…e credo di essere anormale, ebbene non lo so

Due di picche

Antefatto: ieri sera avevo le prove, a Collecchio. Poi per mancanza di gente e una riunione in corso protrattasi fin verso le 10 si è deciso di non fare niente, se non due chiacchiere.
Non so come mi è venuto in mente, giuro che se ci ripenso non riesco a capacitarmene… quello là non ero io. Sta di fatto che stavano tutti andando a casa, siamo rimasti veramente in pochi, tra cui una tipa che appunto suona con me (la stessa che ho poi visto domenica sera al concerto degli Hidea). Così ho buttato lì un “beh, ma è prestissimo, tu che fai adesso?”
Fermiamoci un attimo nel racconto. Ora, mi ci vedete, a me, che dico queste cose? Forse sono stato posseduto per un attimo dal diavolo… tutto può essere.
Lei evidentemente ha gradito, così ha proposto la festa a Fornovo… uh, sai che bello ^___^
“Noooo!” dico io, “Andiamo a fare un giretto in centro, ok c’è tutto chiuso, ma almeno c’è un po’ di gente, e poi alla festa a Fornovo fra un’ora non c’è più nessuno”.
Aggiudicato. Siamo finiti in “pdp” a leggere le pagine zozze di Trainspotting ahahaha!
Tra l’altro (proprio “tra l’altro”, “a margine”, “come contorno”) ho scoperto che ahimè è un po’ impegnata. Cioè non impegnata, lei mi ha detto che tra loro non c’è un gran sentimento, che tradotto significherebbe “trombano come due scimmie”. Quando me l’ha detto… boh, non sapevo neanche io cosa pensare, ma lei mi ha preceduto e mi fa “beh, immagino che non te l’aspettassi vero?”.
Ok, non è quello il discorso da fare, non è che uno se l’aspetta o non se l’aspetta, insomma…. il più è saperlo. “Ci sei rimasto male?” e io “Nooo! Ma figurati! Però fai chiarezza in ’sto rapporto, mi raccomando!” (quest’ultima frase, vi giuro, non so chi l’abbia detta…. non ero io! Che frase terribilmente stupida!). Che tradotto vorrebbe dire “se vi mollate comunque fammelo sapere, che io sarò non contento, di più”.
A fine serata poi mi sono incazzato tra me e me con l’universo femminile. Quando è stato il momento di salutarci lei comincia a sviolinare le solite stronzate da donna simil-dispiaciuta: “oh ma guarda, io sono stata benissimo, anzi, un amico in più… stasera ti ho conosciuto proprio bene, e mi ha fatto piacere….. solo dai, mi dispiace per quella cosa lì….. oh se hai bisogno….”
Se hai bisogno COSA?!? Il Fra non ha bisogno di niente. Oh.
Non contenta, ha proposto un’altra uscita, esattamente…. domani sera, dopo un concerto.
Ma alla fine… non mi sono scomposto più di tanto. Sì ok sono andato a letto un po’ incazzato un po’ confuso un po’ deluso. Poi ho tirato le somme, togliendo al sonno una buona oretta. I miei risultati personali sono che:
-Leggerò probabilmente Trainspotting
-”La regola dell’amico non sbaglia mai”, by Max Pezzente, 883
-Le mie poche, rare iniziative difficilmente vanno a buon fine
-Quello di ieri sera era, di fatto, un due di picche.

2 di picche

La mia carta preferita.


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