…e credo di essere anormale, ebbene non lo so
Ok, sono simpatico come un comodino ed espansivo come un termosifone, e allora?!? Non vedo dove stia il problema, basta che mi stiate lontano, ecco tutto.
Bene…. dopo tutto ciò informo ufficialmente che non parteciperò alla narcofesta; è successo che la risposta che doveva giungere sperata è in effetti giunta (momenti di gloria accompagnarono quel momento). L’amica in effetti non aveva tanta voglia di andarci, più o meno per i miei stessi motivi, quali la probabile presenza di vari tipi di droghe. Sì, ammetto che la proposta era allettante, ma chi tornava poi a casa? Meglio rinunciare, e in fatto di rinunce io sono un drago. Anche lei però ho sentito che è messa parecchio male… ha ribadito il concetto “non perdiamoci di vista” e poi mi ha illuminato sul suo futuro; eterna indecisa (siamo proprio uguali, sì) non sapeva fino all’ultimo cosa farne di cinque anni di liceo. Ma finalmente ha partorito una decisione, puntando per scienze della comunicazione qui a Parma… occasione in più per vedersi? Io non ho detto niente, è solo che penso ad alta voce.
Niente… alla fine sono contento della sua risposta… ho visto che è rimasta la solita pessimista di una volta, proprio come piace a me eheh! Ok, con il senno di poi, aver saltato il “Tora!Tora!” mi ha permesso un fugace incontro (fascia rosa, maglietta nera… le ho fatto una cerebrofoto), peraltro distruttivo per quel momento.
Chiaramente non avviserò per la festa: chi tace non partecipa (anche perché se non hanno i dineros la grigliata come la fanno?): ok in fondo in fondo un po’ mi dispiace, soprattutto per alcuni (sembrano passati secoli dal “lontano giugno”, mamma mia); ma non avevo voglia di farmi vedere distrutto e idiota, tutto qui.
Si opta per una serata molto incognita; il ghiso passa alle 9:30, ma se non smette di piovere cazzo facciamo? Possiamo fare una narcofesta a casa mia… siete tutti invitati dai; la sacra famiglia se ne è andata in montagna a cena dalla nonna, ma a me veniva trooooppo pesa la cosa.
Dovrei dunque dirigermi verso la cucina, ma penso che opterò per il cazzeggio su internet; tanto non ho fame.
Sabato 21 luglio 2001. U2, Elevation Tour, stadio Delle Alpi di Torino, ore 21:30 circa.
Bono grida “Ciurino!” (Torino, nel suo italiano un po’ irish) e parte I will follow.
Erano in 80.000, anzi no, 79.999, mancavo io :°°(
I due cd di quella serata mi fanno capire che i quattro di Dublino non sono ancora finiti, nonostante un ultimo pessimo album. Attendiamo con ansia ottobre, la prova del nove.
Ok, ho deciso e non deciso; ho mandato un’email ad una mia “amica” (chiamiamola così) chiedendole se partecipava alla narcofesta. Non è di certo lei il discriminante che mi farà decidere per il sì o per il no, ma le ho fatto capire che io sarei più per il no. Dunque se mi risponde (SE mi risponde) dichiarando tutto il suo disappunto e desiderando la mia presenza potrei farci un pensierino, in caso contrario (una risposta del tipo “Oh perdincibacco, mi dispiace. Alla prossima”) devo decidere dove andare a sbattere la testa sabato sera eheh!
Vabbè, torno alla lettura del mio best seller, ho già superato la metà, mi sta prendendo proprio.
Che palle, oggi mi arriva un messaggio (e già questo turba la mia eremitica tranquillità) di una mia ex compagna di classe che mi avvisa di sabato sera: festa-dilanio a Grassano, una manciata di case su nell’appennino reggiano, dove sempre un mio ex compagno di classe ha una super baita in cui organizza party a sfondo narcotico-sessuale. Ci sono andato una volta e sinceramente mi è bastato (e sono contento di esserci andato quando ancora non avevo la patente).
Come al solito però, non andandoci farei la figura dell’asociale, visto che è poi una festa di classe; oppure potrei dire che ops! misteriosamente sono in vacanza, cosa alla quale non crederebbe nessuno. Mi aspetta una settimana-rompicapo, per pensare se andarci oppure no; magari prima guardo in zona le varie festicciuuuole di paese e se c’è qualcosa di interessante il mio “no” potrà essere più convincente.
In ogni caso mi devo informare della gente presente alla festa, e poi si vedrà il da farsi. La spinta comunque non ce l’ho, e ora come ora penso che, come al solito, tirerò il bidone, possibilmente non all’ultimo minuto (ma tanto non è che se manco io la festa perde il suo fascino, intendiamoci); il droga party ok, mi attira, e ne avrei anche un po’ bisogno, ma poi ho paura che mi prenda male. Prevenire è meglio che curare quindi.
Sento un carillon in lontananza, mi sto lentamente addormentando sulla sedia:
“No alarms and no surprises, please”
Alzo il pollice verso il pc e dico “Ok Computer“, e poi dormo.
E’ normale svegliarsi completamente inebetiti dopo un tranquillissimo sabato sera? Tipo bocca impastata, mal di testa, ossa rotte. Non ho più il fisico, è evidente. Tra l’altro comincio a sentire freddo quando la temperatura scende sotto i 25 gradi, e questo comincia seriamente a preoccuparmi.
In ogni caso stamattina i miei hanno pensato bene di tenermi occupato lo stesso, così tra le 10 e le 12:30 il mio mal di testa ha aumentato la sua “magnitudo”, e ora sto registrando un settimo-ottavo grado Mercalli; chi è che va a fare la spesa, e a prendere il pane fresco? io, chiaro. E il giornale? Dai, tanto sono 500 metri in più. Gonfio le gomme della bici (e capisco perché prima faticavo così tanto), parto sotto un sole cocente (ecco, stamattina non avevo freddo), tappa al supermercato, tappa dalla giornalaia, casa. Ma il meglio viene quando toh! mi sono scordata una cosa, disse la madre, e il buon figliuolo che risale in sella alla bici (ore 12:20 circa) e torna al supermercato.
La testa martella, ahia se martella! Il programma del pomeriggio prevede l’ascolto del “Best of The Cure“, per gentile concessione e a cura di sunchild, e poi una puntatina in montagna dalla nonna, e vediamo se qualche curva mi farà passare il mal di testa (la veggo dura, comunque).
Ah dimenticavo, ora è proprio ufficiale: la retromarcia non entra più nella mia Polo.
Sento il bisogno di una doccia, cosa che farò tra cinque minuti.
Rimanendo in tema di buche, penso che ne tirerò una ad un mio amico che mi ha proposto un giretto domattina al mercato a Bologna (mattina poi? mattina più pomeriggio, suppongo). Troppo stanco, nonostante il cazzeggio imperi ad ogni ora, ma come già ho fatto notare ad alcuni più non fai niente e più ti viene da svegliarti tardi; mi sembrano lontani secoli quei giorni in cui studiavo queste otto-dieci orette al giorno, andando a letto verso mezzanotte e svegliandomi alle otto stranamente riposato. Adesso è un po’ il contrario, se non sono le 9:30-10:00 chi mi alza dal letto?
Ora sto leggendo/divorando “Io uccido” di Giorgio Faletti, trovato da Feltrinelli a 7,90 €….. un buon acquisto tutto sommato, ne ho lette un centocinqunata pagine in due giorni, ma è molto scorrevole, in una settimana completerò le 650 e passa. Il retro della copertina recita “Non ci crederete ma oggi quest’uomo è il più grande scrittore italiano” - Antonio D’Orrico, Sette-Corriere della Sera. Ohbbella pure questa! Ok, bel libercolo, sì, ma è molto sulla linea di King che per carità… tanto di cappello! Ecco se c’è da stupirsi è per il fatto che sia la sua prima opera, questo sì, lo ammetto. Ma per il resto una narrativa semplice semplice, il cui più grande pregio è quello di essere molto accattivante (dunque un buon impianto dietro…. in poche parole ciò che non è mancato a Faletti sono le idee)…. poi capitoli abbastanza brevi, insomma il classico libro che ti fa perdere la nozione del tempo, e che appunto divori.
Un’ultima cosa… il template ammetto che fa la sua (s)porca figura…. cioè, fa un po’ cagare sì, ma era un po’ per esercitarmi con l’html e soprattutto gli stili (ho recuperato una vecchia dispensa di due anni fa, non so neanche come ho fatto a trovarla). Non sapendo che colore mettere al carattere ho optato per una banalissima scala di grigi, che in un impeto di fantasia potrà trasformarsi in una scala di blu… comunque le mie limitate doti informatiche stanno piano piano uscendo in tutto il loro splendore. E’ un augurio per il futuro.
Domani pomeriggio ricomincerò a smanettare accanto a ’sto maledetto template, nel frattempo vi prendete quello che passa il convento ^___^
Dopo qualche giorno (per la verità una quindicina) senza la linea telefonica, mi rituffo nell’oceano di internet aprendo subito questo blog, cosa che era mia intenzione fare già da qualche tempo. Non sono nuovo di “questo mondo”, quello dei blog intendo, ma uno propriamente mio non l’ho mai avuto; è dunque tempo di provvedere. Apro “wideawake” in coincidenza di una piccola svolta nella mia vita, anche se a dire la verità non ho idea di dove questa svolta mi porterà a… svoltare. Per ora sono un po’ in bilico, lì sull’orlo del precipizio, e non so se buttarmi o no. Nell’attesa riverserò tutto quello che mi passa per la testa nella grande rete.
Il template è quello che è, ho scelto il meno brutto tra quelli di default di Splinder… con il tempo (diciamo in poco tempo) conto di personalizzarlo, anche se ahimè la fantasia non è il mio forte. Ok, ho deciso, farò passare sotto la maschera della parola “semplicità” un blog un po’ carente di inventiva.
Le presentazioni….. beh, lasciamole a suo tempo. Un saluto ai pochi lettori.



