…e credo di essere anormale, ebbene non lo so

“Brevi” considerazioni

Allora mi sono deciso. Ieri sera ho tolto il leggerissimo strato di polvere virtuale che si era depositato sul cd masterizzato degli U2.
Ore 22 circa… mi corico sul letto e “abbraccio” il lettore cd portatile.
Premetto che ho fatto un solo ascolto, e quindi non ricordo molto bene adesso come adesso le impressioni. Diciamo che ricordo “cosa” ho pensato mentre lo ascoltavo. Quindi il tutto risulterà molto fumoso e confuso. Niente paura.
Partiamo con Vertigo. Ok, l’ho stra-digerita. Non è certo un capolavoro, ma si colloca una spanna sopra al penultimo loro lavoro. I rimandi a Boy ci sono, soprattutto musicalmente. Come ho già detto è un ritorno alla chitarra edgiana, nonché un benritrovato a un bassista di cui si erano perse le tracce.
Buona la collocazione come prima canzone; probabilmente ci apriranno anche i concerti, dunque ben venga un po’ di casino.
A questo punto mi preparo ad un ascolto molto più attento.
La seconda traccia (non chiedetemi i titoli in ordine perché non li so ancora) non mi piace. Insomma, una cosa piace o non piace. E a me la seconda traccia non piace.
Sulla terza (Miracle Drug penso) vorrei spendere qualche parola. Acclamata come la One del 2000, è situata proprio come terza traccia (come su Achtung Baby, appunto, One). Bene. Io credo di avere una versione diversa del cd. Paragonare Miracle Drug a One sarebbe come farsi un panino con della cacca dentro. Il colore richiama un po’ la Nutella, ma…
Su usenet si sprecano i commenti positivi sul “capolavoro”. E io comincio a perdere la speranza di sentire ancora una volta i miei U2. Pazienza, mi dico, una ventina d’anni di onorata carriera e mettiamoci il cuore in pace.
Proseguendo però nell’ascolto cominciano ad arrivare pezzi interessanti. E qui veramente non riesco a metterli in ordine o a nominarli se non con qualche eccezione.
A metà disco giungo alla conclusione che forse il “lato A” è più debole del “lato B”. Strana cosa, è vero. Ma più le tracce scivolano verso la fine, più mi convinco di questo.
E da una parte sono contento: probabilmente le tracce “forti” sono le prime, quelle che useranno come singoli. Le altre finiranno, per i più, nel dimenticatoio. Meglio così… più perle per i fan.
Ancora due parole su una canzone. Crumbs From your table. Geniale, bellissima, carica. L’hanno paragonata a Walk On. Ahahah ma che sono tutti sordi? Forse una delle più belle dell’album.
Anzi no, l’ultima (solitamente lenta e riflessiva) si rivela invece un inno… a Dio? Bah, non saprei. Il testo non l’ho ancora letto. Bono quando si avvicina alla religione penso che tiri fuori il meglio di sè. Basta vedere October e Pop (1982 e 1997… che genio quest’uomo). La canzone si intitola Yahweh (”iauei” come dice lui nel ritornello). E’ incredibile quanto riesca a trasportare una melodia di tal genere. Giusta chiusura per le scalette del tour, e finalmente una canzone con le palle alla fine del disco.

Ripeto: primo ed unico ascolto.
Il giudizio complessivo non mi sento quindi di darlo. La cosa che mi stupisce è questo abisso che separa la prima dalla seconda parte… non era mai successo prima d’ora.
Sicuramente abbiamo abbondantemente superato la fase All that you can’t leave behind. Non è un album di plastica. Dentro c’è il cuore; un cuore affiancato da elettronica usata molto, e molto bene (c’era anche Howie B come produttore se non sbaglio).
D’altra parte si sentono molto gli influssi di album precedenti (Steve Lillywhite… amor mio)… Achtung Baby è onnipresente, The Unforgettable Fire si insinua qua e là.
Suoni che finalmente si riappropriano dei loro padroni.
Edge giochicchia con i delay e per fortuna lo sa ancora fare. Adam come già detto si SENTE. Larry inventa anche qualcosa di nuovo dai soliti ritmi U2; si sentono anche i classici “click” (segnatempo, metrònomi, chiamateli come volete) di Achtung Baby che serviranno, live, a dare carta bianca a Bono sul palco ehehe.
E appunto, Bono. Canta in modo diverso sapete? Innanzitutto va più in alto. Mi preoccupa, perché live non ci riuscirà. Canta sempre al limite, quando fa gli acuti capisci che è a fine corsa, “non ne ha più”. Ma questo modo di cantare risulta… mmh… sensuale, sì, non mi viene un altro termine. Decisamente è un altro modo di cantare. Come dagli ‘80 ai ‘90 cambiò completamente stile, anche adesso (per altre esigenze) abbiamo un cambiamento di rotta. Molto belli (e “achtungbebiani” anche questi) i pezzi con la doppia voce, ottava bassa e ottava alta.

Per ora è tutto.
Non ero ben disposto all’ascolto, lo ammetto. Ultimamente se ciò che ascolto degli U2 non ha più di 6-7 anni non lo digerisco. L’album ha comunque la possibilità di “crescere”… mi riservo la facoltà di pensarci… se promuoverlo o bocciarlo insomma.
E poi non ho ancora letto un testo, se non quello di Vertigo (che promette bene).
Aggiornamenti, prossimamente.


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