…e credo di essere anormale, ebbene non lo so
Oh ma cosa c’è stasera nell’aria? C’è il male sotto forma di caldo? E più c’è caldo più ce n’è? Uhm proprio non capisco.
Ok, eccomi qui reduce da una cena da mia zia, ho mangiato tanto, più o meno tutto quello che non mi sono messo nello stomaco in una settimana di pranzi e cene da solo. Odio fare la spesa, e questo mi porta ad un quasi digiuno. Non che la cosa mi pesi. E adesso sono qui, ho invitato a casa mia due amiche: una sigaretta e una birra aperta da giorni. La prima è un’amica un po’ fugace… in 5 minuti arriva e se ne va, e mi lascia solo con l’altra. Forse non vuole reggere il moccolo, può darsi. Rimango con la seconda. Che all’inizio è molto fredda, ma poi si scalda. Ma quando si scalda non è più l’amica di prima, forse era meglio fredda. E poi se ne va anche lei, mi lasciano solo con il caldo/male, e con una notte che tarda sempre più ad arrivare.
SMS: “L’amico è colui che riesce a capirti solo ascoltando la voce dei tuoi silenzi. Mandalo a chi vuoi bene (anche a me), se te ne tornano 3 avrai una sorpresa stasera”.
Beh credo che con me ce ne sarebbe a volontà da ascoltare. Comunque, morale della storia, non ho mandato neanche un sms, e infatti di grandi sorprese non se ne vedono. Tra l’altro le mie due amiche di cui sopra, più che ascoltare i miei silenzi se ne stanno in silenzio loro. Ma io non riesco ad ascoltarle. Ecco lo sapevo, non siamo più amici.
Un po’ mi faccio pena, ma ssshhh che rimanga tra noi…
…ma non ho MAI pensato di avere un bel nome!
Accidenti, è troppo lungo! (il nome…) —> ah, l’autoironia…
Stasera pensavo che, al di là di una sorta di giustizia divina, pippa mentale di qualche miliardo di persone su questa Terra, non esista neanche una giustizia diciamo così “casuale”, derivata cioè dal caso. Il caso, ma cos’è?
E che cazzo ne so io?
Però se una cosa deve succedere, sucede e basta. E se non deve succedere, stai pure lì ad aspettare, ma non succede. Ma addirittura al di là dell’evento casuale. Che di per sè non è casuale, cioè, doveva succedere; oppure non succedere. E mica è successo (o non successo) “per caso”. Non so se seguite il filo.
Vabbè, vi lascio con una massima a sfondo nerd-religioso: Dio c’è, è Google.
Spero di dare un po’ d’aria al cervello stasera perchè ne ho proprio bisogno.
“Non so neanche se riuscirò ad essere il protagonista del mio funerale”
(cit., mia, inventata dieci minuti or sono)
Buonanotte.
Ieri sera ho visto un tipo che abita (abitava) nel mio quartiere, di un anno in più di me; ci si vedeva quando andavamo a scuola, sull’autobus, alle medie. Mai parlati probabilmente, solo qualche saluto giusto perchè eravamo tutte le mattine alla stessa fermata. Poi dopo qualche minuto ho capito che non poteva essere lui. Perchè è morto due anni fa impasticcato di non si sa cosa. Capitan Fabio lo chiamavano, suonava la batteria in un gruppo locale, e adesso fanno concerti in suo onore come fosse stato un eroe. E io proprio non capisco, non lo trovo giusto; ha sbagliato, ha pagato, e adesso basta. Invece lo trovo ovunque sopra dei manifesti con quella chioma riccia e le bacchette in mano. No, non ci arrivo, mi dispiace.
Tirando le somme, non era lui quello che ho visto ieri.
Voglio che arrivi venerdì, subito, ora.
PS: che poi se l’estate invece che investirmi mi prendesse tra le sue braccia non sarebbe poi così malaccio…
PPS: gran concerto, ottima compagnia, gradevole post-concerto.
Si preannuncia una serata tranquilla; concerto degli Hidea, già visti due volte l’anno scorso (tra l’altro ricordo un loro poster rimasto sulla mia auto per tre mesi buoni, e poi finito chissà dove). Al primo loro concerto, sempre nello stesso posto di questa sera, è legato un bel ricordo. Traumatico ma bello. Curioso come alcuni eventi si ripetano neanche a farlo apposta.
Mi sa che ora mi metto ahimè a studiare.




