…e credo di essere anormale, ebbene non lo so

Libri

Dopo aver finito di leggere Io uccido, by Giorgio Faletti, non mi è rimasto neanche un libro decente in casa; ho cominciato a leggere Giuda l’oscuro, di Thomas Hardy (non ho idea di come sia giunto in casa mia), scrittore di fine ottocento, ma è una palla fuori dal comune.
Sempre qui in casa e puntando sui classici potrei optare per La coscienza di Zeno (Svevo) o rileggere Il ritratto di Dorian Gray. O perché no, Il fu Mattia Pascal, anche questo già letto.
A dire la verità c’è un libercolo che mi guarda lì dal tavolo, Antologia di Spoon River, di Edgar Lee Masters; ovvero una raccolta di epigrafi sotto forma di brevi poesie, che si immaginano scritte da ciascun abitante defunto di Spoon River (cittadina americana). E’ un libro che mi ha prestato il Ghiso, e mi ha consigliato di leggerlo in bagno (messaggio subliminale?) perché non mi ha visto molto convinto; il problema è che io in bagno ci sto poco… ognuno ha i propri tempi… va bè, non scendiamo nel particolare. Così mi sa che lo leggerò pianino pianino inframezzato da una lettura più corposa.
Potrei, in alternativa, fare un salto in biblioteca, e allora cercherei questi due titoli: l’ di James Joyce o Due di Due di Andrea De Carlo. Se avete qualche proposta migliore fatevi avanti, il periodo estivo mi porta a divorare libri.
Domani pomeriggio poi dovrei cominciare il mio pseudo-lavoro, nonché vedere e firmare anche il contratto (perché per adesso è ancora tutto a parole); penso che mi distruggerà, anzi, senza dubbio. Se sabato mattina un minimo rumore mi sveglierà non risponderò delle mie azioni.


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