..e credo di essere anormale, ebbene non lo so

Scivola un po’ tutto tra le mani, gli eventi vanno troppo veloci e io non riesco a starci dietro; proprio ora che dovrei impegnarmi seriamente per farlo.
Però, se c’è una cosa che non è contemplata, adesso, per me, è scendere a compromessi. Starò male, mi consumerò dentro fino a sparire da qui, ma non scenderò a patti.
E credo che invece di mettermi ad urlare me ne starò buono a contemplare ciò che per ME è profondamente sbagliato. E’ compromesso. E’ errore, totale, non c’è altro da dire.
Se si potesse misurare il mio dispiacere per quello che sarà, perchè di fatto “sarà”, credo si andrebbe fuori scala.

Vorrei poter vivere sempre come se questa notte fosse la mia ultima notte sulla Terra.
The more you see, the less you know. Cazzo quant’è vero.

I segnali che mandano le donne sono decisamente incomprensibili.

DE - CI - SA - MEN - TE

Ho provato a pagina 777, ma niente sottotitoli; cercasi traduttore.

Mi abituo alla visione notturna delle cose; qualche secondo e tutto appare, in realtà più luminoso che di giorno.
Sono i “bastoncelli” no? Si studiano alle scuole medie, coni e bastoncelli; questi ultimi servono più che altro in condizioni di poca illuminazione, e se non ricordo male sono situati in zone periferiche della retina, come a dire “l’uomo vive di giorno, di notte dorme, noi ce ne stiamo in disparte”. Bah, per me non è così. Dei “coni” me ne faccio poco, non ho voglia di usarli. Non mi conviene usarli.

Italia 1.

Bleah.

Beh non è che ci sia poi molto da dire; magari riordino un po’ i pensieri e raccolgo tutto ciò che è successo nel giro di una settimana (in realtà mi ci è voluto un giorno per abituarmi, sono tornato ieri sera).
Cominciamo da martedì scorso, partenza con il Ghiso per Rivazzurra, ridente paesello stretto stretto fra Rimini e Riccione; è il giorno dopo ferragosto, e si vede. I tre giorni in realtà scivolano via come niente; note “notevoli” le solite tette e culi anche troppo in quantità, cose che alla lunga stancano (se ho voglia di tette e culi vado su “chiapone.org”, o mi compro un giornaletto porno, ma vederle girare per la strada e così in quantità mi dà sinceramente fastidio). Bene, ho comunque notato che la troiaggine è inversamente proporzionale al buon gusto e soprattutto all’intelligenza; luogo comune? No, è così, e non si discute. Almeno, non sul mio blog. Altra nota, la serata alla Baia Imperiale, tappa fin troppo scontata ma doverosa. Tutto molto bello, per un gabber. Ma la minuscola saletta rock isolata al di là dei cessi, nella stanza intitolata “thermae imperialis”, è rimasta snobbata dai più, e fino alle quattro circa c’erano giusto una decina di persone ad ascoltare ottima merda scelta appositamente da un dj finto-sfattanza probabilmente non troppo gabber per animare una sala gabber.
Gli altri due giorni passano tra sole in quantità e qualche nuvola, molte nuotate al largo (mi piace nuotare solo, ci sono solo io e l’acqua, il caos della spiaggia lo vedi con gli occhi ma non lo senti con le orecchie, sensazione stupenda) e un velo bruno rossastro giusto sulle braccia.
Torno venerdì mattina, riparto sabato mattina, ospite di mia sorella sempre in terra romagnola. Quattro giorni in cui ho potuto veramente rilassarmi come non facevo da tempo; dvd in quantità, un pc riparato da me (anch’io ogni tanto so usarli), palloni da calcio + quattro cani e tre gatti. Puntatina a Mirabilandia dove ho scoperto di non avere limiti fisici (il McDonald mi ha fatto un baffo) e poi di nuovo su un treno che mi riporta qui. Un viaggio di ritorno abbastanza sonnacchioso se non fosse per la coppia di toscani seduta di fronte a me, la quale mi ha regalato una perla che difficilmente dimenticherò. Alla stazione di Bologna infatti i due dovevano cambiare per Firenze, e la “lei” si rivolge al “lui”, con una bottiglietta di plastica in mano, esordendo con “amore ubicami la bottiglia da qualche parte…” Interessante.
La pausa di venerdì era necessaria per l’infame lavoro settimanale, anche se in realtà poi… beh è andata a finire che mi sono “aggrappato al presente con tutte le mie forze”. Questa la capiranno in pochi ma è giusto così. Infatti se penso a questo venerdì che sta per arrivare… uff, credo che non passerà più. Meno male che è l’ultimo.

E da oggi, il mio nuovo sfondo del desktop sarà questo; alla faccia di chi si sente nerd, questo sfondo vi batte tutti (e ahimè, solo un nerd ne può cogliere pienamente il significato)
Colonna sonora della serata: l’aria che mi circonda, perchè anche stasera respiro, e per me è comunque un bel traguardo.

FEEL my mind

FILL my mind

FREE my mind

Ieri sera ho visto il passato e il presente convivere negli stessi istanti; e sono diventato un estraneo, una terza persona che guardava da fuori il passato (il mio passato) e il presente (il mio presente).
E un disagio profondissimo mi ha segnato; non riuscivo a riconoscermi, non ero più io, nel presente. O forse non sono mai stato io nel passato, e “io” lo sono diventato in troppo tempo. Quest’ultima è la soluzione più quotata.
Capito un cazzo eh?
Perchè tutto deve finire in niente? Tutto —> niente. Ok, andato via tutto quello che c’era, e va bene. Ma se dovesse succedere un’altra volta, adesso… no dico, pensateci un attimo… ma io cosa ci starei a fare qui? Già siamo in troppi su questa Terra, direi che mi verrebbe voglia di togliere il disturbo.

La verità è che adesso mi aggrappo al presente con tutte le mie forze.
Ma tutto finisce in niente. Aiuto.

Mi sembra quasi che

Every street I ever walked
Every home I ever had
Is lost

Every flower I ever held
Every spring I ever had
Has died

Every man I ever knew
Every woman I ever had
Is gone

Everything I ever touched
Everything I ever had
Has died

(Covenant - Like Tears In Rain)

(LA

VERITA’

E’

CHE

ADESSO

MI

AGGRAPPO

AL

PRESENTE

CON

TUTTE

LE

MIE

FORZE)

(anche ora, ma possibilmente il prima possibile, se è possibile. Tanto per giocare con le ripetizioni)

E’ quasi l’alba; fuori ancora buio, ma sente il profumo del mattino e della terra bagnata entrare nella stanza. Avanti, indietro, avanti, indietro, ancora avanti, e poi ancora indietro. Gli occhi scavati dal male che da tempo si sta facendo; quello che dà sensazioni mai provate, euforia allo stato puro, e poi ti butta giù come niente e nessuno al mondo. “Arrendersi e confondersi”. Arrendersi alla vita, confondersi nella morte, questo vuol dire. Se qualcuno potesse lanciare una “inanimata corda di salvataggio”… cosa succederebbe? Se qualcuno potesse, lo farebbe. (lasciare andare tutto)
Ucciderlo, liberargli l’anima, e guidare lontano lontano lontano il suo cuore… per poi rompersi e scoppiare, perchè sta arrivando il giorno. L’alba non dura poi così tanto; cosa c’è “dall’altra parte”? Di certo non il giorno. Lui lo sa, e questa volta è deciso a vedere, quello che c’è. No, ancora una volta non sta dormendo, è sveglio, è completamente sveglio, la sua mente è fredda e lucida; si rammarica di questo, perchè adesso è veramente intenzionato ad andare oltre. E’ un desiderio suicida, niente altro. L’ultima volta, si dice, l’ultima volta, poi non ce ne sarà più bisogno. Fine del male, e del bene che lo precede, fine di tutto.
Non può chiedere niente; forse qualcuno gli avrebbe detto quello che lui avrebbe voluto sentirsi dire. Ma il fatto è che non può chiedere niente. Perchè adesso ci sono lui, l’alba, e un giorno che non arriverà mai. E “l’ultima volta”. Sono loro i protagonisti, nessun altro.
Si avvicina la fine; arrivano i colori, li percepisce quasi al tatto. Niente vista. Blu e nero sventolano, e un cielo livido, apocalittico. Bandiere in fiamme. Tutto ricade e si unisce negli occhi iniettati di sangue, tutto si mescola in quegli occhi che non serviranno più a niente.
Disperazione, confusione, condanna, isolamento, desolazione.
E’ il momento; guardalo lasciare andare tutto; guardalo scomparire, e spegnersi lentamente quasi senza accorgersene. Ormai nessuno può fare più niente; ha scelto di non vedere il giorno. Il giorno che è arrivato, nel frattempo, ma non per lui.
(forse qualcuno gli avrebbe detto quello che lui avrebbe voluto sentirsi dire, ma lui non può chiedere niente)
Non sto dormendo. Ma soprattutto lui, non sta dormendo.

Basta, ho finito, pensieri sparsi qua e là, un po’ tristi, ma stasera va così.
Spero che il giorno arrivi sempre, per tutti quelli a cui voglio bene; ve lo auguro di cuore. C’è sempre tempo per vedere cosa c’è dall’altra parte, lasciate che dopo l’alba arrivi il giorno. Se non potete farlo per voi, almeno fatelo per me.
E per “lui”, che il giorno non l’ha visto.

Che poi, si fa presto a dire stelle cadenti…
Stelle cadenti una sega, se ne vedessi una sono sicuro che farebbe marcia indietro; solo per il gusto di non farmi esprimere un desiderio.
Fanculo stelle cadenti.