuti sono POCHI.
tutto per cosa?
Fine.
male
Corsa.
male bagnato
Chilometri.
male lungo e bagnato
Silenzio.
il mio; ho paura
Notte.
non respiro

Se dico”stupido” con la testa rivolta verso il cielo, e sta piovendo, è inevitabile che l’acqua mi entri in bocca. No?
Se guardo avanti vedo un puntino minuscolo; piccolo, piccolissimo… Non capisco se ne vedo la faccia o le spalle, troppo lontano. Ok, non sono altissimo, ma neanche un tappo, magari mi sbraccio un po’; senza dare nell’occhio. Mh, sì, una parola. Ah ho capito il problema… quelle sono le spalle.
sei rimasto solo tu; tremo a pensarlo, stento a capirlo. e tu, lo capisci? sbagliato fin dall’inizio; mi faccio schifo; ma dimmi che non è così, sai che poi ci credo e sto bene. sai che sei rimasto solo tu? il resto io lo chiamo NIENTE.
Quale cazzo di faccina volete?
Questa? :)
Questa? :D
Questa? ;)
tendimi la mano, ti prego

Stamattina è arrivata la pace e mi ha stretto forte a sè.
Le cose effimere non contano un emerito cazzo; conta prendersi per mano, o guardarsi negli occhi per un nanosecondo e accennare un sorriso e “sentire”; parlare di cose stupide in situazioni stupide e parlare della vita mentre la vita scorre.
E dopo? Beh non ho voglia di pensarci, non adesso. Al dopo ci penserò dopo.

Mi aspetto un regalo da una certa persona.
Ci sentiamo tra due settimane, ho troppa voglia di scrivere ma è meglio se mi trattengo.
TU intanto stai qui e non ti muovere… accidenti non mi ricordo più quella frase… era buio pesto quando l’hai detta ma le mie orecchie l’hanno sentita molto bene; te la richiederò quando mi servirà.

Piano piano, senza fretta, ok? L’impulsività mi è nemica. Bisogna capire e poi agire di conseguenza; non siamo animali, abbiamo un cervello, vediamo di usarlo.
No dai, non sono triste, davvero. Ci devo mettere anche la faccina per dimostrarlo? :)