..e credo di essere anormale, ebbene non lo so

Now we are one in everlasting peace

Il confine tra il bianco e il nero si fa sempre più labile.
Forse sto crescendo (uh che paroloni) e non me ne accorgo, o semplicemente non ho voglia di farlo.
Una delle mie ultime scoperte è; che tutto, ma proprio tutto, dà assuefazione; quindi è inutile allacciare rapporti che poi si perderanno per strada, affezionarsi ad oggetti il cui valore risulterà in futuro nullo. Chiaro, ogni cosa ha il suo tempo, tempo d’inizio e tempo di fine (sto dicendo delle banalità?); forse lo scopo della vita è godersi questo tempo, assaporarne il gusto il più possibile per poi lasciarselo alle spalle, senza tanti ripensamenti. Senza assuefazione quindi.
Un’altro pensiero che mi gira in testa da un po’ riguarda il fatto che è perfettamente inutile sperare. Sì, ok, sperare in cosa? Questo non l’ho ancora capito, datemi un po’ di tempo (tempo… tempo…) e ve lo saprò dire; c’è anche il famoso detto “chi vive sperando…” eccetera, ma non mi trova d’accordo. Chi vive sperando vive per niente. Non so ancora se “smettere di sperare” sia stato un passo avanti o l’ennesimo errore, ma adesso va così
Riassumendo un po’ il tutto: devo guardarmi dentro e capire dove cazzo sto andando, altrimenti potrei andare a sbattere facilmente.
Anzi, magari mi prendo una pausa, così, tanto per rifletterci su.


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