…e credo di essere anormale, ebbene non lo so
| Orientamento | Funzione dominante | Funzione d’appoggio | Funzione terza | Funzione inferiore | Tendenza |
| Introverso | Pensiero | Sensazione | Intuizione | Sentimento | Giudicante |
Questo tipo introverso è particolarmente affidabile e responsabile. È preciso e molto realistico. Il suo comportamento si basa fondamentalmente sui fatti e sull’esperienza che giudica e analizza in maniera meticolosa, paziente e sistematica. Si fida della logica e dell’obiettività e ha difficoltà a capire le persone che non basano il loro comportamento su questi due pilastri della sua esistenza! Non prende decisioni impulsive. È tranquillo, serio e coscienzioso. Ha un etica del lavoro sviluppata che lo induce per esempio a non lasciare incompiuto un lavoro che ha iniziato. Prima finisce quello che deve fare e solo dopo si riposa. Ama essere lasciato in pace quando deve fare qualcosa. Sa quello che fa e quando reputa di aver capito cosa deve fare non ha bisogno di una supervisione. È perseverante e non si scoraggia facilmente. È generalmente abile nei lavori manuali e ama farli. Spesso sono per questo tipo un modo produttivo per rilassarsi. Frequentemente è anche un grande lettore. Se è uno sportivo, tende a preferire gli sport che lo mettono in contatto diretto con la natura. La sua funzione inferiore è il sentimento. Socialmente tende a essere riservato e non particolarmente caloroso. Può dare l’impressione di essere indifferente o insensibile ai sentimenti degli altri. Inoltre si lascia difficilmente influenzare e non sembra attribuire molta importanza all’opinione degli estranei. Preferisce generalmente trovarsi in ambienti a lui familiari e con persone familiari. È un conservatore ed ha una bassa propensione al rischio. Se non dispone dell’esperienza (sua o di qualcun altro) per poter giudicare un nuovo progetto si sente a disagio e tende a rigettarlo con scetticismo. Può diventare negativo, scettico e testardo. Preferisce fare le cose che sono già state sperimentate. Sul piano lavorativo le sue qualità sono molto preziose. Oltre a essere molto affidabile, realistico e analitico, lavora intensamente e con autonomia. È attento ai dettagli, paziente e tollerante nei confronti della routine. La sua prudenza ne fa un amministratore molto oculato. Con le persone può avere una certa difficoltà a causa della distanza che spontaneamente tende a mantenere. Generalmente compensa questa caratteristica con la capacità di essere obiettivo e un senso etico sviluppato.
Oh ma son proprio io… se togliete “abilità nei lavori manuali” ’sto test è abbastanza veritiero…
Funzione inferiore… sentimento muahahaha! (beh è un po’ vero eh)
Grazie Cubo… qui il link.
No mi dispiace… bocciato.
Mi aspettavo di più, non lo nascondo. Dopo vari ascolti non riesce ad entrarmi in testa questa carrellata di brani che pesca qua e là nel ventennio 1980-2000. Troppo frammentario, non segue un filo, non è un album a sè.
È piaciuto a tutti, non ho sentito una voce fuori dal coro… forse sono io… boh.
Delusione? Tanta.
Voglio qualcosa di nuovo da ascoltare che me li faccia dimenticare… per adesso gli U2 si fermano al 1997.
“Cercando di riempire quel vuoto a forma di Dio”
(U2 - “Mofo”, da “Pop” - 1997)
“De gustibus non scatarrandum est”
Ho voglia di una sigaretta.
Allora mi sono deciso. Ieri sera ho tolto il leggerissimo strato di polvere virtuale che si era depositato sul cd masterizzato degli U2.
Ore 22 circa… mi corico sul letto e “abbraccio” il lettore cd portatile.
Premetto che ho fatto un solo ascolto, e quindi non ricordo molto bene adesso come adesso le impressioni. Diciamo che ricordo “cosa” ho pensato mentre lo ascoltavo. Quindi il tutto risulterà molto fumoso e confuso. Niente paura.
Partiamo con Vertigo. Ok, l’ho stra-digerita. Non è certo un capolavoro, ma si colloca una spanna sopra al penultimo loro lavoro. I rimandi a Boy ci sono, soprattutto musicalmente. Come ho già detto è un ritorno alla chitarra edgiana, nonché un benritrovato a un bassista di cui si erano perse le tracce.
Buona la collocazione come prima canzone; probabilmente ci apriranno anche i concerti, dunque ben venga un po’ di casino.
A questo punto mi preparo ad un ascolto molto più attento.
La seconda traccia (non chiedetemi i titoli in ordine perché non li so ancora) non mi piace. Insomma, una cosa piace o non piace. E a me la seconda traccia non piace.
Sulla terza (Miracle Drug penso) vorrei spendere qualche parola. Acclamata come la One del 2000, è situata proprio come terza traccia (come su Achtung Baby, appunto, One). Bene. Io credo di avere una versione diversa del cd. Paragonare Miracle Drug a One sarebbe come farsi un panino con della cacca dentro. Il colore richiama un po’ la Nutella, ma…
Su usenet si sprecano i commenti positivi sul “capolavoro”. E io comincio a perdere la speranza di sentire ancora una volta i miei U2. Pazienza, mi dico, una ventina d’anni di onorata carriera e mettiamoci il cuore in pace.
Proseguendo però nell’ascolto cominciano ad arrivare pezzi interessanti. E qui veramente non riesco a metterli in ordine o a nominarli se non con qualche eccezione.
A metà disco giungo alla conclusione che forse il “lato A” è più debole del “lato B”. Strana cosa, è vero. Ma più le tracce scivolano verso la fine, più mi convinco di questo.
E da una parte sono contento: probabilmente le tracce “forti” sono le prime, quelle che useranno come singoli. Le altre finiranno, per i più, nel dimenticatoio. Meglio così… più perle per i fan.
Ancora due parole su una canzone. Crumbs From your table. Geniale, bellissima, carica. L’hanno paragonata a Walk On. Ahahah ma che sono tutti sordi? Forse una delle più belle dell’album.
Anzi no, l’ultima (solitamente lenta e riflessiva) si rivela invece un inno… a Dio? Bah, non saprei. Il testo non l’ho ancora letto. Bono quando si avvicina alla religione penso che tiri fuori il meglio di sè. Basta vedere October e Pop (1982 e 1997… che genio quest’uomo). La canzone si intitola Yahweh (”iauei” come dice lui nel ritornello). E’ incredibile quanto riesca a trasportare una melodia di tal genere. Giusta chiusura per le scalette del tour, e finalmente una canzone con le palle alla fine del disco.
Ripeto: primo ed unico ascolto.
Il giudizio complessivo non mi sento quindi di darlo. La cosa che mi stupisce è questo abisso che separa la prima dalla seconda parte… non era mai successo prima d’ora.
Sicuramente abbiamo abbondantemente superato la fase All that you can’t leave behind. Non è un album di plastica. Dentro c’è il cuore; un cuore affiancato da elettronica usata molto, e molto bene (c’era anche Howie B come produttore se non sbaglio).
D’altra parte si sentono molto gli influssi di album precedenti (Steve Lillywhite… amor mio)… Achtung Baby è onnipresente, The Unforgettable Fire si insinua qua e là.
Suoni che finalmente si riappropriano dei loro padroni.
Edge giochicchia con i delay e per fortuna lo sa ancora fare. Adam come già detto si SENTE. Larry inventa anche qualcosa di nuovo dai soliti ritmi U2; si sentono anche i classici “click” (segnatempo, metrònomi, chiamateli come volete) di Achtung Baby che serviranno, live, a dare carta bianca a Bono sul palco ehehe.
E appunto, Bono. Canta in modo diverso sapete? Innanzitutto va più in alto. Mi preoccupa, perché live non ci riuscirà. Canta sempre al limite, quando fa gli acuti capisci che è a fine corsa, “non ne ha più”. Ma questo modo di cantare risulta… mmh… sensuale, sì, non mi viene un altro termine. Decisamente è un altro modo di cantare. Come dagli ‘80 ai ‘90 cambiò completamente stile, anche adesso (per altre esigenze) abbiamo un cambiamento di rotta. Molto belli (e “achtungbebiani” anche questi) i pezzi con la doppia voce, ottava bassa e ottava alta.
Per ora è tutto.
Non ero ben disposto all’ascolto, lo ammetto. Ultimamente se ciò che ascolto degli U2 non ha più di 6-7 anni non lo digerisco. L’album ha comunque la possibilità di “crescere”… mi riservo la facoltà di pensarci… se promuoverlo o bocciarlo insomma.
E poi non ho ancora letto un testo, se non quello di Vertigo (che promette bene).
Aggiornamenti, prossimamente.
Venerdì sera devo andare ad un addio al celibato… nooo dai vi prego, non sono cose che fanno per me… che pacco! 35 euro per un risto-disco fighetto in quel della provincia di Reggio… so già che mi divertitò come un tenero agnellino sotto Pasqua.
Ah, e cosa ancor più grave, devo comprarmi qualcosa da mettere per il matrimonio. Fare spese, vestirmi bene… tutte cose con le quali non vado molto d’accordo.
In più, tra un’oretta devo andare a scuola per un progetto che coinvolge alcune tesine dell’anno scorso. Dovrei rileggere la mia in 20 minuti adesso, ma non ne ho proprio voglia. Penso che improvviserò, come feci all’esame (e in effetti andò bene).
E poi magari ritiro anche il diploma in segreteria… non sarebbe una brutta cosa avere in mano un pezzetto di carta che attesti 5 anni di perdita di tempo eheh!
EVERYTHING YOU KNOW
IS WRONG
Stato di totale esaltazione fisica. Sentire il concerto di Sydney ‘93 è puro godimento. Vederlo è un orgasmo.
…al maschile.
L’ho trovata. Che gran persona, la conosco da così poco tempo eppure mi sembra un secolo.
Una persona intelligente, come ce ne sono veramente poche, oggi.
Se avete 10 minuti da perdere andate qui, credo non ve ne pentirete.
Qui invece trovate la famosa serata al Camaleon, dove io non ho mai visto una persona divertirsi così tanto.
Buona lettura (in entrambi i link scorrete in basso per il testo in italiano).



