…e credo di essere anormale, ebbene non lo so
pensavo che
(anche ora, ma possibilmente il prima possibile, se è possibile. Tanto per giocare con le ripetizioni)
E’ quasi l’alba; fuori ancora buio, ma sente il profumo del mattino e della terra bagnata entrare nella stanza. Avanti, indietro, avanti, indietro, ancora avanti, e poi ancora indietro. Gli occhi scavati dal male che da tempo si sta facendo; quello che dà sensazioni mai provate, euforia allo stato puro, e poi ti butta giù come niente e nessuno al mondo. “Arrendersi e confondersi”. Arrendersi alla vita, confondersi nella morte, questo vuol dire. Se qualcuno potesse lanciare una “inanimata corda di salvataggio”… cosa succederebbe? Se qualcuno potesse, lo farebbe. (lasciare andare tutto)
Ucciderlo, liberargli l’anima, e guidare lontano lontano lontano il suo cuore… per poi rompersi e scoppiare, perchè sta arrivando il giorno. L’alba non dura poi così tanto; cosa c’è “dall’altra parte”? Di certo non il giorno. Lui lo sa, e questa volta è deciso a vedere, quello che c’è. No, ancora una volta non sta dormendo, è sveglio, è completamente sveglio, la sua mente è fredda e lucida; si rammarica di questo, perchè adesso è veramente intenzionato ad andare oltre. E’ un desiderio suicida, niente altro. L’ultima volta, si dice, l’ultima volta, poi non ce ne sarà più bisogno. Fine del male, e del bene che lo precede, fine di tutto.
Non può chiedere niente; forse qualcuno gli avrebbe detto quello che lui avrebbe voluto sentirsi dire. Ma il fatto è che non può chiedere niente. Perchè adesso ci sono lui, l’alba, e un giorno che non arriverà mai. E “l’ultima volta”. Sono loro i protagonisti, nessun altro.
Si avvicina la fine; arrivano i colori, li percepisce quasi al tatto. Niente vista. Blu e nero sventolano, e un cielo livido, apocalittico. Bandiere in fiamme. Tutto ricade e si unisce negli occhi iniettati di sangue, tutto si mescola in quegli occhi che non serviranno più a niente.
Disperazione, confusione, condanna, isolamento, desolazione.
E’ il momento; guardalo lasciare andare tutto; guardalo scomparire, e spegnersi lentamente quasi senza accorgersene. Ormai nessuno può fare più niente; ha scelto di non vedere il giorno. Il giorno che è arrivato, nel frattempo, ma non per lui.
(forse qualcuno gli avrebbe detto quello che lui avrebbe voluto sentirsi dire, ma lui non può chiedere niente)
Non sto dormendo. Ma soprattutto lui, non sta dormendo.
Basta, ho finito, pensieri sparsi qua e là, un po’ tristi, ma stasera va così.
Spero che il giorno arrivi sempre, per tutti quelli a cui voglio bene; ve lo auguro di cuore. C’è sempre tempo per vedere cosa c’è dall’altra parte, lasciate che dopo l’alba arrivi il giorno. Se non potete farlo per voi, almeno fatelo per me.
E per “lui”, che il giorno non l’ha visto.
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